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NotizieInRete 397 - 2 novembre 2015 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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I soci e le cooperative

Contatti e Amministratori

Lo statuto e Il regolamento

Presentato il 29 ottobre il Dossier Statistico Immigrazione di Idos; tra i tanti dati: 5 milioni di migranti sul nostro territorio, 5 milioni di italiani all'estero, 65 mila richiedenti asilo, 130 mila acquisizioni di cittadinanza, 155 mila mancati rinnovi del permesso di soggiorno causa crisi, 800 mila figli di immigrati nati in Italia, un decimo degli studenti stranieri, bilancio positivo per le casse dello Stato, al netto delle spese di accoglienza, di circa 3 miliardi legato alla presenza di stranieri, 5 miliardi di rimesse inviate in patria, età media 31 anni rispetto ai 44 degli italiani, diminuzione delle denunce contro stranieri, 10% degli occupati.

Relazione di Ugo Melchionda

Relazione Eugenio Bernardini

Relazione Rando Devole

Comunicato Stampa

Scheda Dossier 2015

15 punti chiave

Happening 2015, le nostre nuove parole

4/11 la Prossimità è lotta alla povertà

Relazione, reciprocità, collaborazione, cooperazione, fraternità, prossimità, condivisione: queste alcune delle parole che maggiormente ricorrevano negli interventi dell'Happening della solidarietà organizzato da Solco Rete di Imprese Sociali Siciliane che si è tenuto a Ragusa il 29, 30 e 31 ottobre, "Beni comuni tra democrazia e comunità", per descrivere "l'uomo collaborativo", un individuo non riconducibile al soggetto dell'economia classica. Forse però non sono nemmeno le parole che un cooperatore sociale avrebbe utilizzato solo pochi anni fa per descrivere gli elementi fondanti della propria identità. 

Qui invece è approdata la riflessione che Solco Rete di Imprese Sociali Siciliane ormai da 16 anni propone. E questa dinamicità, questa capacità dell'Happening della solidarietà di sintetizzare e rilanciare gli stimoli culturali che percorrono la cooperazione sociale italiana, fa dell'Happening un evento di rilievo nazionale. E poi ancora, come ha ricordato Beppe Guerini, presidente nazionale di Federsolidarietà, i verbi che diventano più importanti dei sostantivi, o detto in altre parole, le azioni che superano i confini dei contenitori: "cooperare" assume maggior rilievo di cooperazione, intesa come contenitore giuridico, e diventa un principio che dà forma alla società, all'economia, alle relazioni e all'identità, anche al di là del fenomeno cooperativo. E ancora, nelle parole di molti relatori, il tema delle connessioni, delle contaminazioni e delle relazioni, tutte parole che invitano a superare la logica della separatezza e della difesa del proprio interesse particolare.

 

Da parte sua Francesco Passantino, presidente di Solco Rete di Imprese Sociali Siciliane, si è concentrato sul tema della "riqualificazione di territori e dei beni comuni  che genera valore e innovazione, accompagnando percorsi di sviluppo che fanno diventare le nostre imprese protagoniste delle comunità, con un'attenzione privilegiata per le persone fragili"  .

 

Il 16° Happening è stata anche l'occasione per inaugurare "I sette tornanti", frutto dello straordinario impegno della cooperativa Terra Mia. Tutto partì, alcuni anni fa, con la messa a disposizione, da parte di una famiglia locale che ha conosciuto i problemi della sofferenza mentale, di un fondo agricolo, coltivato con ulivi e carrubi; la cooperativa, con il contributo di operatori e ragazzi inseriti, ha lavorato in questi anni per rendere di nuovo produttivo il fondo, avviando un'attività di inserimento lavorativo con la produzione di olio e di carrube; ha ristrutturato la casa padronale e gli altri immobili contigui, che oggi possono produrre pasti con prodotti tipici e che prossimamente potranno offrire possibilità di ospitalità turistica.

L'Happening ha poi offerto un approfondimento sul tema degli interventi sulla salute mentale, un focus sulla riforma del terzo settore e un laboratorio guidato da Giulio Sensi e Elisa Furnari sui temi della comunicazione sociale.

 


 

Vedi il programma

Vai al sito dell'Happening

 

Nelle prossime ore, sul sito dell'Happening, foto, relazioni, video e altri materiali dell'evento.


