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NotizieInRete 383 - 6 luglio 2015 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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Assisi, 30 anni di solidarietà

Biennale della Prossimità, buona la prima!

 

Oltre 1.000 cooperatori hanno preso  parte il 18 e 19 giugno ad Assisi all’evento organizzato da Federsolidarietà, per celebrare il trentennale dalla prima assemblea delle cooperative sociali aderenti a Confcooperative.  Federdersolidarietà è tornata dopo trenta anni ad Assisi, per rilanciare le sfide per i prossimi anni e rafforzare gli ideali della cooperazione sociale autentica anche attraverso un lavoro congiunto con le istituzioni.

«Un evento che non è una festa, ma un laboratorio di partecipazione e di rilancio motivazionale dove le cooperatrici e i cooperatori sociali possano rafforzare i propri sentimenti di coesione e solidarietà» dice il presidente di Federsolidarietà Confcooperative Giuseppe Guerini. 


 

Di seguito, alcuni spunti dalla relazione del Presidente Beppe Guerini

 

"La cooperazione sociale per l'Italia

Non raccontiamo mai abbastanza la portata eccezionale del contributo che le cooperative sociali hanno dato nella costruzione della parte di welfare che in questo Paese funziona meglio; dell'innovazione sociale che abbiamo portato nel sistema dei servizi; degli straordinari percorsi di inclusione lavorativa di migliaia di lavoratori svantaggiati. Perché è così che fanno i cooperatori sociali autentici: si rimboccano le maniche e cercano di costruire risposte ai problemi delle persone, concretamente, nella quotidianità, rimanendo vicini alle comunità locali.

 

Cooperazione sociale e finanza

non sono le cooperative che hanno bisogno dei fondi di investimento ma che è il sistema della finanza che anela a mettere al sicuro una parte di investimenti nelle imprese sociali. Per questo noi dobbiamo avere l'orgoglio e la forza di fare alleanze con partner e investitori, ma non dobbiamo assoggettarci alla cultura omologante della finanza

La necessità di una cooperazione autentica

In troppi casi abbiamo subìto e accettato il compromesso lasciando che cooperative dai comportamenti non coerenti facessero scorribande sui territori alla conquista di appalti e mercati, a volte persino umiliando le nostre cooperative che sui quei territori faticosamente stavano lavorando su un modello di cooperazione di comunità, perché comunque certe realtà si presentavano come vincenti... Ma, le cooperative non sono nate per assecondare il mercato ma per tentare di migliorarlo, per portarvi una dimensione di umanità e solidarietà!

 

Per la legalità

Potremmo ... rimanere "profeti muti" perché quei pochi traditori della cooperazione sociale di cui parlano i fatti di cronaca hanno coperto di vergogna, con la loro infamia, anni di lavoro e di sacrifici dei tanti cooperatori onesti e motivati che hanno lavorato e lavorano perché credono che sia possibile davvero realizzare un sistema di democrazia economica fatto di imprese che includono e generano giustizia sociale ... non vogliamo e non dobbiamo fermarci in superficie e limitarci a condannare chi ha sbagliato, senza analizzare a fondo dove, anche noi, magari solo per leggerezza o per ingenuità, abbiamo potuto lasciare spazio a che i valori si deteriorassero, che la spinta al successo economico facesse perdere di vista le motivazioni ideali, che l'avidità superasse la solidarietà e l'impegno civile. ... Perché in fondo è proprio nei comportamenti che risiede la chiave di volta per riportare le cooperative sociali fuori dalla palude in cui rischiano di trascinarci, non solo i corruttori e i corrotti, ma anche quelli che hanno smesso di credere che la cooperazione sociale deve essere anche uno stile di vita.

 

L'uguaglianza

Parrebbe proprio che vi sia una sorta di ineluttabile forza che spinge la disuguaglianza economica a produrre disuguaglianza di diritti che, a sua volta, condanna la disuguaglianza sociale a diventare disuguaglianza politica. Noi pensiamo che le cooperative siano un antidoto a questa ineluttabile forza inerziale della creazione di disuguaglianze, anche se sappiamo che questo è un obbiettivo difficile!"

 

Tra i tanti temi toccati da Beppe, ci sentiamo di sottolineare proprio quest'ultimo, quello dell'uguaglianza, particolarmente caro al nostro presidente e più volte oggetto di riflessioni in questi ultimi tempi. Una dimensione forse antica, a-tecnica, ma che richiama profondamente al senso delle nostre azioni. Non serve essere buoni professionisti operatori del welfare se si perde una dimensione ultima che da senso alla nostra azione, quella della costruzione di una società più giusta; e quindi l'uguaglianza - tra cittadini, ma anche tra cooperatori - diventa una dimensione dirimente per orientare l'azione delle cooperative.

