NotizieInRete 416 - 11/4/2016

Newsletter del  Consorzio Nazionale Idee in Rete

Iscrivimi - Non vedo bene la newsletter, la consulto sul web - La invio ad un amico - La condivido su 

I blog di Idee in Rete

www.ideeinrete.coop 

info@ideeinrete.coop 

Ti segnaliamo

Gli appalti, il codice... e noi

Riusiamo l'Italia

Istat, NoiItalia2016

Vedi i dati a livello nazionale, suddivisi per regione e con i confronti europei su:

Vedi un commento di Flaviano Zandonai su spazio per innovazione sociale


A Varazze (SV) la cooperativa Progetto Città (consorzio Il Sestante) organizza un convegno sui servizi per l'infanzia: si parla di patto educativo con le famiglie, di bisogni educativi speciali, dell'utilizzo della musica, dello sviluppo professionale degli operatori e della continuità tra nido e scuola materna.


Terzo settore - imprenditorialità sociale

Politiche sociali e Diritti

Salute

Lavoro

Impresa

Migranti

Italia e mondo

di Beppe Guerini

Leggi l'articolo completo su ideeinrete.coop


Il recepimento delle direttive europee, nel nuovo Codice degli appalti e delle concessioni, costituisce il coronamento di un lungo percorso di lavoro e di promozione, svolto in particolare verso le istituzioni europee, con l’obbiettivo di aumentare la “dimensione sociale” dei mercati pubblici ... 

Si ristabilisce così un equilibrio tra concorrenza e responsabilità sociale, con l’introduzione di maggiori possibilità per premiare il ricorso a clausole ambientali e sociali, che riportano al primato dell’interesse generale e del bene comune. 

Il nuovo impianto normativo si presenta in modo molto innovativo su tre grandi direttrici: semplificazione, trasparenza, sostenibilità ... 

... 

Emblematico di questa mutazione di prospettiva è il recepimento delle disposizioni sulle gare riservate a operatori economici che, svolgendo un determinato servizio, realizzano programmi per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili. Questa innovazione potrebbe davvero rappresentare una spinta potente di innovazione sociale, con impatti sull’inclusione di lavoratori svantaggiati di grande rilevanza. 

Vorrei qui evidenziare che, in modo malevolo e distorsivo, qualche organo di stampa, ha ritenuto di individuare in questa norma...

E’ importantissimo, quindi, che il recepimento della norma per l’inserimento lavorativo di persone disabili e svantaggiate trovi applicazione; una buona traduzione operativa di questo nuovo dispositivo, sarà certamente un ulteriore argine all’utilizzo improprio e distorsivo di forme di affidamento, come le convenzioni, che hanno avuto un ruolo importante e continuano ad averlo, ma che purtroppo, in taluni casi, sono state usate come base giuridica per costruire meccanismi di affidamento arbitrari. 

Siamo invece convinti che gli appalti riservati, che dovranno soggiacere alle normali procedure di gara, ma con vincolo programmatico e sostanziale di realizzare inserimenti lavorativi, porteranno buoni frutti sul fronte delle opportunità per chi ha gravi difficoltà di accesso al mercato del lavoro. 

... 

Importante poi nello specifico degli appalti per il welfare, il fatto che finalmente il nuovo Codice cancelli una volta per tutte il massimo ribasso. Si punta sulla qualità dei progetti con l’obbligo del criterio dell’offerta economica più vantaggiosa. E chiediamo che sia chiaramente specificato che la regola si applica anche al di sotto della soglia di 750.000 euro.

Bisognerà che questa regola sia effettivamente applicata assicurando che sia rispettato il costo del lavoro; vigilando sull’applicazione dei contratti di lavoro. Su questo punto auspichiamo che ci siano subito le Linee guida. Chi bara sul costo del lavoro deve essere escluso. Chi bara nella qualità dei servizi sociali forniti agli utenti non deve poter partecipare alle gare successive.

...

