NotizieInRete 414 - 21/3/2016

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IIa Biennale della Prossimità, il percorso è partito

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ISNET e il social procurement

Come intercettare la domanda di servizi delle aziende for profit disponibili a rapportarsi con la cooperazione sociale? vedi l'iniziativa di ISNET

 


21 marzo contro le mafie

21 marzo, giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie


Terzo settore - imprenditorialità sociale

 

Politiche sociali e Diritti

 

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Italia e mondo

di Gianfranco Marocchi

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Verrà qualcuno o saremo solo noi? E… chi verrà? Alle 16.45 del 17 marzo queste erano le domande che i promotori si stavano ponendo presso la sede di Banca Popolare Etica a Bologna, dove era stata convocata la prima riunione del percorso che porterà, nell’estate 2017, alla seconda Biennale della Prossimità dopo l’esperienza genovese del 2015.

Sì, perché un invito come quello esteso alla società civile bolognese non è così facile da codificare nella grammatica delle organizzazioni. Chi organizza? “Chi vuole esserci e condivide un metodo!” Chi ci mette il marchio? “Nessuno!” Come si svolgerà la manifestazione? “Lo deciderà chi sarà parte del percorso!” Insomma, quanto basa per disorientare anche il più aperto e possibilista dei presidenti di cooperativa.

Però d’altra parte tutto ciò affascina e attrae, la parola “prossimità” evoca molte cose, forse vale la pena di andare a sentire. E così erano più di quanranta, poco dopo le 17, presenti in sala. Presenze variegate: c’erano le centrali cooperative e le social street, il CSV e piccole organizzazioni, le Misericordie e Labsus, le banche del tempo e le cooperative sociali del territorio. E soprattutto, c’erano alcuni veterani della Biennale genovese e tanti che erano lì senza sapere esattamente perché.

Poi i primi racconti di chi c’era, le domande. Sì, confermo, il fascino c’è. I dubbi anche. Chi a Genova c’era risponde, porta esperienze.

“Ma prossimità vuol dire mettere in secondo piano i diritti, dire che la gente deve rimboccarsi le maniche e cavarsela da sola?” “No, il fatto che i cittadini si attivino non mette in secondo piano i diritti. Certo, tutti dobbiamo scegliere di rimboccarci le maniche; per fare e per chiedere alle istituzioni. Non chiediamo senza fare, non facciamo tacendo sui diritti.”

 “Qual è la definizione di prossimità?” “Prossimità è quando i cittadini condividono un problema o un’aspirazione, decidono insieme come operare e si attivano collettivamente.”

“Ma non sarà una di quelle cose movimentiste che poi si perdono nel nulla?” “Se le organizzazioni lavoreranno un anno insieme si costruiscono cose importanti e durature, che vanno ben oltre le tre giornate di Biennale”.

E poi chi, pur non essendo stato a Genova si inserisce in piena sintonia con lo stile della Biennale. Labsus che parla di un diverso tipo di partecipazione che sta emergendo e delle decine di patti di collaborazione già attivi e dei 4 – 5 gruppi di cittadini che ogni settimana si rivolgono al comune per proporne altri, con la presa in carico di uno spazio comune; la Biennale potrà da questo punto di vista essere il luogo dove confrontare le esperienze dei comuni che stanno applicando il “Regolamento”. 

Una cooperativa che lavora in un quartiere difficile e che parla delle esperienze di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini. 

Un gruppo che organizza una manifestazione cinematografica da anni che potrebbe fare sinergia con la Biennale. 

Una radio locale che può essere della partita e sostenere il percorso.

 

 

Gli equilibri sono rotti. Chi è lì ha capito la proposta. Non si tratta di aderire a qualcosa, si tratta di capire se si ha voglia di fare un percorso, dove i promotori non forniscono né contenuti né formule in franchising, ma garantiscono che quello spazio e quel percorso siano di tutti coloro che vogliono condividere, promuovere, scambiare, confrontare storie ed esperienze di prossimità, che quello rimanga uno spazio agibile per tutti e non appropriato da nessuno.

Tra un mese circa l’appuntamento per iniziare a lavorare operativamente, con chi a quel punto ha scelto di esserci e di iniziare a lavorarci. Un mese per parlare con le persone, affrontare i loro dubbi, ragionare insieme. Guardiamo i volti di chi ci sta di fronte, tentiamo di leggere le espressioni. Qualche sguardo interrogativo, molti convinti a coinvolgersi e a iniziare il percorso.

