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NotizieInRete 366 - 2 febbraio 2014 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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I soci e le cooperative

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Lo statuto e Il regolamento

Dalla prossima settimana riprendiamo a parlare di Biennale! Si entra nel vivo dell'organizzazione. Ecco come saranno organizzate le tre giornate di Genova.

5 giugno, i seminari per ragionare di prossimità, cittadinanza attiva ed economia di condivisione e collaborazione

6 giugno, i palchi per raccontare la propria esperienza di prossimità. E poi arte, animazione nelle strade e cena insieme in piazza

7 giugno, assemblea dei partecipanti, per decidere insieme come procedere e poi i mille volti di Genova da esplorare

Idee in Rete: tre giorni verso il futuro - SPECIALE

Gianfranco Marocchi: non guardiamo al rinnovo di giugno, ma ai prossimi 15 anni

"Il passaggio dalla prima leadership al “dopo” è un momento cruciale per le organizzazioni. Non si tratta di decidere chi va in consiglio di amministrazione, chi fa il presidente; ma di capire come far evolvere Idee in Rete per i prossimi 15 anni, di iniziare un nuovo ciclo."

Da qui è partita la riflessione di Gianfranco Marocchi per un percorso che nei prossimi mesi dovrà arricchirsi di idee e persone in vista del rinnovo cariche previsto per giugno.

Le strategie dovranno emergere dall'intersezione tra imprenditorialità sociale, l'azione di prossimità ed economia di condivisione e collaborazione. E' poi venuto dal presidente un forte invito a tutti i soci a diventare protagonisti di questa fase con idee, proposte e soprattutto con l'impegno personale, attraverso cui il nuovo gruppo dirigente conseguirà la fiducia dei soci.


Ivana Pais, quando l'economia è condivisione e collaborazione

Cooperazione sociale e economia collaborativa e di condivisione: due ambiti senz'altro vicini quanto a valori e finalità, anche se con pochi punti di contatto.

Se Idee in Rete ha chiamato Ivana Pais, docente della Cattolica e tra i maggiori esperti di sharing economy in Italia ad intervenire nella tre giorni è perché questo contatto sarebbe invece prezioso per entrambi: per i cooperatori sociali, che avrebbero a disposizione approcci dinamici e innovativi e per chi - generalmente giovani generazioni - sta scommettendo sulla sharing economy per mettere a frutto il patrimonio di relazioni e radicamento territoriale trentennale della cooperazione sociale.

E di qui le preziose riflessioni offerte da Ivana Pais, a partire dall'emersione della rilevanza della dimensione della reciprocità accanto al mercato ed alla redistribuzione, per poi passare in rassegna esempi di condivisione sempre più numerosi e che interessano sempre nuovi ambiti della vita quotidiana, dallo spostarsi al cibo, dal trovare alloggio all'attività sportiva, dalle banche del tempo alle social street; ben evidenziando che se da una parte sono centrali le piattaforme tecnologiche che facilitano lo scambio, va sempre tenuta presente che il punto d'arrivo è la costruzione di relazioni tra le persone.

Stimoli più volte ripresi nel corso dei lavori e che saranno sicuramente parte del cammino della nostra rete.


Noi e il linguaggio delle imprese

Sono intervenuti alla Tre giorni di Idee in Rete Massimo Migliosi di Altagamma e Vincenzo De Bernardo, direttore di Federsolidarietà.

Il rapporto con le imprese for profit fa parte delle strategie di apertura e contaminazione da attuare a partire dalla chiara e forte identità - e differenza - delle imprese sociali.

In questo rapporto non bisogna nascondersi le possibili criticità: il non profit che richiede requisiti di qualità, puntualità, capacità produttive che non sempre le cooperative sociali riescono a soddisfare.

Ma, accanto alle imprese Altagamma, va considerato che vi sono numerose altre imprese, magari in contatto con queste, che possono essere più accessibili alle collaborazioni e favorire la maturazione imprenditoriale delle cooperative.

Enzo De Bernardo ha sottolineato il ruolo di creazione di legami fiduciari che la Federazione sta costruendo e di cui il protocollo con Altagamma è un passaggio importante, tanto è vero che già sono in atto progetti comuni.


