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NotizieInRete 403 - 21 dicembre 2015 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

info@ideeinrete.coop - www.ideeinrete.coop

Aderente a

L'avevamo promesso una settimana fa alla fine di questo articolo sulla sharing economy e ogni promessa è debito: ecco un nuovo blog su ideeinrete.coop, Local&Share, dedicato a questi temi, animato da Carlo Andorlini ma su cui scriveranno, speriamo, anche molte altre persone. Questa settimana compare sul sito l'articolo che lo presenta e lo inaugura, altri arriveranno nei prossimi giorni. Local significa locale, del luogo, urbano, orizzontale. Share significa contributo, compartecipazione, dividere, partecipare, avere in comune, avere una parte di. Insieme contribuiscono a dare la definizione per il nostro terzo settore di come poter tradurre e stare nella sharing economy: "Una grande occasione per portare i temi della condivisione e partecipazione orizzontale delle persone a ricostruire insieme tessuto sociale, in una logica che mette accanto l'innovazione della sharing e la relazione tra e nei contesti in cui il terzo settore quotidianamente opera."

Sicilia: come affogare il welfare  - 2

Corso accoglienza migranti, come  andata

14/12/2015 - NotizieInRete 402

21/12/2015 - NotizieInRete 403

 

Ne avevamo parlato nella scorsa Newsletter, ma dopo una manifestazione lunedì scorso seguita da incontri inconcludenti con funzionari (politici non pervenuti!) nulla sembra cambiato. Una situazione esplosiva, destinata a devastare un intero territorio se le istituzioni entro pochi giorni non si assumeranno le proprie responsabilità. In mancanza di evoluzioni, l’inerzia di una pubblica amministrazione inefficiente e una politica sorda ed inadempiente tra meno di 15 giorni avrà estinto una parte significativa del terzo settore e degli enti locali siciliani. Una bomba da alcuni miliardi di euro è pronta ad esplodere a causa delle nuove regole di rendicontazione che, con poco più di un mese di preavviso, determinano per comuni e cooperative beneficiarie dei fondi comunitari la necessità di anticipare ulteriori ingenti somme per interventi terminati da anni e su cui la Regione in tutti questi mesi "non ha avuto tempo" (!) di terminare le verifiche e dunque non ha erogato i saldi intermedi previsti (qui sul sito di Idee in Rete sono ricapitolati i fatti).

Lo scenario immediato è quello di comuni e cooperative che, non potendo rendicontare, oltre a perdere gli importi residui dovranno restituire anche quanto ha già percepito, con il conseguente fallimento di cooperative e altri enti di terzo settore, default per i comuni, insoluti e possibili fallimenti delle imprese che per essi hanno lavorato. È a rischio, insomma, un pezzo importante di Sicili, forse il migliore. Ma il passo successivo è ulteriormente catastrofico: i beneficiari non rendiconteranno, la Regione, se da una parte dovrà richiedere ai soggetti di restituire il 50% già percepito, dall’altra dovrà da parte sua ritornare indietro tutte le somma all’Unione Europea. I beneficiari falliscono e non possono restituire, gli enti pubblici vanno in default, la Regione si trova comunque a dover restituire le somme all’Unione Europea (oltre un miliardo e 200 milioni di euro), concretizzando il collasso generale del sistema!

Il Governo regionale siciliano, sempre allarmato se precari o forestali realizzano proteste eclatanti, magari bloccando la viabilità del capoluogo per alcune ore, sembra non tenere considerare tra urgenze in alcuna considerazione il naufragio del welfare, delle cooperative, dei comuni, la sofferenza sulle 10.000 famiglie che lavorano nel sociale. Insomma, come direbbe Benigni - Johnny Stecchino, "Il problema è il traffico".

La colpa è sicuramente della politica, ma anche dell’informazione. Pronta a rotolarsi compiaciuta per una cooperativa sospettata di malaffare, ma tiepida nel mobilitarsi per chi ogni giorno lavora con generosità a favore dei più fragili. Piace la retorica del volontario santo o lo scandalo del cooperatore corrotto, ma se chi ogni giorno e ogni notte, nella normalità del proprio impegno, sui moli ad accogliere i migranti, nelle comunità a occuparsi di ragazzi privi di tutto, con i disabili, con gli anziani lavora da mesi senza stipendio, viene preso in giro dalle istituzioni, non ottiene una frazione dell’attenzione e dell’ascolto che si dedica a tante questioni più o meno futili, qualcosa non funziona.

Per approfondire:


Lo spunto è fornito anche dalle vicende siciliane sopra raccontate e dai crack bancari dei giorni scorsi, per ragionare su chi, magari in posizione subalterna, è ingranaggio più o meno consapevole di macchine distruttive: "accanto ai responsabili principali, vi sono sicuramente decine o centinaia di persone complici, attivamente o con il loro silenzio o inerzia, di quanto avvenuto. Quadri intermedi, funzionari, impiegati, persone assolutamente al di fuori dei circuiti di potere dove questi disastri si originano, con un interesse personale blando o inesistente o al massimo riconducibile al quieto vivere". 

Dopo l'articolo della settimana scorsa di Beppe Guerini sulle disuguaglianze, il blog "Società" di ideeinrete.coop accoglie questo  articolo di Gianfranco Marocchi, che si conclude con un messaggio quasi natalizio, il sogno finale di una rivolta degli ingranaggi:

"Proprio perché la classe dirigente economica e politica di questo Paese non perde occasione per dimostrarsi corrotta e rapace, incorreggibilmente votata al peggio, la speranza è che uno dei possibili luoghi di risveglio civico stia proprio in questi complici di infimo rango. Perché, per la loro posizione, delle trame putride di chi sta al potere qualcosa sanno, certamente più del cittadino e delle vittime; o almeno lo sanno prima di lui... da inguaribili romantici, non ci rassegniamo al fatto che, una volta nella vita, anche un banale ingranaggio del sistema voglia sentirsi eroe"


 

NotizieInRete augura buone feste a tutti i lettori.

