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NotizieInRete 373 - 23 marzo 2015 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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I Cantieri del Bene Comune, il ciclo di eventi 2015

Saranno presentati a Roma presso la Camera dei Deputati giovedì prossimo 26 marzo i Cantieri del Bene Comune 2015, l'iniziativa che per il secondo anno mette in rete alcuni eventi del Terzo Settore italiano tra cui la Biennale della Prossimità e l'Happening della Solidarietà. Si tratta di un percorso, unico in Italia, di condivisione non solo di alcune azioni di comunicazione, ma anche di scambio e confronto tra le organizzazioni partecipanti e dei temi. Nella conferenza stampa saranno presentati anche due nuovi eventi che entreranno a far parte del circuito, mentre il primo appuntamento è previsto a Lucca con il Festival del Volontariato dal 16 al 19 aprile. L'anno scorso fu in quell'occasione che Renzi annunciò la riforma del terzo settore, motivo in più per non mancare a questo e ai successivi eventi del network.

Grave incendio colpisce cooperative sociali torinesi

Biennale, un passo dopo l'altro 

La sede del consorzio Abele Lavoro di Torino mercoledì scorso è stata colpita da un grave incendio, divampato nel locali ove hanno sede le attività di recupero dei RAEE. I danni delle fiamme hanno resto inagibile una vasta porzione dello stabile, che ospita numerose cooperative sociali torinesi e oggi sono ancora in corso i lavori di bonifica.  L’incendio ha causato ingenti danni alla struttura, il calore ha provocato la rottura del tetto e dei pannelli solari, oltre che aver danneggiato pesantemente l’impianto di separazione dei RAEE. La combustione del materiale plastico della raccolta differenziata ha provocato l’emissione di polveri, che hanno invaso l’intera struttura, uffici compresi. Questa situazione mette a rischio numerosi posti di lavoro.

Ai cooperatori torinesi colpiti da questo incidente, molti dei quali spesso accanto a noi come partner in tante iniziative, a partire dalla Biennale della Prossimità, la solidarietà della nostra rete. Nei prossimi giorni saranno definite modalità concrete di sostegno, che non mancheremo di diffondere tra soci e partner.

Vedi la notizia sul sito del Consorzio Abele Lavoro e sulla pagina Facebook.

 

REIS, si fa sul serio!

Il 19 marzo si è incontrata a Roma l'Alleanza contro la povertà, cui Idee in Rete partecipa attraverso Fondazione Ebbene. 

In questi giorni il dibattito sul tema di uno strumento universalistico di contrasto della povertà ha avuto alcuni momenti di svolta importanti; dopo un incontro il 2 marzo con il Ministro Poletti, il 5 marzo le proposte dell'Alleanza sono state presentate presso la Commissione parlamentare che sta esaminando le proposte di legge depositate su questo tema, mentre il 17 marzo l'Alleanza ha incontrato il sottosegretario Delrio. Accanto ai contenuti, ciò che gli interlocutori politici hanno constatato è stata la capacità di un gruppo di grandi organizzazioni (tra i fondatori vi sono Acli, Anci, Azione Cattolica, Caritas Italiana, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, Confcooperative, Conferenza Regioni e Province Autonome, Forum nazionale del Terzo Settore, Legautonomie, e molti altri) di lavorare insieme convergendo su una proposta unitaria. 


Vedi la proposta del REIS - Vedi le slide


I punti di forza che vengono riconosciuti al REIS e che stanno facilitando la una convergenza inedita e fino a poco fa improbabile di istituzioni e forze politiche sono così riassumibili:

  • è una proposta che si concentra su un questione ben definita e limitata, la povertà assoluta (che interessa, stando agli ultimi dati, oltre 6 milioni di persone in Italia); non riguarda altri problemi pur connessi, come l'impoverimento, che probabilmente richiedono strumenti diversi (politiche per la famiglia, politiche del lavoro, ecc.);

  • è una proposta chiara e lineare, che prevede l'accesso solo sulla base della condizione di povertà, cominciando ad intervenire sulla situazione di più poveri per poi riportare tutti al di sopra del livello di povertà assoluta; non è una misura categoriale e segmentata (es. per famiglie con figli, disoccupati anziani, ecc.), anzi ogni scelta categoriale negherebbe gli elementi fondanti del REIS;

  • si basa sul "gradualismo in un orizzonte definito", cioè su un'implementazione in più anni ma entro impegni e risultati chiariti sin dall'inizio; ciò sia per rendere più facilmente sostenibile la spesa, sia per dare tempo ai soggetti coinvolti di organizzarsi;

  • viene apprezzata l’attenzione alla dimensione attuativa - il REIS non contiene solo proposte generali o di principio, ma entra nel merito di cosa ciascun soggetto e livello è chiamato a fare - e l’equilibrio tra lo Stato, che dà poche chiare regole e i livelli territoriali (enti locali e terzo settore) che hanno una grande autonomia progettuale ma dentro le regole che vanno rispettate (e con l'esercizio di poteri sostitutivi ove ciò non avvenga) e per questo implica un adeguato sistema di monitoraggio.

