NotizieInRete 410 - 22/2/2016

Newsletter del  Consorzio Nazionale Idee in Rete

Non vedo bene la newsletter, la consulto sul web - La invio ad un amico - La condivido su 

I blog di Idee in Rete

da oggi ideeinrete.coop è anche su 

Ti segnaliamo

Una storia semplice 
e i vizi duri a morire

La Biennale della Prossimità
a Bologna nell'estate 2017

Istat, i dati demografici che questa settimana hanno fatto molto discutere: aumenta mortalità, diminuisce natalità, diminuisce la vita media, aumentano le partenze dall'Italia. Vedi la relazione

 


Terzo settore - imprenditorialità sociale

Politiche sociali e Diritti

 



Salute

Lavoro

Impresa

Migranti

Italia e mondo


di Gianfranco Marocchi

Leggi l'articolo su ideeinrete.coop


Sarà un caso, ma dopo la vicenda, tutt’ora aperta dei fondi comunitari 2007 - 2103, ancora di Sicilia vi dobbiamo parlare. Come direbbe Jessica Rabbit, la Sicilia non è cattiva, è che la governano così

Facciamo un salto indietro di qualche anno: le ASP siciliane bandiscono l’una dopo l’altra importanti gare, dell’importo ciascuna di alcuni milioni di euro, per servizi di assistenza domiciliare, ADI e altre prestazioni socio sanitarie. Le gare sono aggiudicate in gran parte ad uno stesso soggetto; e fin qui nulla di strano, complimenti al vincitore, punto e a capo.

Insomma, a ben vedere qualcosa da approfondire ci sarebbe, se nel dicembre scorso il presidente dell’ANAC Cantone dichiarava “Le coop che hanno vinto molti degli appalti nelle Asp siciliane avevano dei riferimenti in uno dei gruppi coinvolti con Mafia capitale - dice il presidente dell’Anac -. La stessa coop ha ottenuto l’affidamento in almeno 6 casi su 9, con criteri che sono stati ritenuti discutibili sia per quanto riguarda il bando che l’affidamento” e segnalava di aver proceduto con opportune segnalazioni alle autorità giudiziarie. 

Ma in fondo ciò che fatto è fatto, chi di dovere appurerà l’eventuale presenza di irregolarità in quei procedimenti, andiamo avanti, tanto più che ormai siamo ad un nuovo capitolo.

 

Sì, perché tanto il periodo di quegli affidamenti è giunto al termine e ora vanno bandite nuove gare. In una situazione tra l’altro in cui l’impresa di cui sopra è incorsa nel frattempo in una serie di situazioni problematiche. Non che ciò precluda in alcun modo la riaggiudicazione dei servizi, ma certo, ora come ora, tra un'inchiesta e un titolo sul giornale, il complesso delle situazioni verificatesi potrebbe forse rendere non così scontata la riconferma del soggetto in gestione; e soprattutto, sarebbe del tutto anomalo, anche dopo i richiami dell’ANAC, che le ASP procedessero a proroghe del servizio; salvo, beninteso, cause di forza maggiore.

 

Un’idea però, potrebbe essere crearle, le cause di forza maggiore.

Ad esempio, di recente, una ASP siciliana bandisce, contro ogni norma vigente – dal DPCM 30/3/2001 applicativo della 328/2000 alla recentissima legge 11/2016, l’appalto in lotto unico della durata di 3 anni + 1, del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata al massimo ribasso; tutti sanno che non si può e che dunque inevitabilmente partiranno diffide e ricorsi - quello di Federsolidarietà è già partito -  che con ogni probabilità saranno accolti. Uno smacco? Una sconfitta? Forse, ma da un certo punto di vista non tutto il male viene per nuocere.

Chiediamoci infatti cosa consegue da questi bandi originali? Sembra di vederli, i dirigenti dell’ASP, allargare le braccia: “noi avevamo fatto una procedura assolutamente oggettiva basata solo sul prezzo, ci dicono che forse non si può e nostro malgrado dobbiamo ribandire la gara, in attesa delle verifiche del caso siamo costretti da cause di forza maggiore (eccole!) a prorogare il soggetto in gestione”. 

 

Fantascienza? No di certo, visto che è esattamente quanto avvenuto a settembre 2015 con la gara per l’affidamento del servizio di cure domiciliari nel territorio di un’altra ASP, dove a causa delle diffide circa la contestazione del criterio di aggiudicazione al massimo ribasso la gara, inizialmente bandita per il settembre 2015 è stata rimandata per adesso di 5 mesi, confermando nel frattempo il soggetto in gestione. 

E poi chissà, magari tra qualche mese si vedrà, magari le acque si saranno calmate.