Bene, la Biennale della Prossimità seconda edizione è partita! 

 

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Le mie impressioni sull'incontro 

di Carlo Andorlini

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Ieri c'è stata una bella risposta... è interessantissimo il disorientamento di qualcuno rispetto alla proposta. La dice lunga su come siamo normalmente abituati a confezionare le cose e come siamo normalmente abituati a proporle. Con la Biennale della Prossimità cambia proprio tutto questo.

E quindi, pensando alle considerazioni di ieri di chi vuole capire meglio di quale prossimità si parla mi veniva in mente, rafforzando un'idea che già avevo, che il centro della Biennale è in tre elementi:

1) E' la prossimità che chiama a raduno e non un soggetto o un tema. Per questo si rompono gli schemi classici di pensare a un tema iniziale o a una chiamata di una particolare parte di terzo settore o altro.

2) E' il metodo l'aspetto importante. Costruire momenti di incontro, scambio, presentazione, ecc... attraverso un unico filtro: aver riconosciuto un problema comune e aver provato o provare a dare una risposta insieme.

3) Il processo di preparazione oggi è l'unico (o l'unico rimasto!) che non parte da uno schema ma ci arriva attraverso la costruzione partecipata (è perfettamente riportata in altro ambito la scrittura collettiva di Don Milani).


Curioso di sapere chi sono i promotori della Biennale della Prossimità? Eccoli, con una breve descrizione di ciascuno!

E, per gli amanti dei ricordi, ecco il momento della firma, nel giugno 2013, dell'intesa tra i primi cinque promotori, da cui nascerà l'esperienza della Biennale della Prossimità.

di Paolo Maroso

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Il mercato dei servizi pubblici sconta oggi forse più che in passato alcune storture strutturali che determinano un generale peggioramento delle condizioni di lavoro e in ultima analisi della qualità del servizio stesso. Sono diversi gli istituti di varia natura che concorrono a schiacciare fino a livelli insostenibili il costo del lavoro, la marginalità prodotta e la stessa sicurezza sul lavoro. In questo contesto é chiaro che anche la cooperazione sociale, pur orientata all'attenzione alla persona ed a utilizzare le proprie stesse risorse per rendere compatibile la qualità del servizio in tutti i suoi aspetti con criteri di economicità, soffre nella morsa della "concorrenza a tutti i costi". Non é raro ormai trovare situazioni di concorrenza spietata anche tra le stesse cooperative sociali che magari si trovano a confrontarsi anche ampiamente fuori territorio negando loro per prime il proprio riferimento ai valori fondanti della cooperazione sociale.

Il riferimento al Territorio con la T maiuscola, ancorchè indifferente oggi sul piano della regolamentazione generale delle gare, dovrebbe costituire invece la caratteristica della condotta imprenditoriale della cooperativa sociale e il tratto distintivo tra queste e altre forme di organizzazione del lavoro. A partire da questo presupposto si sviluppano le prerogative che dovrebbero motivare gli EEPP a perseguire il compito costituzionale della tutela e sviluppo del sistema cooperativo. D'altro canto è fuori di dubbio che le cooperative devono ricambiare con estrema trasparenza e rendicontazione pubblica nel proprio operato queste attenzioni. Oggi più che mai il fatto che le cooperative, per definizione di legge e statutaria reinvestano sulle proprie attività di interesse collettivo gli utili prodotti, che siano in grado di attivare percorsi di inserimento lavorativo contribuendo all'integrazione umana  e alla promozione delle relazioni nel proprio Territorio, che partecipino attivamente alle reti di solidarietà ivi esistenti, dovrebbe essere un fattore decisivo perchè amministratori Locali prediligano politiche di collaborazione piuttosto che adottare indirizzi tendenti a criteri di cassa con vantaggi immediati per quanto tutti da dimostrare ma perdenti sul medio e lungo termine.

Pare di essere imprigionati nella incapacità di generare politiche di ampia visione, di prospettiva. La logica della quadratura del bilancio corrente domina sulla capacità di investimento a medio e lungo termine là dove le risorse investite possono generare economie nel tempo perchè modificano condizioni critiche strutturali.

