NotizieInRete 408 - 8/2/2016

Newsletter del  Consorzio Nazionale Idee in Rete

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I blog di Idee in Rete

Ti segnaliamo

ANAC, le linee guida per gli affidamenti al terzo settore

Re.Lig.: una rete contro il disagio minorile

DDL Delega Contrasto alla povertà


Secondo welfare pubblica un report sulla sperimentazione della nuova carta acquisti nelle maggiori città italiane. Oltre a Napoli, ultima arrivata, sono state studiate le sperimentazioni in altre 5 città italiane, cui si aggiunge una riflessione generale sui dati della sperimentazione.

Napoli

Bologna

Genova

Milano

Torino

Venezia


Le campagna di informazione contro lo spreco alimentare; vedi su SecondoWelfare questo articolo e questo su Vita. Vedi anche qui su legge francese


La legge sul "Dopo di Noi"


Terzo settore - imprenditorialità sociale

Politiche sociali e Diritti

Salute

Lavoro

Impresa

Migranti

Italia e mondo


Carcere, Stati generali dell'esecuzione penale: pubblicate le relazioni finali su cui si aprirà una consultazione

  • Tavolo 1 - Spazio della pena: architettura e carcere

  • Tavolo 2 - Vita detentiva. Responsabilizzazione del detenuto, circuiti e sicurezza

  • Tavolo 3 - Donne e carcere

  • Tavolo 4 - Minorità sociale, vulnerabilità, dipendenze

  • Tavolo 5 - Minorenni autori di reato

  • Tavolo 6 - Mondo degli affetti e territorializzazione della pena

  • Tavolo 7 - Stranieri ed esecuzione penale

  • Tavolo 8 - Lavoro e formazione

  • Tavolo 9 - Istruzione, cultura, sport

  • Tavolo 10 - Salute e disagio psichico

  • Tavolo 11 - Misure di sicurezza

  • Tavolo 12 - Misure e sanzioni di comunità

  • Tavolo 13 - Giustizia riparativa, mediazione e tutela delle vittime del reato

  • Tavolo 14 - Esecuzione penale: esperienze comparative e regole internazionali

  • Tavolo 15 - Operatori penitenziari e formazione

  • Tavolo 16 - Trattamento. Ostacoli normativi all'individualizzazione del trattamento rieducativo

  • Tavolo 17 - Processo di reinserimento e presa in carico territoriale

  • Tavolo 18 - Organizzazione e amministrazione dell'esecuzione penale

di Gianfranco Marocchi

Leggi l'articolo completo su ideeinrete.coop


L’ANAC ha pubblicato nei giorni scorsi la delibera 32 “Determinazione Linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali” con cui conclude, almeno per ora, il percorso iniziato il 6 luglio 2015 con la pubblicazione di una prima redazione delle Linee guida sotto forma di Documento di consultazione (vedi un commento di NotizieInRete) sottoposte a pubblica consultazione. La consultazione, cui anche Idee in Rete ha partecipato, si è conclusa il 10 settembre scorso; l’ANAC ha quindi esaminato e valutato il materiale pervenuto ed ha appunto adottato appunto il 20 gennaio la Delibera 32. [...]. Anac ha pubblicato due distinti documenti:

Di qui alcune considerazioni [...].

 

1) Analisi del processo

Il processo sopra descritto va valutato positivamente per diversi motivi. Primo, la ricostruzione iniziale del documento di consultazione è stata accurata [...] e ha attribuito la giusta attenzione – spesso trascurata dagli enti locali – anche agli aspetti più innovativi a suo tempo introdotti dalla 328/2000. Secondo, la fase di consultazione non è stata solo formale: come si può constatare dalla lettura della Relazione AIR i contributi sono stati effettivamente posti sotto attenzione da parte degli estensori della Delibera 32, [...]. Da questo punto di vista pare un modello virtuoso di costruzione della decisione.

 

2) Valutazione di merito sulla Delibera 32/2016

Gli affidamenti a cooperative di inserimento lavorativo

Rispetto agli affidamenti finalizzati all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate il testo appare condivisibile sia da un punto di vista sostanziale, sia per il corretto inquadramento delle soluzioni normative esaminate entro la finalità sociale che le origina. [...]  Apprezzabile anche l’attenzione alle evoluzioni in corso, ad esempio nella trattazione dei possibili sviluppi dell’attuale art. 52 del 163/2006 (Appalti riservati) e della futura prevedibile convergenza delle caratteristiche richieste per l’accesso a questo strumento con quelle delle cooperative sociali.

ANAC, come già fatto in passato, mostra particolare preoccupazione per comportamenti tesi ad aggirare i limiti delle soglie comunitarie al di sotto del quali sono consentiti i convenzionamenti con frazionamenti temporali o di lotti, ma al tempo stesso si premura di sottolineare come, al di sopra di tali soglie, sia possibile “soddisfare eventuali esigenze sociali o mediante gli affidamenti a laboratori protetti ai sensi dell’art. 52 del Codice (trattati nel paragrafo 9) o mediante l’inserimento nei bandi di criteri di selezione premianti concernenti l’impiego di lavoratori svantaggiati ovvero mediante la previsione di specifiche clausole di esecuzione” [...]

