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Complimenti a Pina Colosimo!

Complimenti a Pina Colosimo, consigliere di amministrazione di Idee in Rete e da sempre cooperatrice della nostra rete, eletta nei giorni scorsi ai vertici di AGCI solidarietà. "Questo incarico" ci dice Pina "rappresenta una grande responsabilità, perché si tratta di guidare le organizzazioni di rappresentanza del mondo cooperativo nel percorso che ci porterà alla fine del prossimo anno a unificare la rappresentanza del mondo cooperativo."

Un motivo in più per vedere la nostra rete impegnata entro Federsolidarietà - Confcooperative a rafforzare questo cammino.

28 febbraio 2015, Confcooperative da Papa Francesco

 

Confcooperative si presenta all'udienza

L'udienza dei 7000 cooperatori di Confcooperative nata nel 1919, ma sciolta negli anni del fascismo festeggia il suo 70° anniversario dalla ricostituzione avvenuta nel 1945.

«Il nostro compito è andare avanti e provare a cambiare l'economia, migliorare la vita della gente, mettere al centro la persona, provare che il profitto non è l'unico motivo per fare impresa e neanche quello prevalente, correggere la competizione con la solidarietà nei mercati nazionali e mondiali, dare un forte contributo a rinnovare il welfare italiano su base di sussidiarietà e di mutualità. ... L'obiettivo è di umanizzare l'economia e di curare quei mali che hanno provocato la crisi». Queste le parole rivolte a Papa Francesco da Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, cui è seguito il racconto di alcune esperienze della nostra cooperazione.

 

La cooperativa sociale Cassiopea di Boves, in provincia di Cuneo, che svolge inserimento lavorativo di persone che vivono in situazioni di disagio sociale, ha tra le proprie attività anche l'agricoltura sociale. Il progetto raccontato al Papa è quello degli Orti Solidali e Sociali: la cooperativa mette a disposizione della popolazione più fragile, lotti di terreno per la coltivazione ad orto I privati cittadini concedono l’area coltivabile, i centri di ascolto Caritas parrocchiali individuano i destinatari degli orti e ridistribuiscono le coltivazioni in esubero. Le famiglie che coltivano i terreni, donano alla parrocchia parte del prodotto coltivato, come forma di ringraziamento e anche come parte integrante del progetto. Sono coinvolte famiglie italiane e straniere.

 

La cooperativa Lincoop di Bertinoro è un esempio di workers buyout: a fronte della chiusura dell'azienda, gli operai sono diventati imprenditori di se stessi, hanno rilevato l’attività della loro ex azienda, salvando il proprio lavoro e aggiunto nuovo mercato al vecchio. Oggi la cooperativa conta 20 lavoratori: oltre agli ex dipendenti dell'azienda in crisi la cooperativa è riuscita anche ad assumere anche qualche giovane in cerca di un'occupazione ("io sono un tifoso delle empresas recuperadas!", ha poi esclamato nel suo discorso Papa Francesco).

 

La cooperativa La Paranza di Napoli rappresenta una bella storia di riscatto di un quartiere tra i più difficili della città: più di 50 giovani che si sono auto-organizzati in cooperative sociali. Alcuni si prendono cura delle Catacombe e delle Basiliche del Rione Sanità, dalla manutenzione alla valorizzazione, altri si sono preparati e accompagnano i pellegrini e i visitatori provenienti ormai da tutto il mondo. Altre cooperative sociali ancora si dedicano all'aggregazione e alla crescita dei più piccoli, aiutandoli nello studio e contagiandoli col valore della bellezza attraverso la musica, il teatro. Come hanno sottolineato i giovani de La Paranza, "La cooperazione sociale per noi non è solo una forma giuridica: è un'esperienza, la sola che possa invertire la dinamica del pregiudizio e della rassegnazione. ... È bastato dare fiducia ai ragazzi, dentro un quadro di regole, per vedere liberata una effervescente vitalità e una concreta possibilità di crescita e di riscatto che non smettono di sorprendere”.

 

Vedi la notizia completa sul sito di Confcooperative


 

Verso una rappresentanza unitaria della cooperazione

Primo incontro il 24 febbraio a Roma tra i tre organismi direttivi di Federsolidarietà Confcooperative, Legacoop sociali e Agci Solidarietà.

Si tratta di un passaggio importante nel percorso che dovrà portare, il 1 gennaio 2017, all'unificazione delle tre centrali sia rispetto al livello confederale che alle singole Federazioni.

L'impressione è che vi siano tutti i presupposti perché questo cammino possa veramente decollare. Lo si è sentito nella qualità degli interventi, molto alta e con elementi di sintonia tali che per un osservatore esterno sarebbe stato in molti casi difficile distinguere l'associazione di appartenenza, nella volontà di rendere sistematici questi momenti di confronto (ve ne saranno 4 - 5 quest'anno), nella scelta di condividere alcuni gruppi di lavoro, nella scelta di Federsolidarietà di aprire anche alle altre centrali cooperative l'assemblea che, il 18-19 giugno, celebrerà ad Assisi i trent'anni del movimento cooperativo dentro Confcooperative, nella consapevolezza che questo evento sarà da una parte l'ultimo della storia di Federsolidarietà, dall'altra un'occasione per dare una svolta ulteriore al cammino unitario.