 

 


NotizieInRete si è presa un piccolo periodo di ferie ma ora è nuovamente tra voi, sia pure con i ritmi consueti un po' più allentati del periodo estivo. Per luglio si assicura comuque una pubblicazione almeno quindicinale.

Oggi con due temi di questo genere non vi è stato spazio per il consueto "ti segnaliamo", ma recupereremo con il prossimo numero.

E' passato circa un mese dalle tre giornate in cui Genova - 5, 6 e 7 giugno - è stata il luogo della prossimità, il punto di incontro di 120 organizzazioni provenienti da tutta Italia che hanno condiviso racconti ed esperienze, tra gruppi di lavoro e momenti informali, tra riflessioni e espressioni artistiche.

 

Tempo di bilanci e rilanci

Partiamo dai rilanci. La Biennale cerca casa! 

Tra due settimane i promotori si troveranno a Milano per organizzare un appuntamento tra settembre e ottobre con le organizzazioni interessate ad entrare nel gruppo dei promotori e a proporre la sede della prossima Biennale, oltre che a ragionare su altre attività e iniziative che accompagnino questo percorso.

 

120  storie di prossimità

La Biennale è stato innanzitutto questo: 120 esperienze raccontate e ora disponibili nella brochure scaricabile qui. I mille volti della prossimità, tanti quanti sono i bisogni cui le persone possono cercare una risposta attraverso iniziative che si alimentano dalla responsabilità e dal protagonismo di ciascuno: gli acquisti, il cibo, il contrasto della povertà, l’ambiente e i rifiuti, l’inclusione, la rigenerazione urbana, la cultura, l’educazione, la qualità della vita e molto altro ancora. Siamo consapevoli che, se 120 sono le esperienze confluite a Genova, molte di più sono quelle che animano i nostri territori. Proprio per questo vale la pena di continuare!

 

Raccontarsi senza barriere

3 spettacoli teatrali, 4 film, 60 video, 2 seminari (sharing economy e amministrazione condivisa), 2 workshop, circa 200 tecnici di settore provenienti da tutta Italia oltre alle persone che hanno voluto unirsi ai diversi momenti sono i “numeri” di un evento che hai colori del buon esito, ma la Biennale della Prossimità è stata molto di più.

Si è raccolta la sfida di sperimentare un format nuovo, che ha aggregato senza barriere e recinti; è un programma diffuso nei temi e negli spazi che contamina la città; un contenitore in da cui ciascuno  ha potuto ricavare spunti, informazioni, contatti, nella misura in cui si è messo in gioco non come semplice spettatore ma come protagonista.

 

Prossimità è stato anche abbattere le linee - fisiche o invisibili - di sicurezza tra chi racconta e chi ascolta. Sono parlamentari e rappresentanti del terzo settore che non parlano da sopra ad un palco ma seduti su un gradino in mezzo ad una piazza, tra i tavoli, con le persone accanto a loro.

 

Prossimità è parlare di welfare con un microfono lungo una strada, come avvenuto durante la cena del sabato sera, cercando i linguaggi diversi da quelli degli ambienti soffusi di un convegno.

 

Prossimità è stato ritrovarsi in 400 persone alla Maddalena a cenare in strada, forse il momento più intenso dei tre giorni, perché ha rappresentato la prossimità praticata, quella che ha spinto gli abitanti del quartiere a cucinare per un'intera giornata per persone sconosciute, offrendo da mangiare a chiunque volesse fermarsi. Questo è l'esito di un autentico lavoro di prossimità che nel quartiere coinvolge cooperative, associazioni, commercianti cittadini e che si esprime in iniziative come questa che rilanciano e riqualificano il territorio. 

Più di uno tra i cooperatori presenti hanno affermato di voler provare ad organizzare questa stessa esperienza sul proprio territorio. 

 

Il senso di lavorare insieme

Prossimità è stato anche la scommessa di lavorare su questo evento al di fuori delle logiche muscolari che spesso si accompagnano ai momenti di comunicazione.  Consorzio Nazionale Idee in Rete, Social Club Genova, Social Club Torino, Associazione ISNET, Emporio della Solidarietà di Lecce e Fondazione Ebbene hanno promosso questo evento con pochi marchi e tanto impegno nel cercare di rendere compatibili e sinergiche impostazioni diverse, perché la Biennale potesse veramente essere di tutti.

 

I punti deboli

La Biennale ha messo in luce anche i punti deboli di tanta parte del terzo settore: difficoltà a mobilitare i propri lavoratori e associati, forse disillusi da troppi casi in cui sono "commissariati" a partecipare ad eventi di cui faticano a comprendere il senso,  difficoltà a coinvolgere i cittadini. Dove, come nel caso della Maddalena, il lavoro di partecipazione c'era ed era radicato, i risultati sono visti, in altri casi questa debolezza è venuta fuori. Uno dei temi su cui lavorare per la prossima edizione

Leggi articolo di Elisa Furnari su Vita