I servizi alla persona

Una valutazione di quanto deliberato da ANAC a proposito dei servizi alla persona richiede un’analisi più articolata. Il testo presenta infatti alcuni miglioramenti rispetto a quello inizialmente proposto, ma essi sono inseriti in un quadro di ragionamento di cui emergono invece in modo più evidente tutte le parzialità e le contraddizioni.

Tra i miglioramenti ci fa particolarmente piacere segnalare due aspetti, il capitolo dedicato alla coprogettazione (punto 5 della delibera, che di fatto fa convergere questo strumento su qualcosa di molto simile ai “patti di sussidiarietà” sperimentati dalla Regione Liguria) rispetto al quale si prevedono tra l’altro futuri approfondimenti (vedi paragrafo 6.6 della Relazione AIR) e sull’intermediazione di manodopera (inserito nel punto 11 della delibera; 6.12 della Relazione AIR), dove la Delibera 32 ha recepito in modo soddisfacente dei contributi inviati da Idee in Rete, come si evince dalla Relazione AIR; e poi molti altri aspetti [...]

Ciò su cui invece si esprime disaccordo è il quadro complessivo in cui il contributo ANAC è inserito, a partire dal punto 2 della Delibera: una lode incondizionata alla concorrenza nell’ambito del welfare difficilmente condivisibile sia, secondo autorevoli pareri, sul fronte dell’effettiva efficacia, sia sulla base di considerazioni politiche. Da un punto di vista generale, non spetterebbe comunque all’ANAC dare valutazioni di questo tipo, che dal punto di vista della coerenza interna del documento, originano una continua tensione: perché se il problema principale fosse quello di assicurare la concorrenza perfetta non si capirebbe il motivo di discutere e sviluppare 42 pagine di Delibera che si originano appunto dal riconoscere una specificità peculiare sia all’ambito di attività  che alla relazione che si instaura tra istituzioni e terzo settore. L’idea che possa essere auspicabile ai fini dell’interesse generale che i soggetti istituzionali e di terzo settore di un territorio cooperino per affrontare un problema comune è lontano dai presupposti culturali degli estensori della Delibera; ciò è visto anzi in generale come affermazione di interessi particolari di posizionamento sul mercato da parte di operatori economici; e laddove ANAC prende atto - correttamente, vi è da riconoscere, ad esempio nel caso della programmazione partecipata – che esistono strumenti tesi a favorire la cooperazione tra istituzioni e terzo settore la preoccupazione principale sembra essere quella di limitarli affinché non distorcano la concorrenza, piuttosto che di stimolarli. Insomma, estirpati dallo sfondo culturale che li origina, gli strumenti ispirati al principio di collaborazione sembrano recinti cui – per motivi non ben chiariti - riconoscere l’esistenza, piuttosto che aspetti fondanti e connaturati con la natura del terzo settore.

E su questo la battaglia culturale va ripresa e rilanciata. Il DDL Delega sul terzo settore, purtroppo, sul punto (art. 4, comma 1, lettera m) è decisamente insoddisfacente e omissivo. Comprensibile: è difficile sostenere oggi le buone motivazioni del principio di cooperazione, perché vi è il rischio immediato che ciò venga inquadrato entro letture ispirate a fatti di cronaca in cui la cooperazione è coinvolta in situazioni censurabili; situazioni che certo debbono portare a riflessioni su casi in cui il principio di cooperazione ha originato pratiche non condivisibili, ma che di per sé non ne annullano minimamente il valore (come si potrebbero portare ben più numerosi casi in cui il principio di concorrenza ha portato ad esiti sociali dannosi, senza che ciò ne comporti di per sé la distruzione).

Insomma, c’è bisogno di chi - nel mondo del terzo settore e della ricerca - sappia costruire cultura su questi temi, di una politica che abbia il coraggio di non elaborare leggi destinate a durare vent’anni sulla base del titolo di giornale del giorno prima (e dell’elezione del mese successivo) e di un apparato tecnico che sappia svolgere il proprio ruolo nella consapevolezza che la via più giusta non è sempre quella più semplice.

 

Tutti i documenti citati 

 

 

 

Il 28 gennaio si è svolta presso il Polo Universitario di Savona la presentazione del progetto Re.Lig – Rete Liguria. Il progetto, finanziato dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione “A. De Mari”, promuove azioni sinergiche e condivise tra un partenariato di soggetti del terzo settore e istituzioni per la prevenzione del disagio minorile, compreso quello che assume le forme più esplicite  come la trasgressione penale e per il supporto ai ragazzi e alle ragazze già coinvolti in procedimenti penali.

Leggi l'articolo su ideeinrete.coop


Re.Lig. è un intervento interessante per due motivi: per quello che fa e per il processo che lo ha reso possibile e lo sostiene.