La volontà di lavorare insieme è emersa tanto sulle questioni tecniche specifiche - il portavoce dell'alleanza Guerini e poi altri le hanno ricordate, dall'IVA al recepimento della direttiva appalti e concessioni, alle politiche sui servizi per l'infanzia - tanto sui temi di più ampio respiro, dalle disegeguaglianze alla povertà dal lavoro al welfare, dalla non autosufficienza ai giovani -  su cui si gioca il futuro del Paese. 

Estratto del discorso di Papa Francesco

Leggi il discorso completo di Papa Francesco

 

... Le cooperative sfidano tutto, sfidano anche la matematica, perché in cooperativa uno più uno fa tre! E in cooperativa, un fallimento è mezzo fallimento. Questo è il bello delle cooperative!

...  Benedetto XVI [nell'enciclica Caritas in Veritate spiega quanto] ...il nostro mondo abbia bisogno di un’economia del dono ... cioè di un’economia capace di dar vita a imprese ispirate al principio della solidarietà e capaci di "creare socialità". ... 

Oggi, vorrei che il nostro dialogo non guardi solo al passato, ma si rivolga soprattutto in avanti: alle nuove prospettive, alle nuove responsabilità, alle nuove forme di iniziativa delle imprese cooperative. E’ una vera missione che ci chiede fantasia creativa per trovare forme, metodi, atteggiamenti e strumenti, per combattere la "cultura dello scarto", quella che oggi viviamo, la "cultura dello scarto" coltivata dai poteri che reggono le politiche economico-finanziarie del mondo globalizzato, dove al centro c’è il dio denaro.

Globalizzare la solidarietà - questo si deve globalizzare, la solidarietà! - oggi significa pensare all’aumento vertiginoso dei disoccupati, alle lacrime incessanti dei poveri, alla necessità di riprendere uno sviluppo che sia un vero progresso integrale della persona che ha bisogno certamente di reddito, ma non soltanto del reddito! Pensiamo ai bisogni della salute, che i sistemi di welfare tradizionale non riescono più a soddisfare; alle esigenze pressanti della solidarietà, ponendo di nuovo, al centro dell’economia mondiale, la dignità della persona umana, come è stato detto da voi.

... Quindi non fermatevi a guardare soltanto quello che avete saputo realizzare. Continuate a perfezionare, a rafforzare e ad aggiornare le buone e solide realtà che avete già costruito. Però abbiate anche il coraggio di uscire da esse, carichi di esperienza e di buoni metodi, per portare la cooperazione sulle nuove frontiere del cambiamento, fino alle periferie esistenziali dove la speranza ha bisogno di emergere e dove, purtroppo, il sistema socio-politico attuale sembra invece fatalmente destinato a soffocare la speranza, a rubare la speranza, incrementando rischi e minacce.

Questo grande balzo in avanti che ci proponiamo di far compiere alla cooperazione, vi darà conferma che tutto quello che già avete fatto non solo è positivo e vitale, ma continua anche ad essere profetico. Per questo dovete continuare a inventare - questa è la parola: inventare - nuove forme di cooperazione, perché anche per le cooperative vale il monito: quando l’albero mette nuovi rami, le radici sono vive e il tronco è forte!

... Voglio offrirvi, .... alcuni incoraggiamenti concreti.

Il primo è questo: le cooperative devono continuare ad essere il motore che solleva e sviluppa la parte più debole delle nostre comunità locali e della società civile.... Per questo occorre mettere al primo posto la fondazione di nuove imprese cooperative, insieme allo sviluppo ulteriore di quelle esistenti, in modo da creare soprattutto nuove possibilità di lavoro che oggi non ci sono.

... Un secondo incoraggiamento - non per importanza - è quello di attivarvi come protagonisti per realizzare nuove soluzioni di Welfare, in particolare nel campo della sanità, un campo delicato dove tanta gente povera non trova più risposte adeguate ai propri bisogni. Conosco che cosa fate da anni con cuore e con passione, nelle periferie delle città e della nostra società, per le famiglie, i bambini, gli anziani, i malati e le persone svantaggiate e in difficoltà per ragioni diverse, portando nelle case cuore e assistenza. Come sarebbe bello se... potesse nascere una rete efficace di assistenza e di solidarietà. E la gente, a partire dai più bisognosi, venisse posta al centro di tutto questo movimento solidale: la gente al centro, i più bisognosi al centro. Tanto avete fatto, e ancora tanto c’è da fare! Andiamo avanti!

