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NotizieInRete 380 - 18 maggio 2015 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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La riforma del Terzo Settore approda al Senato

Parte il dibattito sulla riforma del Terzo settore in Commissione Affari costituzionali al Senato, con la relazione di apertura del Senatore Lepri che evidenzia l'opportunità di modifiche non marginali al testo approvato dalla Camera. Vi è da sperare che alcune delle incoerenze che hanno caratterizzato la prima fase di discussione, frutto di compromessi poco lineari, ad esempio in tema di impresa sociale, possano essere affrontati in modo meno cedevole alle mode del momento. Positive le prime reazioni diFedesolidarietà e Forum del Terzo settore (vedi anche Vita e Redattore Sociale che riassumono i punti su cui si annuncia la discussione). Nelle prossime settimane potrete seguire su Infocontinua i lavori della Commissione e su NotizieInRete i commenti agli articoli che verranno via via approvati.

Biennale prossimità, i seminari di sabato pomeriggio

Valemour a Rimini, scarpe che integrano

 

Il programma (bozza)

La Biennale ha sfondato quota 100 aderenti, le iscrizioni sono ancora aperte anche se da oggi in avanti non è detto che vi sia spazio per proporre interventi e iniziative. Qualche ora di pazienza, in settimana sarà rilasciata una nuova e semi definitiva versione del programma delle iniziative che riempiranno Genova il 5-6-7 giugno (restate sintonizzati a questo link).

Intanto, alcune novità.

Il 13 maggio la Biennale della Prossimità è stata presentata a Genova presso Palazzo Tursi:

 

In attesa del programma, a cui sarà dedicatala prossima newsletter (che potrebbe uscire con qualche ora di ritardo lunedì 25 maggio), si anticipano i temi dei due seminari di sabato pomeriggio dalle  15 alle 18.


 

Workshop: Cibo e Prossimità nell’anno di Expo, con la presenza  “Genova torna in villa”, Terra Onlus e i Gastronomadi - Coordina  Laura Bongiovanni

Il tema del cibo scatta una fotografia delle contraddizioni del modo globalizzato: da una parte vi sono aree della Terra che ancora vivono nell’indigenza e nella malnutrizione, dall’altra vi sono regioni che registrano problemi di sovra-alimentazione e di obesità. 

In questo scenario gli stili di consumo dei cittadini/consumatori sono cruciali per innescare un circuito virtuoso di sviluppo ispirato a principi di sostenibilità, socialità e relazionalità, influenzando positivamente anche la produzione, con l’esercizio di potere del consumatore critico e consapevole.

Il workshop sarà l’occasione per presentare alcune esperienze in cui si è saputo coniugare cibo e prossimità, trasformando l’atto dell’acquisto in una acquisizione di consapevolezza sui prodotti, di conoscenza dei fornitori, di condivisione con gli altri consumatori. La rete favorisce relazionalità, aiuto reciproco, scambi di esperienze in una logica di prossimità e vicinanza.

Tra le esperienze che si racconteranno:

-  La città incontra la campagna:  l'agricoltura contadina e la relazione con i mangiatori strumenti per il territorio ­  a cura di”Genova torna in villa”  

- coltivare l'integrazione comunitaria e sociale (agricoltura sociale e partecipazione per la gestione di orti collettivi) - a cura di Terra!

- dal deserto all'entroterra ligure, mediterraneo come elemento di prossimità tra cucina e intercultura con la partecipazione di Gastonomadi.


 

Workshop: Parliamo di rifiuti, il ruolo delle cooperative d’inserimento lavorativo nella gestione dei rifiuti - Coordina Pietro Borghini

Un progetto essenziale: guadagnarsi da vivere lavorando onestamente e rivendicando opportunità per tutti, nessuno escluso. Né scorciatoie, né privilegi, le cooperative di inserimento lavorativo, quelle che perseguono l’obiettivo di poter lavorare a fianco dei compagni di vita più fragili domandano agibilità, diritti e regole certe, in cambio offrono ricadute sociali positive, benefici ambientali, e si impegnano a garantire qualità, efficienza e trasparenza. 

Una parte significativa della sfida ed un terreno anche simbolico di riscatto passa attraverso la gestione del ciclo dei rifiuti, una risorsa legata ad un “problema da risolvere”; un problema che in una società moderna può rappresentare una doppia opportunità in quanto la loro gestione può generare iniziative economiche sostenibili contribuendo alla soluzione di un’emergenza sociale.

Le cooperative di inserimento lavorativo si candidano alla gestione del ciclo dei rifiuti impegnandosi a restituire benefici collettivi in luogo degli utili privati.