 

La marcia al contrario dei disoccupati italiani

Interessante analisi di Eurostat sui percorsi che partono dalla disoccupazione. In sintesi, in Europa nel secondo semestre 2015:


tra coloro che nel primo trimestre lavoravano:

  • il 97% continua a lavorare

  • 1.3% ha perso il lavoro

  • 1.6 è diventato inattivo

tra coloro che nel primo semestre erano disoccupati:

  • 18.6% ha trovato lavoro

  • 64.6% è rimasto disoccupato

  • 16.8% è diventato inattivo

tra coloro che nel primo semestre erano inattivi:

  • il 3% ha trovato lavoro

  • il 3.7 ha iniziato a cercare lavoro senza trovarlo

  • il 93.3% è rimasto inattivo


Se guardiamo alla seconda colonna, quella dei disoccupati, cioè coloro che cercano lavoro senza trovarlo, l'Italia:

  • ha livelli simili alla media europea (anche se significativamente inferiori rispetto alle economie più forti o dinamiche) di persone che trovano un lavoro16.1%

  • ha una percentuale di persone che erano e permangono disoccupate assai inferiore alla media europea (48.3%, il dato minore di tutto il continente)

  • ha la percentuale di gran lunga maggiore di tutto il continente relativamente alle persone che passano dalla disoccupazione all'inattività, cioè che il lavoro smettono di cercarlo (35.7%), cioè che passano ad una condizione che, a livello europeo diminuisce di più di sei volte (dal 18.6% al 3%) la possibilità di trovare lavoro nel futuro semestre

Nel grafico a fianco i flussi a livello europeo in milioni di cittadini; le cifre dentro le caselle (es. 14.2 milioni di disoccupati) indicano coloro che erano e rimangono in una certa condizione, quelli sulle frecce rappresentano i flussi da una condizione all'altra, con la freccia in grigio che segna la direzione principale del flusso.

Il 4 novembre 2015 segna una data importante per la Fondazione Èbbene che presenta a Roma "Quando la prossimità è lotta alla Povertà", un viaggio nel modello sperimentato dal 2012 per l’inclusione dei soggetti più fragili che oggi contamina 10 regioni d’Italia.

A 3 anni dalla nascita della Fondazione e dopo il percorso FEI che ha interessato diverse regioni italiane, è possibile fare il punto su come l’integrazione tra risorse e servizi sperimentata dai Centri e dai Luoghi di Prossimità della Fondazione Ebbene, insieme con la partecipazione attiva degli EE.LL., faciliti il percorso verso l’autonomia e quindi la piena integrazione dei più fragili limitando i costi perla comunità.

La sperimentazione ha sottolineato e confermato un dato importante, e cioè che l’integrazione di soggetti fragili deve essere svolta in luoghi appositi e dedicati alle fragilità e nello stesso tempo accessibili e partecipati dalle comunità. I Centri di Prossimità si sono plasmati a questo bisogno, cercando di istaurare innanzitutto un legame fiduciario con chi si rivolge al centro, questo primo approccio rappresenta il più forte e reale incontro di vicinanza.

In un dialogo aperto con i maggiori interlocutori e con il Governo nazionale si analizzeranno politiche e modelli di lotta alla Povertà, la gestione delle Emergenze sociali negli EE.LL., il ruolo della cooperazione sociale nella definizione delle strategie per l’integrazione ma anche la possibilità di trasformare la lotta alla povertà in una Sharing Economy per la cura dei beni pubblici.


Programma dei lavori

ore 9.30 Saluti - Stefano Cerrato, Responsabile "Terzo Settore" del Banco Popolare

Introduce Edoardo Patriarca, Deputato, Presidente del Centro Nazionale per il Volontariato e dell'Istituto Italiano della Donazione

Modera Giulio Sensi, Direttore della rivista Volontariato Oggi

  • La sperimentazione del modello Èbbene attraverso i dati - Laura Bongiovanni, Presidente di ISNET

  • Il modello di “Prossimità per l’Integrazione” della Fondazione Èbbene - Edoardo Barbarossa, Presidente della Fondazione Èbbene

  • Contributi, Politiche e Modelli di lotta alla Povertà - Francesco Marsico, Responsabile di Area Nazionale Caritas Italiana, Alleanza contro la Povertà

  • Organizzazione e gestione delle Emergenze sociali negli EE.LL. - Veronica Nicotra, Segretario Generale ANCI

  • Contrastare la Povertà, una Sharing Economy per la cura dei beni pubblici - Carlo Andorlini, Esperto percorsi di Cittadinanza Attiva

  • Il ruolo della cooperazione sociale nella definizione delle strategie per l’integrazione - Giuseppe Guerini, Presidente Federsolidarietà CCI e Portavoce Alleanza Cooperative Sociali

  • Partecipa ai lavori Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Legge di stabilità e risorse per il sociale

