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NotizieInRete 404 - 5 gennaio 2016 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

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Aderente a

Il nuovo numero di Impresa sociale, con tanti articoli di grande interesse già disponibili in abstract e via via caricati sul sito. Come di consuetudine, gli articoli presenti nell'indice vengono annunciati con degli abstract e poi pubblicati nelle settimane successive; di seguito alcuni articoli già disponibili integralmente:

Foncoop, approvati i progetti formativi

Focus infanzia e minori

La proposta formativa presentata da Elabora, Idee in Rete, CGM sull’Avviso 25 di Foncoop è stata approvata, ottenendo il migliore punteggio non solo relativamente ai piani formativi dedicati ai servizi alla persona, ma rispetto a tutti i progetti presentati (vedi le graduatorie).

Sicuramente un successo della squadra cementatasi entro la Federazione Nazionale e ora un grande impegno per tutti noi che ci accompagnerà tra il 2016 e il 2017.

Limitandosi alla parte direttamente realizzata da Idee in Rete, saranno previsti nei prossimi 18 mesi ben 35 corsi (con due corsi ulteriori che speriamo possano essere approvati in sede di revisione) cui parteciperanno circa 700 soci della nostra rete per un totale complessivo di oltre 11 mila ore di formazione.

I corsi approvati riguardano sia l’ambito nazionale e quindi trasversale a tutta la nostra rete che ambiti locali come richiesto da singoli associati o gruppi di associati.

I corsi a valenza nazionale approvati sono i seguenti:

  • Giovani talenti per una nuova impresa sociale 

  • Comunicazione aziendale integrata 

  • La gestione e la rendicontazione di progetti europei 

  • La nuova Programmazione Comunitaria 2014/2020 

  • Contratti, Appalti e Concessioni: le nuove direttive europee 

  • Lavorare in rete: consorzi, gruppi cooperativi, contratti di Rete 

  • Percorsi di innovazione nella gestione della finanza per lo sviluppo dell'impresa sociale 

  • Progettare l'agricoltura sociale Innovazione sociale 

  • Formazione di base per l'attivazione di servizi all'abitare sociale 

  • Sharing economy e impresa sociale: nuovi modelli di servizio e di fare impresa 

  • Strategie consortili e sistemi di gestione di sistemi organizzativi complessi

A questi corsi potranno partecipare i soci delle cooperative che si sono iscritte in fase di stesura del corso mentre – salvo verifiche formali – potranno assistere come uditori anche eventuali altri soci interessati.

 

Quando una giovane entra in cooperativa

Da Rimini la nostra socia Formica ci racconta cosa accade quando un giovane entra in cooperativa. Un'esperienza di arricchimento reciproco e di contaminazione. Un articolo di Emiliano Violante che attraverso un'intervista ad una giovane tirocinante ci racconta un'esperienza di successo.

 

In cooperativa negli ultimi anni si sono visti numerosi giovani che, in diversi modi e ruoli hanno fatto esperienze nei vari settori aziendali. Tirocini, stage lavorativi, studenti che sperimentano le diverse attività lavorative, e tanti inserimenti lavorativi. Quello dell’accoglienza ai giovani è un aspetto non secondario di un impresa sociale che vede in questa contaminazione un’opportunità cruciale anche per la crescita dell’azienda stessa. Una convinzione ferma che La Formica ha da sempre avendo aperto le porte a tante ragazze e ragazzi e promovendo così processi di socializzazione e di coesione sociale finalizzati all'acquisizione di conoscenze e competenze necessarie sia per la loro affermazione personale che per la cooperativa stessa. Una nuova spinta che si traduce, nella migliore delle ipotesi, in un all'allargamento di prospettive, di idee, di energie e di entusiasmo per tutti. Proprio in questa logica di reciproca contaminazione dal novembre scorso ha iniziato un tirocinio semestrale Ardjana Vogli che tutti conoscono come Diana, una giovane ragazza albanese trasferitasi in Italia per motivi di studio che dopo la laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche ha conseguito la laurea Magistrale in Economics and Market Policy (in lingua inglese) all'Università degli Studi di Bologna.

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Che idea ti sei fatta fin ora della cooperativa? Quali aspetti secondo te, in riferimento all'ufficio che occupi, sono necessari per far nascere nuove esperienze cooperativa o nuove strade per l’inserimento lavorativo?

L’idea che mi sono fatta della cooperativa è che è una realtà con una lunga e buona esperienza alle spalle e che fa della vera inclusione sociale. In più, per quanto ho percepito fin adesso la cooperativa è ben radicata e rispettata nel territorio di Rimini e penso che questo sia dovuto alla serietà con cui i suoi lavoratori operano. Gli aspetti che secondo me possono fare nascere nuove esperienze sono in primo piano un'attitudine favorevole all'innovazione, apertura mentale e condivisione delle idee innovative che possono emergere da qualsiasi lavoratore della cooperativa. Inoltre, per allargare lo sguardo verso i giovani che potrebbero portare delle novità spendibili in cooperativa, secondo me deve allacciare legami e collaborazioni pro-attive con le sedi Universitarie.

Cosa hai colto, o cosa ti ha colpito nel modo di lavorare in Formica?

