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NotizieInRete 376 - 20 aprile 2015 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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Canale di Sicilia, la nuova strage

In queste ore, mentre esce NotizieInRete, la tragica notizia di una gravissima strage nel canale di Sicilia, che potrebbe coinvolgere oltre 700 vittime. Le reazioni delle associazioni e la notizia su Redattore Sociale. L'editoriale di Vita con le posizioni delle associazioni.

 

Il Festival del Volontariato, primo cantiere del bene comune

Si è aperto giovedì 16 e si è concluso domenica 19 aprile il primo appuntamento dei cantieri del bene comune 2015, il Festival del Volontariato di Lucca. Molti gli ospiti di rilievo, come i ministri Boschi, Poletti e Giannini e, tra le tante iniziative, un seminario sull'impatto sociale a cui ha preso parte anche il presidente di Idee in Rete insieme a Vincenzo Manes, Luigi Bobba, Paolo Venturi, Elisa Chiaf e Massimo Giusti.

Biennale della Prossimità, il primo programma

L'ANAC, gli appalti e l'unica via possibile

Pubblicata una prima bozza del programma della Biennale della Prossimità che si terrà a Genova dal 5 al 7 giugno 2015.

Venerdì 5 giugno si parte con un'anteprima d'eccezione: un workshop guidato da Carlo Andorlini su cooperazione sociale e terzo settore di fronte alla sharing economy, riprendendo così un tema caro alla nostra rete.

Poi l'apertura ufficiale, alle 14.30, l'inaugurazione e poi il seminario in cui enti pubblici, organizzazioni partecipanti alla biennale e cittadini racconteranno e scambieranno esperienze di gestione partecipata dei beni comuni, a partire dal Regolamento promosso da Labsus e fatto proprio dal Comune di Bologna e da tante altre esperienze sviluppate in questi anni sul territorio nazionale.

Si cenerà poi insieme, con la possibilità di interloquire con diversi ospiti che verranno a trovarci: parlamentari, studiosi e rappresentanti di organizzazioni di terzo settore. Poi uno spettacolo teatrale, Compleanno Afgano, al teatro Altrove.

Sabato 6 giugno si continua con i palchi: 10 minuti a testa, in sei piazze della città divise per aree tematiche, gli aderenti alla biennale si confronteranno raccontando il proprio intervento di prossimità: sarà un grande luogo di scambio per chi è interessato a conoscere e a diffondere la prossimità.

Al pomeriggio vi saranno due workshop tematici, che ragioneranno su come riempire di contenuti di prossimità due aspetti, quello della raccolta dei rifiuti e quello connesso la cibo, mentre le piazze e vicoli ospiteranno le iniziative di arte e di animazione proposte dagli aderenti.

Vi sarà anche la possibilità di visionare, secondo un programma prestabilito, i video che gli aderenti vorranno portare e che costituiscono un altro linguaggio per raccontare i propri prodotti di prossimità.

E poi alla sera cena condivisa alla Maddalena, altri momenti di incontro informali con ospiti illustri e musica in piazza.

Domenica 7 sarà il momento di ritrovarsi tra i partecipanti e di ragionare - chi vorrà - come continuare a fare rete anche dopo l'evento.

Qui il programma via via aggiornato

 

Progetto Città, 25 anni di solidarietà

Una festa, sabato 18 aprile, per raccontare i 25 anni di Progetto Città, tra le cooperative storiche della nostra rete e promotrice del nostro socio savonese consorzio Il Sestante. Dagli iniziali 15 soci, la cooperativa conta oggi 220 soci - circa 180 donne -, tra educatori, operatori sociali e volontari che operano nel settore dell'infanzia e dei minori e degli anziani e che hanno festeggiato l'anniversario coinvolgendo bambini e famiglie grazie ad uno spettacolo itinerante "In viaggio da 25 anni" nella cornice della Fortezza Priamar a Savona, tra i giochi, boschi fatati, folletti, musica, teatro e colori.

 

Cosa fa Progetto Città

"In viaggio da 25 anni", lo spettacolo

Per i bambini e i ragazzi: 

• Asili nido e servizi per l'infanzia

• Ludoteche, biblioteche, centri di aggregazione 

• Campi solari e centri estivi 

• Servizi integrativi scolastici 

Per i minori in difficoltà: 

• Comunità alloggio 

• Servizi socio-educativi 

Per ragazzi diversamente abili: 

• Servizi di supporto per l’autonomia e il diritto allo studio 

Per gli anziani: 

• Servizi di assistenza domiciliare 

• Servizi in strutture residenziali 

E inoltre

• Educazione ambientale 

• Accoglienza e integrazione stranieri

E' uno spettacolo itinerante che invita gli spettatori a compiere un viaggio immaginario insieme ad un gruppo di coraggiosi marinari che navigano alla ricerca di un tesoro, in un mare fatto di sogni, paure e racconti. E’ il risultato di un percorso di Teatro Sociale e di Comunità con 9 educatori della Cooperativa Progetto Città a partire da una drammaturgia partecipata. “In viaggio da 25 anni” è quindi un’opera collettiva, nata dal desiderio di far emergere e dare spazio al prezioso e delicato lavoro portato avanti da Progetto Città. E’ un viaggio metaforico a più voci. E’ un momento di festa e di comunità per ritrovarsi, forse diversi o in fondo sempre uguali, sicuramente cresciuti e pronti per continuare il viaggio.