Accanto all'interlocuzione istituzionale, nella riunione del 19 marzo sono stati messi a punto i passaggi successivi che sono riassumibili come segue:

  • un gruppo di lavoro tecnico sta concludendo la traduzione della proposta del REIS in un testo di legge di iniziativa popolare;

  • sul livello territoriale, a partire dai promotori originari si organizzeranno gruppi di sostegno e sensibilizzazione alla proposta e di raccolta di firma a sostegno della proposta di legge;

  • nel corso della primavera sono previsti tre eventi, uno a Roma, con l'obiettivo di raccogliere una partecipazione significativa e poi altri due nel sud e nord Italia per lanciare l'iniziativa.


L'iniziativa del 19/3 sul sito del Forum del Terzo settore, il resoconto dell'incontro con Delrio, il sito del REIS

 

Anche la Biennale della Prossimità è stata presente al "Salone della CSR e dell'innovazione sociale", presentata nell'ambito del seminario “Dalla CSR all’innovazione sociale. Nuovi modelli di relazione tra aziende, mondo non profit, istituzioni e cittadini per la creazione di valore condiviso” dove abbiamo proposto una riflessione su cittadinanza attiva, sharing economy e welfare aziendale. Lievitano le iscrizioni e l'interesse per la biennale. 

 

Promuovi anche tu la Biennale! Iscriviti e metti in tutte le tue mail il logo IoCiSarò copiandolo da qui

“prossimità è la capacità delle persone di mettersi insieme per rispondere in modo concreto ad un bisogno condiviso”

 

Riforma terzo settore, finito l'esame in Commissione

Finito l'esame in Commissione  affari sociali del DDL diroforma del Terzo Settore. Come si ricorderà l'ultimo nodo da affrontare era quello del regime degli utili nelle imprese sociali (ne avevamo parlato la scorsa settimana).

L'esito (vedi il testo coordinato su infocontinua, art. 4 comma 1 lettera d), nella numerazione del testo iniziale) lascerebbe, se approvato così in forma definitiva, ampia facoltà di manovra al Governo in fase di delega, comprendendo in sé almeno tre riferimenti diversi (i colori fanno riferimento alle porzioni di testo come sotto riportato):

  • l'analogia, positiva, con il sistema vigente per le cooperative a mutualità prevalente (il 30% a riserva legale, 3% fondi mutualistici, il resto destinabile a riserva indivisibile, ristornato sulla base del contributo mutualistico, o destinato a a rivalutazione del capitale nei limiti di due punti oltre il buoni postali fruttiferi, patrimonio sociale destinato ai fondi mutualistici allo scioglimento dell'impresa);

  • la possibilità di differenziare (la quota di utili destinabili a incremento del capitale? la percentuale massima di incremento? il regime di destinazione del patrimonio allo scioglimento?) i limiti a seconda della forma giuridica adottata (perché? Legiferare sull'impresa sociale non dovrebbe assicurare un regime unico a prescindere dalla forma giuridica adottata? E' uno spazio per inserire di tutto e di più in sede di delega? Mah...)

  • la prevalente (51%?) destinazione degli utili al conseguimento degli obiettivi sociali (che si intende?)

Positiva l'introduzione della lettera  d bis), che tenta di arginare forme di distribuzione degli utili implicite, mentre rimane la riserva di principio di cui già si è parlato in altre occasioni sul voler configurare l'impresa sociale come una profit con limitazioni, anziché come parte integrante del terzo settore cui si concedono alcune flessibilità connesse con l'operatività di impresa.

A questo punto, comunque, si chiude questa prima fase di dibattito, mentre si prevede in aprile l'arrivo del provvedimento in aula.

 


Art. 4 comma 1 lettera d)

"d) previsione di forme di remunerazione del capitale sociale e di ripartizione degli utili, da assoggettare a condizioni e limiti massimi, differenziabili anche in base alla forma giuridica adottata dall'impresa, in analogia con quanto disposto per le cooperative a mutualità prevalente, che assicurino in ogni caso la prevalente destinazione degli utili al conseguimento degli obiettivi sociali

d bis) previsione di specifici obblighi di trasparenza e di limiti in materia di remunerazione delle cariche sociali e di retribuzione dei titolari degli organismi dirigenti."

   

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