Continuano gli approfondimenti rispetto alla legge di stabilità, oggi tratti da alcune tabelle realizzate dal Forum del Terzo Settore e pubblicate in forma estesa su infocontinua (Vedi il commento del Forum del Terzo Settore). La sintesi qui riportata evidenzia alcuni aspetti che caratterizzano la storia recente dei fondi sociali italiani e quindi:

  • il fondo più generalistico, legato all'idea di sostenere nel suo complesso i livelli essenziali di assistenza in ambito sociale, che in anni passati aveva sfiorato i 2 miliardi, declina fino quasi ad azzerarsi dal 2008 al 2012; poi dal 2013 riprende quota e si stabilizza sui valori che anche la legge di stabilità in corso di discussione sembra voler confermare;

  • il fondo per la non autosufficienza, dotato nella seconda metà del decennio precedente di 300 - 400 milioni, si stabilizza anch'esso su livelli leggermente superiori negli ultimi anni;

  • il 5x1000 aumenta la propria dotazione da 400 a 500 milioni;

  • gli altri fondi mantengono importi residuali;

  • la novità del 2015 è costituita, come segnalato in una precedente newsletter, dalla misura indirizzata alla povertà e alla sua collocazione entro un progetto, ancora da redigere, di misura organica;

  • il servizio civile, almeno nell'attuale versione della norma, non mantiene le attese di incremento, attestandosi su valori simili agli anni scorsi e pari alla metà di quanto sarebbe necessario per avvicinarsi agli obiettivi di attivazione dichiarati;

  • infine, il Governo sembra intenzionato ad accompagnare la riforma del terzo settore con risorse crescenti, destinate in prospettiva ad arrivare a 190 milioni di euro.

 

2008

2012

2013

2014

2015

2016

2017

Fondo politiche sociali

1.581.000

69.954

344.178

317.013

312.992

312.590

312.553

Fondo Infanzia e adolescenza

43.900

39.960

39.592

30.688

28.709

28.794

28.794

Fondo politiche famiglia

276.000

31.994

19.784

20.916

18.261

22.621

22.621

Fondo politiche giovanili

137.400

8.180

6.208

16.772

5.761

5.560

6.137

Fondo pari opportunità

50.000

10.473

10.804

31.403

19.091

18.606

19.678

Fondo non autosufficienza

300.000.

 

275.000

350.000

400.000

400.000

400.000

Fondo “dopo di noi”

 

 

 

 

 

90.000

90.000

Fondo adozioni internazionali

 

 

 

 

 

15.000

15.000

Fondo per social card

 

 

 

n.d.

250.000

250.000

250.000

Fondo lotta povertà

 

 

 

 

 

600.000

1.000.000

Fondo per Servizio Civile Nazionale

299.600

68.812

71.214

105.277

115.730

115.730

115.730

Fondo x richiedenti status rifugiato

 

 

 

 

4.010

3.869

3.858

Diritti lavoro disabili

 

 

 

n.d.

+20.000

21.915

21.915

5x1000

 

400.000

400.000

400.000

500.000

500.000

500.000

Riforma terzo settore

 

 

 

 

50.000

140.000

190.000

 

Good news!

Di per sé non sono misure rivoluzionarie, quelle approvate questa settimana dalla Regione Lombardia, secondo cui "La Regione, il SIREG e le Aziende sanitarie e ospedaliere destinano alla spesa per i contratti di cui al comma 1, una percentuale di almeno il cinque per cento dell’importo complessivo degli affidamenti a terzi di forniture di beni e servizi, compatibilmente con la natura e l’oggetto del contratto, a società cooperative che inseriscono persone svantaggiate nel mercato del lavoro ai sensi del regolamento UE n. 651/2014 e della l. 381/1991" (art. 9). Ma ciò non toglie che nell'attuale panorama esse assumano un significato particolarmente positivo e che vada dato atto alla Regione di avere assunto un orientamento coraggioso in questo clima culturale. Così come è culturalmente coraggioso l'art. 11, che definisce le cooperative di comunità.

Così come fa particolarmente piacere sentire da Raffaele Cantone, ospite presso Confcooperative nell'iniziativa "La funzione sociale della cooperazione: tra economia e legalità" che «Le gare al massimo ribasso vanno eliminate e la quota del 5% di riserva degli appalti alle imprese che occupano persone svantaggiate va salvaguardata. Le cooperative  guardano alle persone prima che al profitto perché sono promotrici di economia sociale. Le inchieste giudiziarie hanno risvegliato attacchi strumentali in chi da tempo voleva colpire la cooperazione».

 

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