L’obiettivo è incidere sul disagio minorile, comprese le forme più esplicite come la trasgressione penale e intorno a questo obiettivo si è cementato un partenariato guidato dal nostro socio savonese “Il Sestante” (e in particolare con il coinvolgimento delle cooperative Progetto Città e I.So.), che comprende le istituzioni pubbliche (Centro Giustizia Minorile e Ufficio Servizio Sociale per i minorenni di Genova) altri soggetti cooperativi (tra cui l’altro nostro socio ligure Agorà), associazioni, volontariato, formazione professionale e altre aggregazioni di cittadini; e con lo una partecipazione della Compagnia di San Paolo e della Fondazione De Mari CR Savona, che non si è esaurita nel sostegno economico al progetto ma ha visto questi soggetti impegnati direttamente nell’azione di formazione e valutazione.

E questo è il primo risultato non scontato: al centro vi è un tema, il contrasto al disagio dei minori, intorno si forma un’alleanza territoriale in grado di mettere in atto sinergie e di coinvolgere a propria volta altri soggetti, a partire dalle scuole e dai distretti socio sanitari.

Questo gruppo ha lavorato in modo strutturato dotandosi, oltre che di un’assemblea del partenariato, di “Polo di regia” con compiti di governo del progetto e di una “Commissione tecnica casi” in cui capofila, servizi sociali e partner coinvolto in una specifica azione hanno affrontato le situazioni dei minori coinvolti nel progetto individuando per ciascuno un insieme di azioni organiche da implementare.

Le attività sono partite nell’ottobre 2014 e si sono sviluppate su più fronti, riassumibili in interventi a carattere preventivo indirizzati alla generalità dei ragazzi (es. azioni nelle scuole), interventi preventivi indirizzati a ragazzi con specifiche situazioni di rischio e interventi di sostegno educativo, supporto e orientamento lavorativo per i ragazzi già entrati in contatto con il circuito penale. 

Di seguito sono richiamate alcune delle azioni svolte, mentre si rimanda a questo link per il quadro completo delle azioni del progetto.

Prevenzione con i ragazzi: pillole di mediazione per la risoluzione creativa del conflitto

In due Istituti Comprensivi di Savona e Albenga sono stati condotti Laboratorio pilota di mediazione scolastica a cura del Nodo Parlato, Comitato ligure per la mediazione dei conflitti. Il progetto è stato condiviso con i genitori e gli insegnanti e i laboratori si sono quindi concretizzati in un percorso di 5 incontri con i ragazzi

 

Prevenzione con gli insegnanti: percorso di formazione

Oltre 70 insegnanti hanno partecipato a una serie di incontri condotti da esperti con competenze psicologiche e legali con la finalità di sviluppare consapevolezze e competenze nel corpo docente rispetto a obblighi, responsabilità ed effetti delle segnalazioni di casi che manifestano alta criticità o penalmente rilevanti, con l’obiettivo di definire delle linee guida volte alla gestione degli eventi.

 

La spiaggia educa

A partire dall’attività di una cooperativa sociale di tipo b inserita nel partenariato che gestisce alcuni stabilimenti balneari dove viene garantito l’accesso e la balneazione a disabili e anziani, si sono strutturati progetti per l’inserimento di ragazzi con procedimenti penali a carico in attività sociale e di volontariato o in borsa lavoro. I ragazzi hanno inoltre potuto frequentare corsi in barca a vela propedeutici alla patente nautica e per conseguire il patentino da bagnino e al contempo hanno potuto imparare a confrontarsi concretamente con la diversità della disabilità.

 

I ragazzi protagonisti: la docu-fiction “Margareth&Queen”

Avvicinarsi alla devianza, commettere i primi atti “devianti”, non è più un’esclusiva maschile. Negli ultimi anni, infatti, i dati evidenziano un significativo incremento delle segnalazioni di ragazze coinvolte in comportamenti devianti. Questo ha portato i soggetti della rete a “pensare” un progetto specifico per le ragazze e che facesse riflettere sulle tematiche del rispetto del corpo e per la prevenzione della violenza di genere. Un progetto innovativo che ha portato un gruppo di ragazze e ragazzi inseriti in Comunità Educative del territorio a realizzare la docu – fiction “Margareth&Queen”, la cui costruzione ha coinvolto diversi partner e in particolare le Coop I.So. e Progetto Città del Sestante. “Margareth&Queen” è una docu–fiction con protagonista una giovane minorenne che compie un reato di estorsione nei riguardi di un adulto (uso improprio del web – fotografie a sfondo sessuale) ed inizia un percorso di carattere giudiziario. La storia è stata inframezzata con interviste con docenti, personale delle forze di Polizia (Ufficio Minori Questura di Savona) e Polizia Postale, Direttore USSM sul tema giovani / legalità / percorso giudiziario. Il filmato è pensato per promuovere con i giovani e giovanissimi confronti ed approfondimenti sul tema dei “comportamenti dei minori, reati, la giustizia minorile”.


Vedi qui il quadro completo delle azioni del progetto