Quando si parla di buone prassi nella cooperazione sociale quasi sempre si tratta di un’esperienza che nasce dal desiderio di coniugare tre esigenze primarie: lavoro, sociale e sostenibilità. E’ stato cosi anche per La Formica, nostra socia riminese, che ha raccolto la sfida del progetto e senza farsi intimorire dalle dimensioni del progetto, ha sposato la causa di Valemour, una originale iniziativa di solidarietà, estesa a livello nazionale, che unisce il valore di un occupazione per i ragazzi con sindrome di Down con la qualità che caratterizza le produzioni destinate al mondo della moda. Il marchio Valemour, attraverso la strategia del co-branding, si lega ad aziende di abbigliamento e accessori note a livello internazionale e condivide con loro lo scopo è quello di creare vere opportunità di lavoro per persone con disabilità intellettiva.

Mirka Renzetti, vicepresidente di Formica, racconta il progetto Valemour

Sabina Marchetti, associazione Crescere Insieme, partner di Formica per il progetto Valemour

 Seguendo un percorso di tutoraggio e simulazione lavorativa, i ragazzi, possono imparare un mestiere e confrontarsi con il mondo del lavoro. Un’opportunità concreta e di vera integrazione, capace di realizzare un sogno fatto di normalità, indipendenza e pari opportunità. Il risultato è un prodotto (scarpe Geox) fatto in edizione limitata, realizzato con il coinvolgimento diretto di chi lavora nelle cooperative.

Questo percorso è nato a Verona nel marzo del 2004  grazie alla Fondazione “Più di un sogno”,  che adesso coinvolge 32 ragazzi tra i 19 e 35 anni; a Rimini La Formica opera con il partenariato dell'associazione Crescere Insieme, che unisce alcune famiglie di persone con sindrome di Down e disabilità intellettiva, partecipando così ad un progetto che viene realizzato anche a Verona, Torino, Cosenza, Palermo, Padova, Cuneo, Firenze e Treviso.

A marzo è stata  presentata la scarpa primavera estate. Sono gli stessi ragazzi a consegnarle ai loro personaggi preferiti. Sul web e sui social network si moltiplicano le condivisioni dei video. L’ultimo è proprio quello del “viaggio” dei ragazzi di Valemour che partono dalle proprie case con il treno, l’aereo e i mezzi pubblici, per andare a consegnare di persona le scarpe ai loro idoli del mondo dello sport e dello spettacolo: il trio comico Boiler, La Pina di Radio DJ , il calciatore Javier Zanetti e il masterchef Carlo Cracco.

Questo  secondo step del progetto si è concluso con la visita  fatta lo scorso  aprile alla fabbrica di Treviso, una giornata intera nei laboratori. Un momento vissuto con particolare intensità anche da Alex e Veronica, i due ragazzi con la sindrome di Down che a Rimini hanno trovato lavoro grazie al progetto, perché si sono riconosciuti in quegli artigiani con i quali hanno condiviso una parte della stessa produzione. I ragazzi hanno partecipato alla visita con le loro famiglie ed erano presenti anche gli altri provenienti dalle altre città. Tutti rapiti e concentrati nel vedere le fasi successive alla loro lavorazione. I prototipi, il passaggio dal  telo colorato agli inserti,  il taglio,  la cucitura, la tomaia, i test di resistenza, l’inserimento delle cerniere, la verifica dell’impermeabilizzazione. Insomma dalla “A”, delle loro mani , alla “Z” della scarpa finita, passando per quella che è l’altissima scuola di lavorazione degli artigiani calzolai.  Quando si parla di prodotti fatti a mano, si sa, non ne può esistere uno uguale all’altro. E’ proprio in questa diversità che spesso si nasconde il particolare, il pregio, l’unicità di un oggetto speciale e irripetibile. Così raccontano questa esperienza i cooperatori riminesi: "Comunemente siamo portati a pensare che questa regola assume un valore ancora più forte se quei prodotti vengono realizzati da persone con disabilità intellettive. Ma non si tratta semplicemente di questo. In realtà lo standard qualitativo di quei prodotti ha caratteristiche elevate in termini di precisione, bellezza, affidabilità, tanto da essere concorrenziali su tutti i mercati. Forse è anche questo il valore aggiunto di questo progetto: non solo opportunità e autonomia, importanti per i ragazzi e ancor più per le famiglie che da sempre li sostengono, ma anche la prova che il lavoro sociale ha anche un suo equilibrio di sostenibilità, basta saperlo cogliere senza  farsi intimorire dalla diversità. "

Il racconto di questa esperienza sul sito de La Formica

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