 

E' comparso questa settimana sul sito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione l'esito di un'indagine sull'applicazione del Codice degli appalti (D.Lgs 163/2006) in merito all'importo stimato dei contratti e delle possibili irregolarità a ciò connesse negli appalti di servizi.

In sostanza l'ANAC evidenzia numerosi casi in cui l'ente appaltante utilizza procedure di scelta del contraente quali affidamenti in economia e affidamenti diretti (e include tra l'altro in questa categoria anche gli affidamenti art. 5 della 381/1991) giustificando tali procedure sulla base dell'importo sotto soglia; ma dove tale importo sarebbe artificiosamente tenuto basso per effetto di frazionamenti o rinnovi annuali di un servizio: appalti "singolarmente di importo inferiore alla soglia comunitaria, che presentano carattere di regolarità o che risultano reiterati nell’arco temporale annuale, assunto come riferimento, e che nel complesso superano la soglia consentita".

Questi affidamenti riguardano varie materie ma, per quanto può essere di nostro più diretto interesse, va segnalato che una parte significativa è riconducibile all'ambito sociale e presumibilmente vede impegnate nella realizzazione cooperative sociali o altre organizzazioni di terzo settore.

Lasciamo da parte alcuni casi in cui possono esservi valide motivazioni per cui l'ente appaltate ha agito con tali procedure; è evidente che rimarranno comunque numerosi casi in cui risulta difficile spiegare l'adozione delle procedure utilizzate dai comuni sulla base delle leggi vigenti.

E allora chiediamoci: 

  1. Sbagliano i comuni ad agire così? 

  2. Sarebbe stato in realtà giusto utilizzare normali appalti per molti dei servizi considerati dall'ANAC?

Sì alla prima, no alla seconda!

 

Sì alla prima, è sbagliato agire così. E non ci si riferisce tanto ai casi in cui ci possono essere stati accordi truffaldini o interessi economici inconfessabili, i casi - probabilmente molto limitati - di malaffare. Presumibilmente la gran parte di queste procedure sono state indette con le migliori intenzioni: garantire la continuità di servizi soddisfacenti, ampiamente radicati nella comunità locale, in cui la scelta di non appaltare è legata alla convinzione che la continuità del rapporto rappresenti un effettivo interesse generale.

Ma è sopravvenuto un italico vizio. Pigrizia, timore del nuovo, preferenza per la scorciatoia astuta. Insomma, meglio far finta di fare un appalto e configurarlo in modo furbetto, piuttosto che dire apertamente che gli appalti sono inadatti ad affidare i servizi alla persona e cercare con trasparenza vie alternative.

Cosa che invece ha fatto chi - dai patti di sussidiarietà della Regione Liguria alle sperimentazioni del comune di Brescia - ha affrontato il problema di petto, ha avviato un serio e impegnativo approfondimento giuridico, approdando a procedure che mantengono tutte le doverose caratteristiche di evidenza pubblica, ma non espongono agli effetti indesiderati (non per comuni e cooperative, ma per l'interesse generale) di considerare l'appalto come modalità normale con cui gli enti locali si rapportano con il terzo settore.

 

No alla seconda, quindi. Gli appalti non sono il modo più adeguato agli interessi generali per affidare servizi alla persona.

Di questo si è ampiamente parlato in altri numeri (1 - 2, tra i tanti), così come della necessità che quando in gioco vi è il bene comune si solleciti il principio di cooperazione tra tutte le possibili risorse del territorio piuttosto che quello di competizione (che mette a disposizione del bene comune solo le risorse e le competenze del vincitore e mortifica le altre).

Il fatto nuovo è che, sull'onda di quanto accaduto a Roma e in altre parti d'Italia, il percorso fatto in questi anni, che a portato tra l'altro alle direttive europee in materia di appalti e di concessioni, rischia di essere oscurato a vantaggio di una dottrina semplificatrice che vede negli appalti (paradossalmente, gli strumenti utilizzati negli episodi agli onori delle cronache!) come l'unica soluzione al problema.

 

Certo che l'altra strada rappresenta una sfida non da poco, per enti appaltanti e terzo settore.

Per gli enti appaltanti, già si è detto: si tratta di sobbarcarsi procedure impegnative, che richiedono intelligenza e capacità di governo e che oggi rischiano di essere impopolari.

Per il terzo settore si tratta di capire che l'interesse generale non è che ciascuno "continui a fare il proprio", ma che si sia in grado in ogni situazione di valorizzare chiunque su un territorio possa rappresentare una risorsa e quindi essere disponibili a rimettere in discussione i confini della propria organizzazione, le proprie modalità operative, posizionamenti, convinzioni rispetto alla propria eccellenza e all'inettitudine altrui, ecc.

Gli strumenti che consentono di superare (non di "evitare"!) gli appalti non sono infatti basati sul fatto che "ciascuno continui ad avere il suo", prevedono evidenza pubblica, ma richiedono a chi intende contribuire non di competere ma cooperare.

O passiamo, con convinzione, di qui, o ci sarà chi avrà buon gioco a sostenere che l'unica via per avere trasparenza nei servizi sociali sia appaltarli...

   

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