Questi siamo noi

Questi siamo noi! tutti i presenti alla tre giorni di Roma, i volti, un breve profilo. 

Dirigenti di lungo corso e nuove leve su cui i consorzi soci stanno puntando per il ricambio, persone che si conoscono da decenni e che hanno lunghe storie di collaborazione alle spalle e altre che hanno avuto modo di apprezzarsi in questi giorni.

In tutti i casi una ricchezza che il percorso intrapreso dovrà valorizzare.

 

Dalla storia al futuro

Idee in Rete arriva a questo appuntamento dopo 12 anni di storia. Dagli inizi di piattaforma orizzontale di scambio open source 2003-2006) all'investimento sui settori innovativi e sull'estensione delle logiche di imprenditorialità sociale oltre i confini del welfare (2007-2011), agli attuali sviluppi che mettono al centro l'idea di impresa di prossimità. Il tutto passando per momenti di crescita e difficoltà, superate grazie alla capacità della base sociale di saldarsi intorno a valori e relazioni.

E oggi, la sfida è quella di non guardare al prossimo rinnovo, ma a far evolvere l'organizzazione in vista del medio periodo, per cui è necessario far crescere le persone e contaminare le idee: quello che si è fatto in questi tre giorni a Roma.

 


 

Tre giorni di Idee in Rete a Roma in diretta Twitter: uno dei tanti frutti del grande lavoro organizzativo di Valerio


 

Beppe Guerini, il decalogo del dirigente di cooperativa

"Dirigere un’impresa cooperativa sociale è un coltivare e un intraprendere paziente, diverso dalla roboante velocità della crescita smisurata e tumultuosa. Prendersi cura richiede tempo, a volte pretende lentezza, come nell’assistere o nell’educare, ma soprattutto come nel vedere crescere un albero, una semina, un animale allevato, un sapere che si fa conoscenza. E infatti si coltiva la terra come si coltiva il sapere."  Questo lo stile con cui Beppe Guerini, presidente di Federsolidarietà, ha introdotto il decalogo del dirigente di cooperativa, poi sviluppato attraverso 10 verbi:

  1. Potere: un verbo, appunto, nel senso di avere ricevuto un'investitura ad operare nell'interesse dei soci e che in quanto tale rimanda sempre ad una dimensione collettiva; e non invece un sostantivo, legato all'ambizione personale. 

  2. Condividere: le cooperative non sono organizzazioni per uomini soli al comando, il dirigente è chiamato a avere la lucidità di saper scegliere cosa condividere e con chi. 

  3. Distinguere: non possiamo pretendere di promuovere un'economia diversa e poi usare metodi e tecniche di gestione in modo analogo a quello di ogni altra impresa .

  4. Decidere: spesso insieme ad altri, qualche volta da soli, trovando equilibrio tra la propria storia e la necessità di evolversi. Il dirigente deve sapere che prendere decisioni è un suo compito.

  5. Trovare: trovare soluzioni ai problemi, non rimandarli e soprattutto non crearne sempre di nuovi e non nasconderli.

  6. Ritmare: perché il tempo è prezioso, non lasciare cose in sospeso, avere la consapevolezza che spesso questo significa non avere un lavoro dalle 9 alle 17.

  7. Accompagnare: il dirigente non è uno startupper, ma cammina costantemente a fianco dell'organizzazione e delle persone che ne fanno parte: "Il dirigente non cammina 2 chilometri avanti il suo popolo, ma cerca di stare mezzo metro avanti e quando serve si mette a fianco e magari a volte anche dietro, a spingere!"

  8. Ricordare: narra da senso alla storia della propria organizzazione e così traccia anche una mappa per il viaggio

  9. Distribuire: mentre il "divide et impera" serve per mantenere il potere, "distribuisci e aggrega" è lo stile del dirigente cooperativo: distribuire i compiti, aggregare le forze.

  10. Valutare: trovare gli equilibri nel distribuire il valore tra mutualità allargata e mutualità tra soci, tra esigenze economiche e finalità sociali.


Tre giorni insieme

Tre giorni insieme sono lavoro, approfondimento, confronto, riflessione. Ma sono anche relazioni - storiche che si rinsaldano, nuove che nascono.

 

   

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