Il terzo incoraggiamento riguarda l’economia, il suo rapporto con la giustizia sociale, con la dignità e il valore delle persone. E’ noto che un certo liberismo crede che sia necessario prima produrre ricchezza, e non importa come, per poi promuovere qualche politica redistributiva da parte dello Stato. Prima riempire il bicchiere e poi dare agli altri. Altri pensano che sia la stessa impresa a dover elargire le briciole della ricchezza accumulata, assolvendo così alla propria cosiddetta "responsabilità sociale". Si corre il rischio di illudersi di fare del bene mentre, purtroppo, si continua soltanto a fare marketing, senza uscire dal circuito fatale dell’egoismo delle persone e delle aziende che hanno al centro il dio denaro. Invece noi sappiamo che realizzando una qualità nuova di economia, si crea la capacità di far crescere le persone in tutte le loro potenzialità. Ad esempio: il socio della cooperativa non deve essere solo un fornitore, un lavoratore, un utente ben trattato, dev’essere sempre il protagonista, deve crescere, attraverso la cooperativa, crescere come persona, socialmente e professionalmente, nella responsabilità, nel concretizzare la speranza, nel fare insieme. Non dico che non si debba crescere nel reddito, ma ciò non basta: occorre che l’impresa gestita dalla cooperativa cresca davvero in modo cooperativo, cioè coinvolgendo tutti. Uno più uno tre! Questa è la logica.

... [il quarto incoraggiamento:] il movimento cooperativo può esercitare un ruolo importante per sostenere, facilitare e anche incoraggiare la vita delle famiglie. Realizzare la conciliazione, o forse meglio l’armonizzazione tra lavoro e famiglia, è un compito che avete già avviato e che dovete realizzare sempre di più. Fare questo significa anche aiutare le donne a realizzarsi pienamente nella propria vocazione e nel mettere a frutto i propri talenti. Donne libere di essere sempre più protagoniste, sia nelle imprese sia nelle famiglie! So bene che le cooperative propongono già tanti servizi e tante formule organizzative, come quella mutualistica, che vanno incontro alle esigenze di tutti, dei bambini e degli anziani in particolare, dagli asili nido fino all’assistenza domiciliare. Questo è il nostro modo di gestire i beni comuni, quei beni che non devono essere solo la proprietà di pochi e non devono perseguire scopi speculativi.

Il quinto incoraggiamento forse vi sorprenderà! Per fare tutte queste cose ci vuole denaro! ... il Papa vi dice: dovete investire, e dovete investire bene! In Italia certamente, ma non solo, è difficile ottenere denaro pubblico per colmare la scarsità delle risorse. La soluzione che vi propongo è questa: mettete insieme con determinazione i mezzi buoni per realizzare opere buone. Collaborate di più tra cooperative bancarie e imprese, organizzate le risorse per far vivere con dignità e serenità le famiglie; pagate giusti salari ai lavoratori, investendo soprattutto per le iniziative che siano veramente necessarie.

... Per questo vi dico che fate bene – e vi dico anche di farlo sempre più – a contrastare e combattere le false cooperative, quelle che prostituiscono il proprio nome di cooperativa, cioè di una realtà assai buona, per ingannare la gente con scopi di lucro contrari a quelli della vera e autentica cooperazione. Fate bene, vi dico, perché, nel campo in cui operate, assumere una facciata onorata e perseguire invece finalità disonorevoli e immorali, spesso rivolte allo sfruttamento del lavoro, oppure alle manipolazioni di mercato, e persino a scandalosi traffici di corruzione, è una vergognosa e gravissima menzogna che non si può assolutamente accettare. Lottate contro questo! Ma come lottare? Con le parole, solo? Con le idee? Lottate con la cooperazione giusta, quella vera, quella che sempre vince.

L’economia cooperativa, se è autentica, se vuole svolgere una funzione sociale forte, se vuole essere protagonista del futuro di una nazione e di ciascuna comunità locale, deve perseguire finalità trasparenti e limpide. Deve promuovere l’economia dell’onestà! 

... Infine, non lasciate che viva solo nella memoria la collaborazione del movimento cooperativo con le vostre parrocchie e con le vostre diocesi. Le forme della collaborazione devono essere diverse, rispetto a quelle delle origini, ma il cammino deve essere sempre lo stesso! Dove ci sono le vecchie e nuove periferie esistenziali, dove ci sono persone svantaggiate, dove ci sono persone sole e scartate, dove ci sono persone non rispettate, tendete loro la mano! Collaborate tra di voi, nel rispetto dell’identità vocazionale di ognuno, tenendovi per mano!

So che da alcuni anni voi state collaborando con altre associazioni cooperativistiche – anche se non legate alla nostra storia e alle nostre tradizioni – per creare un’Alleanza delle cooperative e dei cooperatori italiani. ... Fate bene a progettare così, e così fate un passo avanti! .... I valori cristiani non sono soltanto per noi, sono per condividerli! E condividerli con gli altri, con quelli che non pensano come noi ma vogliono le stesse cose che noi vogliamo. Andate avanti, coraggio! Siate creatori, "poeti", avanti!

 

Il discorso completo di Papa Francesco

   

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