Nel caso dell’Italia, il sistema socio-assistenziale è regolato a livello nazionale dalla legge quadro 328/2000 ed è di competenza esclusiva delle Regioni che negli anni hanno legiferato in materia ed esistono molte buone prassi a livello regionale e territoriale che si sono dimostrate efficaci sul fronte della qualità e della trasparenza. Ma alcune Regioni sono indietro e non si può più attendere l’inerzia di alcune amministrazioni che, di fatto, sono colpevoli delle diseguaglianze e disparità di accesso ai servizi per i cittadini di quei territori. Ora si può aprire una nuova stagione di riforme sul welfare anche a livello locale a partire appunto dalla semplificazione e dalla trasparenza, puntando sulla legalità, sulla qualità, sull’innovazione sociale. 

Una grande opportunità per “cambiare verso” al sistema degli appalti, che da meccanismo ampolloso e burocratico che in taluni casi è stato fonte di sprechi e di malaffare, possa essere leva per un nuovo sviluppo locale.

A questo proposito dobbiamo dire che una parte importante di responsabilità ricade su di noi e sulle nostre imprese per una buona attuazione di queste norme. 

Dobbiamo noi per primi impegnarci a fondo per smascherare quanti, nelle cooperative, si comportando come predoni, facendo scorribande sui territori per la conquista di appalti a suon di ribassi, occorre che diciamo chiaro e forte che non siamo più disponibili a sostenere le ipocrisie di quanti pubblicano bilanci sociali o ostentano richiami ai valori cooperativi sui loro siti aziendali e poi fanno ribassi enormi sul costo del lavoro. 

Poiché siamo convinti che la solidarietà che si fa impresa non possa crescere sul massimo ribasso.

 

Il nodo delle imprese sociali

di Gianfranco Marocchi

Leggi l'articolo completo su ideeinrete.coop

Da La Voce del Popolo del 10 aprile 2016


Uno degli aspetti di maggior rilievo del DDL Delega di riforma del terzo settore è la revisione della disciplina sull’impresa sociale.

... Una quindicina di anni fa ci si iniziò ad interrogare sul fatto che questa forma di imprenditorialità potesse essere affiancata da altre con analoga finalità sociale, ma con forma diversa da quella cooperativa ... E così si giunse a delineare, con una legge del 2005 e un successivo decreto nel 2006, l’impresa sociale ... [ma] la valutazione condivisa è che le norme di 10 anni fa siano servite ben poco a suscitare nuove energie imprenditoriali in ambito sociale. Perché?

La risposta la potremo riassumere così: quelle leggi ponevano moltissimi vincoli (nessun utile ai soci, prescrizioni molto restrittive sulla governance) e nessun beneficio per chi vuole essere impresa sociale. Di qui la necessità di mettere mano a questa normativa.

Durante questi mesi si è discusso parecchio, nell’ambito della riforma del terzo settore, proprio su questo punto.

Leggi l'articolo completo su ideeinrete.coop

http://www.riusiamolitalia.it

https://www.facebook.com/Riusiamolitalia


Riusiamo l'Italia è un libro di Giovanni Campagnoli ma non solo: è uno spazio web in cui sono documentate decine di esperienze in cui un immobile o un'are inutilizzata sono stati recuperati per il bene comune. Ed è una pagina facebook in cui sono diffuse informazioni aggiornate sulle esperienze di riuso. E molte altre cose: una piattaforma di matching tra spazi abbandonati e persone interessate ai riuso, opportunità formativa, ecc. 

«L'Italia è "piena di spazi vuoti" e riuscire a riusarne anche solo una minima parte, affidandoli a delle start up culturali e sociali, può diventare una leva a basso costo per favorire l'occupabilità giovanile. Oltre ad essere un'azione che può contribuire, dal basso, allo sviluppo del Paese, ripartendo da quelle "vocazioni" artistiche, creative, culturali, artigianali che hanno fatto apprezzare l'Italia nel mondo e che interessano oggi ai giovani, sempre più capaci di re-interpretarle sulla base dei paradigmi contemporanei»

Leggi l'articolo su ideeinrete.coop

 


Non c'è solo il mercato

 

 

di Dino Barbarossa

Leggi l'articolo su ideeinrete.coop


Nel dibattito acceso sul codice degli Appalti e sugli interventi che vi si riferiscono si cerca di regolamentare il mercato per evitare che si alimenti un sistema corruttivo da tempo diffuso in ogni parte del Paese.