Purtroppo anche localmente, in Toscana dove lavoro, ci sono esempi eclatanti di queste diseconomie.

Potremmo fare l'esempio tra i tanti di talune gare per servizi di cura del verde che un anno fa hanno visto l'ingresso sul territorio pratese di operatori economici che hanno praticato ribassi del 40 % su basi d'asta dove realisticamente non era sostenibile andare oltre il 20%. La cosa peggiora se si considera che al vaglio della congruitá dell'offerta é passata indisturbata la condizione per cui sulla base di un contratto aziendale in deroga, purtroppo avallato da parte sindacale, un soggetto proveniente da altra regione abbia potuto praticare una tariffa oraria corrispondente alla metà del costo orario del Ccnl delle coop sociali! In poche parole la vicenda si è conclusa  con l'abbandono del servizio da parte del soggetto economico citato dopo meno di unno di servizio perchè dimostratosi non redditizio!

Bene, oggi si è ripetuta la scena. Sempre si servizi di manutenzione del verde si sono presentati operatori con ribassi che vanno dal 35 al 40% di fronte ad una sostenibilità che si aggira sul 20%  La speranza é che stavolta il vaglio sia più stringente, ma quello che pare continui a mancare è una chiara assunzione di responsabilità politica.

 


Ecco i Cantieri del
Bene Comune 2016

 

Nel 2015 sei iniziative del network di eventi del terzo settore "I Cantieri del Bene Comune" hanno coinvolto in tutta Italia 40.000 cittadini con più di 250 eventi culturali. Nel 2016 gli appuntamenti diventano dieci e si svolgeranno da aprile a dicembre. Le novità del calendario 2016 de "I Cantieri del Bene Comune" sono state raccontate nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta il 17 marzo a Roma alla Sala Stampa della Camera dei Deputati. Sia la Biennale della Prossimità di cui Idee in Rete è tra i promotori, sia l'Happening della Solidarietà promosso da Solco Rete di Imprese Sociali Siciliane sono parte di questo network.

Aderiscono al network: Centro Nazionale per il Volontariato, Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli, Istituto Italiano della Donazione, Comitato Biennale della Cittadinanza Attiva, Cisvol - Centro di Servizio per il Volontariato di Cremona, Consorzio Sol.Co. Rete di imprese sociali siciliane, Fondazione Casa del Volontariato di Carpi, Rete Nazionale per la Prossimità, Nonprofit Leadership Forum e Centro di Servizio per il Volontariato di Verona. Le dieci iniziative riunite nel network si sosterranno a vicenda e porteranno avanti il tema/campagna del 2016: #trovaledifferenze. Il tema infatti sarà quello della contaminazione delle differenze che attraversano le nostre città.

 

Gli eventi 2016

Di seguito sono elencati gli eventi del network e, dove disponibili, le date. Per una descrizione sintetica di ciascun evento leggi l'articolo su www.ideeinrete.coop

  • 7-9 aprile, Catania – Biennale della Cittadinanza Attiva - Info sulla pagina facebook Biennale della Cittadinanza Attiva

  • 14-17 aprile, Lucca - Festival Italiano del Volontariato - Info su www.festivalvolontariato.it

  • 6-23 maggio, Carpi – Primavera del Volontariato - Info su www.casavolontariato.org

  • 18 giugno, Crema – Festa del Volontariato - Info su www.cisvol.it e sui canali social del Centro di Servizio.

  • 25 settembre, Verona – Festa del Volontariato - Info su www.csv.verona.it

  • Ottobre, Roma - Non Profit Leadership Forum – Innovazione marketing e fundraising per il Non Profit e la P.A. - Info su www.nlfitalia.it

  • 4 ottobre, Torino, Roma, Milano – Giorno del Dono 2016 -  Info su www.istitutoitalianodonazione.it

  • 11-12 novembre, Napoli - Fiera dei Beni Comuni - Info su www.fieradeibenicomuni.it

  • Novembre, Sicilia – Happening della Solidarietà - Info su: www.happeningdellasolidarieta.it

  • A partire da luglio le Giornate della prossimità (già definite quelle di Chieri il 9 luglio e di ottobre a Lecce, altre in corso di definizione) verso la Biennale della Prossimità del 2017 di Bologna - Info su: http://prossimità.net