Nel modo di lavorare in Formica mi ha colpito prima di tutto il livello di democrazia nella condivisione delle scelte e decisioni. Sottolineo questo fatto perché come giovane mi fa piacere trovare questi aspetti in un ambiente lavorativo, a maggior ragione quando ci lavoro. Invece se andiamo a indagare più in profondità il lavoro di tutti i giorni della cooperativa mi ha sorpreso la professionalità con cui si trattano temi come sicurezza e il sistema di gestione qualità integrato. Un altro particolare positivo che ho notato è la costante interazione tra amministrazione-direzione e lavoratori tramite i responsabili dei vari settori. Penso che queste sono delle qualità/caratteristiche che bisogna difenderle e promuoverle con costanza.

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Leggi tutta l'intervista su www.ideeinrete.coop

 

Nelle scorse settimane sono state diffuse alcune interessanti  pubblicazioni da parte del Garante per l'infanzia.

Il dossier DisOrdiniamo! si presenta come la prima fotografia delle istituzioni centrali e delle risorse nazionali dedicate all’infanzia e all’adolescenza” realizzato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. "Frammentarietà, invisibilità e sostenibilità: sono queste le tre parole chiave che sintetizzano l’intero lavoro di mappatura delle istituzioni centrali e delle risorse economiche nazionali dedicate all’infanzia e all’adolescenza. La frammentarietà è legata alla governance generale delle politiche dell’infanzia, alla parcellizzazione delle moltissime organizzazioni centrali dello Stato che se ne occupano. L’invisibilità è invece data dall’impossibilità di individuare con immediatezza e facilità all’interno dei capitoli di spesa del bilancio dello Stato i fondi destinati all’infanzia e all’adolescenza. La sostenibilità infine, è legata all’incertezza, collegata all’invisibilità e alla frammentarietà, di assicurare costanti risorse alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza."

 

Risale invece a poco più di un mese fa il volume "La tutela dei minorenni in comunità". Dai dati ricevuti dalle Procure minorili al 31 dicembre 2014, i minorenni presenti nelle comunità erano 19.245, di cui il 43% di origine straniera (di questi circa la metà non accompagnati), collocati in poco più di 3mila strutture con una media di 6,7 minorenni in ciascuna. La fascia d'età più numerosa, quella tra i 14 e i 17 anni, rappresenta il 57,2% del totale: quella degli adolescenti è la parte più cospicua perché, da una parte, è difficile trovare famiglie disposte ad accoglierli in affidamento o ad adottarli e, dall'altra, è l'età della maggior parte dei minorenni stranieri non accompagnati che arrivano in Italia. "Non bisogna più valutare a priori se siano pochi o molti i ragazzi in comunità, ma se vengono effettuati tutti, e solamente, gli allontanamenti necessari a garantire i diritti dei minorenni."

 

Sempre sul sito del Garante per l'infanzia sono stati pubblicati, tra i tanti, anche altri due documenti di indirizzo di un certo rilievo. Il primo riguarda la dispersione scolastica: una rappresentanza di associazioni ed enti del Terzo settore, impegnati a diverso titolo nel contrasto alla dispersione scolastica, ha prodotto e condiviso con esperti del settore questo documento che raccoglie proposte e raccomandazioni indirizzate all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, definisce la tematica, identifica la normativa, indica priorità di azione ed evidenzia alcune buone prassi sul territorio.

 

Il secondo documento è invece il "Codice del Diritto del Minore alla Salute e ai servizi sanitari". Il “Codice” aspira ad essere uno strumento di tutela delle persone di minore età che vivono le diverse realtà sanitarie, seguendo i principi e l’ottica della Convenzione Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989.

 

Risale invece a circa due mesi fa la pubblicazione dell'Atlante dell'infanzia a rischio da parte di SaveTheChildren. "Nel nostro paese circa 1 bambino su 20 non può contare su due paia di scarpe l’anno (di cui almeno uno utilizzabile in ogni stagione) e non riceve un pasto proteico al giorno. Quasi 1 su 10 vive in famiglie che non possono permettersi di invitare a casa i suoi amici, festeggiare il suo compleanno,comprargli abiti nuovi, libri non scolastici, mandarlo in gita con la sua classe. 1 su 6 non ha la possibilità di frequentare corsi extrascolastici (musica, sport, ecc), quasi 1 su 3 di trascorrere almeno una settimana di vacanza lontano da casa. Solo 3 bambini su 10, che frequentano la scuola primaria, hanno il tempo pieno a scuola e nel 40% degli istituti scolastici principali non c’è il servizio mensa.Una deprivazione di possibilità, stimoli e opportunità che si riflette anche nelle scarse performance scolastiche: 1 alunno di quindici anni su 4 non raggiunge il livello minimo di competenze in matematica e 1 su 5 in lettura (mappa sul deficit di competenze). E tra le numerose ferite che affliggono l’infanzia in Italia, l’Atlante documenta il clima di violenza nel quale crescono troppi bambini: si stimano in circa 400 mila i minori vittime di violenza assistita dentro le pareti domestiche."


 

Per non accumulare troppi materiali questo numero, previsto per lunedì 11 gennaio, è stato anticipato al 5 gennaio. Il prossimo sarà nelle vostre caselle mail il 18 gennaio.

 

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