È un’esigenza sacrosanta, che deve però partire dalla consapevolezza che il sistema corruttivo non si è diffuso per colpa delle imprese, ma per colpa delle lobbies politico-affaristiche-mafiose.

Sono i poteri forti che da sempre inquinano il mercato e la società ed è veramente uno specchietto per le allodole ipotizzare che una impresa, una cooperativa possa determinare motu proprio le regole del gioco.

La prova di questa aberrazione sta nel fatto che le imprese inquadrate in questo gioco mutano pelle in maniera eterodiretta e addirittura passano dallo stato “inquinato” allo stato “libero” grazie ad una semplice ripulitura dei vertici aziendali.

Mi fa specie vedere le cooperative di “mafia capitale” – così come tante altre imprese sequestrate e interdette – che vengono commissariate e sol per questo rimesse nel sistema produttivo.

Mi chiedo se i requisiti con i quali queste imprese partecipano “libere” agli appalti non siano per caso stati acquisiti con il sopradetto sistema corruttivo. In altri termini un’impresa sta nel mercato grazie a requisiti acquisiti illegittimamente sol perché adesso ha un management istituzionale? E questo non è inquinamento del mercato?

Se però il tema del dibattito si riconduce unicamente alla “forma” delle gare d’appalto – massimo ribasso o offerta economicamente più vantaggiosa – allora è chiaro che si vuole affrontare la questione solo epidermicamente e non giungere al cuore del problema.

...

Ma volendo provocare fino in fondo, quando parliamo di Servizio socio-sanitari-educativi parliamo di servizi pubblici esternalizzati e parliamo di servizi rivolti ai cittadini.

...

Ma se un ente pubblico decidesse di dialogare direttamente con il cittadino, questo “mercato” scomparirebbe, mentre permarrebbero ed anzi si svilupperebbero forme di impresa relazionale e comunitaria.

La mia idea è che si stabiliscano i Livelli essenziali di assistenza e cura e le relative tariffe e che ogni cittadino, in ogni parte del Paese, possa chiedere come diritto ed ottenere come prestazione servizi socio-sanitari-educativi.

All’erogazione di tali servizi provvedono imprese no profit che abbiano un accreditamento ed un radicamento territoriale e che vengano scelte dal cittadino.

In questa condizione dov’è il mercato? E soprattutto come si inquina?

Mi piacerebbe che nel dibattito attuale rientrassero concetti come “comunità”, “territorio”, “relazione”, “accreditamento”, “qualità” (non il pezzo di carta, ma la qualità praticata),…

Ritengo che se prevalessero questi elementi nel dibattito e soprattutto si mettesse al centro questa modalità di costruzione del Sistema dei Servizi socio-sanitari-educativi, ne trarrebbe giovamento il Terzo Settore autentico e tutte quelle forme di Impresa che hanno un vero approccio comunitario.

Ritengo che la Cooperazione sociale sia nata per questo e che le nuove forme di Impresa sociale più orientate al profitto ed al mercato non siano da mescolare con le prime.

Non serve una concorrenza spietata e non servono macchine da guerra per stare dentro un Sistema comunitario e relazionale: serve una chiara mission ed un orientamento alla persona fragile.

...

Occorre ripartire da un'azione di prossimità che si strutturi attraverso "luoghi di prossimità", cioè luoghi - ad esempio porzione di territorio urbano degradato - in cui la comunità territoriale si impegni nell'interesse comune.

La Cooperazione sociale autentica può accettare questa sfida ed esserne protagonista e può generare – come già fa - forme di collaborazione con i cittadini e le Istituzioni che affianchino ai servizi forme di collaborazione collettiva al miglioramento dei luoghi e della vita relazionale delle persone.

 

50.000

Oltre che un gradevole brano musicale è il numero che il contatore visite di www.ideeinrete.coop ha raggiunto. Il nuovo sito è online dal 23 novembre. Magari una parte dei 350 incrementi medi giornalieri saranno pure robottini che girano per il web, ma intanto ci sono circa 150 articoli che in questi quattro mesi hanno avuto almeno 150 visite, che si aggiungono a qualche centinaio di persone che ogni settimana aprono la newsletter. Grazie per l'attenzione e la fiducia, continuate a seguirci e a offrirci stimoli preziosi!