Ad ogni buon conto: i bandi usciti, oltre alle anomalie sopra citate, contengono requisiti che una sola impresa in tutta la Sicilia possiede: quella a cui erano state aggiudicate la gran parte delle gare al giro precedente, ovviamente

Che di per sé non rende certo il soggetto in una gara europea; ma in un’isola comunque aiuta assai a predeterminare l’esito.

 

Insomma, certi vecchi vizi sono duri a morire. Soprattutto se chi dovrebbe giocare un ruolo di controllo latita. 

Su questi bandi avrebbe dovuto vigilare l’Assessorato Regionale alla Sanità - a cui sempre Federsolidarietà ha segnalato la vicenda - che evidentemente non lo ha fatto visto che ogni ASP sta utilizzando criteri, requisiti e prezzi diversi (e come si è visto censurabili)..

Dirigenti che ignorano normative consolidate, uffici regionali che guardano dall’altra parte, mentre vengono emessi bandi che, con buona pace dell’ANAC che aveva contestato i precedenti, ripropongono e ampliano le anomalie.

La Sicilia non è cattiva, è che la governano così


Leggi su ideeinrete.coop

Guarda il video su Youtube


La notizia ha iniziato a circolare nei giorni scorsi: la seconda edizione della Biennale della Prossimità si terrà a Bologna nell’estate 2017. La Biennale della Prossimità quindi riparte e rilancia, mette insieme il gruppo di promotori storici con altri nuovi compagni di strada che, dopo avere aderito all’iniziativa di Genova ora si candidano per essere anch'essi protagonisti nella seconda edizione; li presenteremo in un prossimo post.

Immagino una perplessità del lettore: ma che senso ha parlare di un evento che si terrà tra un anno e mezzo? È un po’ presto per fissare le agende, anche per i più impegnati…

Ecco, chi respira il clima Biennale della Prossimità sa che le cose non stanno così: la Biennale è un prodotto collettivo – non di un’organizzazione o di un’agenzia di comunicazione - e il fatto stesso di mettersi al lavoro per realizzarlo produce cambiamento sociale. Tanto per lanciare alcuni spunti: riuscirà il percorso verso la Biennale a far lavorare insieme per mesi sul tema della prossimità le cooperative sociali emiliano romagnole e le social street, le associazioni più strutturate e consolidate e i fermenti attivati dal “Regolamento di Bologna”, le imprese più sensibili al sociale e le scolaresche, il comune e le persone che lavorano nel sociale con le loro famiglie? La sfida, ancora prima di quello che succederà in alcuni giorni dell’estate 2017, è quindi su quanto tutti questi e molti altri soggetti riusciranno a fare un anno e più di percorso comune, conoscendosi, misurandosi, superando le diffidenze e soprattutto trovando degli spazi comuni su cui lavorare nella città.

 

 

L’evento Biennale è un momento, una grande festa, che ha un “prima” e anche un “dopo”, fatto appunto di prossimità, di presa in carico condivisa di problemi comuni. Per questo un indicatore del successo di questo percorso saranno appunto le collaborazioni e contaminazioni che ne nasceranno e che, ci piace sognare, durante o dopo il percorso della Biennale, porteranno a prendere in carico un edificio, a promuovere iniziative di auto aiuto, a coinvolgere i cittadini nella riqualificazione di una porzione di territorio.

E quindi, anche se l’evento sarà tra un anno e mezzo, il fatto che questo percorso inizi è una notizia, una notizia importante! Segnate la data: il 17 marzo alle ore 17 a Bologna in via Masini 4 presso Banca Popolare Etica si terrà il primo incontro con cui i promotori inviteranno organizzazioni e cittadinanza a essere protagonisti di questa esperienza unica.

 

 

E sin dal primo momento proveremo a sintonizzarci, a cancellare l’atteggiamento con cui tante volte ci si approccia ad un evento di comunicazione (Chi parlerà? Chi sono gli ospiti più importanti? Chi organizza? Chi c’è dietro? Chi altro è stato invitato? Tutte domande che per la Biennale della Prossimità non hanno senso!)  e ad immergerci ed entusiasmarci nel costruire insieme un laboratorio di cittadinanza.

Ma prima di aggiornarci a successive comunicazioni vi è ancora una novità, molto importante. Questo anno e mezzo di percorso non sarà solo bolognese. Perché l’appuntamento biennale sarà accompagnato da un certo numero di “Giornate della Prossimità” che, seppure con un format meno impegnativo, costruiranno dei tasselli di prossimità in diverse città italiane. Due Giornate della prossimità sono già ben definite ed hanno iniziato il percorso di costruzione condivisa sui propri territori: Lecce, nel mese di maggio 2016 e Chieri (TO) nel mese di luglio 2016; altre sono in via di definizione tra la primavera 2016 e l’estate 2017. Ma a questo, appunto, saranno dedicati successivi post. Quindi, oltre che su www.ideeinrete.coop, restate sintonizzati su