Certamente sarà nelle vostre caselle mail l'11 gennaio 2016, ma... vediamo cosa ci propongono gli eventi, magari un numero intermedio durante il periodo natalizio potrebbe anche uscire.

Leggi l'articolo completo di Ada D'Onofrio su ideeinrete.coop

 

Le giornate di formazione tenutesi a Roma il 25 e il 26 novembre 2015, presso la sede di Idee in Rete hanno coinvolto rappresentanti delle sedi di tutta Italia e hanno visto quali eccellenti formatori Simona Binello e Daniele Consoli del Consorzio Agorà che hanno condiviso la loro pluriennale esperienza.

La formazione ha riguardato sia su aspetti organizzativi volti ad orientare i partner in vista della presentazione di un progetto, sia aspetti tecnici inerenti la rendicontazione, anch'essi assai rilevanti anche in fase di elaborazione progettuale.

Il sistema SPRAR in Italia accoglie complessivamente il 21,7% delle presenze di migranti a fronte di un 70% assorbito dal sistema dei CAS – Centri di accoglienza straordinari – e di un 7% coperto dai CARA - Centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati – e altri centri governativi. La spesa complessiva dell'accoglienza in Italia per il 2015 è stata stimata in un miliardo e 162 milioni di euro.

Nelle due giornate formative si sono analizzati gli elementi salienti di una buona progettazione SPRAR prendendo come documento di riferimento il manuale operativo; l'importanza di fornire servizi integrati alla persona, la rilevanza del gruppo di lavoro come centro strategico e di tenuta sul progetto, le modalità e l'iter di analisi delle domande di richiesta di asilo, l'analisi dei criteri che danno punteggio ai progetti in fase di selezione, sono solo alcuni degli aspetti che si sono trattati.

Da evidenziare la buona partecipazione di tutti i presenti al corso, che ponendo domande o portando esperienze dirette dai propri territori, hanno allargato la visione della possibile progettazione territoriale integrabile con altre iniziative finalizzate ad accogliere o integrare le persone migranti.

I contenuti formativi delle due giornate hanno messo in luce due aspetti distintivi per le strategie per l'accoglienza che la nostra rete deve fare propria:

  • il lavoro in atto per attuare un sistema unico di accoglienza deve mirare a favorire in ogni singola persona accolta l'uscita dai programmi di assistenza e la riconquista dell'autonomia;

  • chi lavora nei sistemi di accoglienza riveste un doppio ruolo sul proprio territorio, uno volto alla gestione del servizio di competenza come previsto dal progetto, l'altro come attore/ facilitatore di una comunicazione corretta e puntuale per diffondere, a più livelli, la cultura dell'accoglienza e dei diritti umani.

 Documenti di interesse utilizzati durante le giornate formative:

Agorà, a vent'anni si è giovani

Leggi l'articolo completo di Alessandra Grasso su ideeinrete.coop

 

Vent’anni sono un traguardo importante per un’organizzazione lavorativa, un anniversario da festeggiare soprattutto pensando a quanto Agorà in questi anni sia stato presidio di socialità, erogatore di ricchezza sul territorio e attore presente e vivo nella vita di una Comunità. La scelta del Consorzio Agorà - fondato nel 1995 da un primo nucleo di cooperative sociali, che oggi sono 10 e occupano circa 600 operatori - è stata quella di ritrovarsi assieme e condividere momenti di intrattenimento. Prendersi cura di chi lavora, organizzando un momento di “benessere collettivo”, è stato il regalo che ci siamo fatti.

L’evento interno ha coinvolto oltre 300 persone, nel meraviglioso contesto del Santuario della Madonna del Monte di Genova presso la Casa di San Francesco. Con i vertici dell’organizzazione impegnati a curare e sovrintendere la cucina (la fortuna di avere degli chef nel management!) e altri a curare con stile l’allestimento degli ampi saloni e l’organizzazione degli eventi. La serata si è aperta con un aperitivo, seguito dalla musica dal vivo grazie all’Agorà Band, gruppo costituitosi per l’occasione e formato da bravi musicisti con background molto diversi, che hanno saputo amalgamarsi per rendere la serata indimenticabile. È stata anche l’occasione per conoscere e riconoscere colleghi di oggi e di ieri, che prestano servizio in territori diversi, dislocati in un’area vasta come la Liguria. 

Il programma dei festeggiamenti del ventennale prevede per il 28 gennaio l’evento pubblico aperto alla comunità e alle istituzioni presso la sede del Banco Popolare di Genova. L’obiettivo è fare il punto sulla storia di un’impresa di comunità come Agorà, che ha saputo creare e mantenere un’alta occupazione negli anni, innovando i servizi sociali e interagendo con una vastità di stakeholder territoriali e nazionali. Fare sintesi, ripercorrendo le principali tappe, grazie all’intervento delle principali cariche cittadine è la finalità dell’evento in preparazione.

Il titolo delle manifestazioni è “#20Agorà”, perché l’idea di fondo è pensare al Consorzio Agorà come a un ragazzo o una ragazza ventenne di oggi, che usa social network (e, in particolare, twitter) e vive la sua vita immerso/a nella società contemporanea in modalità “connesso”. L’hashtag ci sembrava il modo sintetico per rappresentare e identificare una generazione giovane, “coetanea” del nostro Consorzio, facilmente comunicabile. Del resto, oggi una parte dell’attività educativa passa anche attraverso i social media e le tecnologie, per essere efficace e adeguati alle nascenti esigenze delle nuove generazioni.

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