NotizieInRete 417 - 18/4/2016

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E' in corso il Festival del Volontariato di Lucca 2016, uno degli appuntamenti di maggior rilievo del circuito dei Cantieri del Bene comune. Molti i contenuti che in queste ore si stanno affollando sui media di settore. Nelle prossime ore questi materiali confluiranno nel sito dal Festival http://www.festivalvolontariato.it/

 

 

Ecco di seguito alcuni lanci da Redattore Sociale e altre testate:


Soci consapevoli per cooperative autentiche

Silvia Dini

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Nel marzo scorso il consorzio Astir di Prato ha realizzato un'intensa iniziativa in cui, sulla base di un documento condiviso, soci e ospiti esterni sono stati chiamati a offrire le proprie riflessioni. Pubblichiamo oggi l'intervento fatto in quella sede da Silvia Dini, consigliere di amministrazione di Idee in Rete.

 

Vorrei condividere con voi alcune considerazioni perché ritengo sia fondamentale riflettere attentamente su ciò che accade all'interno delle nostre cooperative, e mi riferisco alla compagine sociale, che spesso e' priva di consapevolezza e di ideali a cui ispirarsi. Quegli ideali che hanno fondato il mondo della cooperazione e che oggi, a causa dei problemi contingenti, quotidiani, spesso vengono dimenticati. 

Che cosa significa essere cooperatori? Perché questo ci distingue ampiamente dagli altri sistemi e ci rende veramente peculiari? Essere cooperatori significa abbracciare una visione del mondo e una visione del lavoro dove lavorare significa mettere insieme le risorse, significa stringere i denti insieme, significa comunque avere la consapevolezza che quello che facciamo, i servizi che offriamo, non sono solo di aiuto a noi stessi, perché contribuiscono al nostro reddito, ma sono di aiuto perché hanno un impatto sociale, perché la cooperativa è il "motore che solleva, cura e sviluppa la parte più debole della società civile" … quindi comunque è un lavoro particolare, un lavoro che , passatemi il termine, in alcuni casi , presupporrebbe quasi una vocazione.

E quindi la mia riflessione è questa: siamo noi in grado come cooperative di dire che la nostra base sociale è consapevole di questo valore, è consapevole dell'importanza di creare un luogo di lavoro ispirato ai valori etici dell'onestà, della trasparenza, della responsabilità sociale e dell'attenzione verso gli altri? Esiste la consapevolezza che Le cooperative sono basate su valori come la responsabilità, la democrazia, l'eguaglianza, l'equità e la solidarietà? Oppure i nostri soci vivono la cooperativa esclusivamente come l'ennesimo datore di lavoro? 

I nostri soci sono i gestori di un patrimonio, di norma fortemente legato ad un territorio e che può essere trasmesso alle future generazioni. ...

L'esperienza cooperativa rischia di trasformarsi in una mera impresa come tutte le altre se non si riappropria,in maniera forte, dei principi che ne hanno ispirato la fondazione. Mi riferisco all'importanza, direi vitale, di creare momenti di condivisione con i nostri soci, dove la costruzione (riappropriazione) di valori diventa fonte di ispirazione. Dove si ha la percezione reale di fare il "bene in modo buono", dove la cooperativa attiva una economia ispirata al principio della solidarietà, capace di creare socialità. Un ultima provocazione: la riappropriazione di significati è, come ho già detto, fondamentale per evitare l'inaridimento del mondo della cooperazione, ma dobbiamo anche trovare il coraggio di uscire dai luoghi dove operiamo per contaminare il mondo che ci circonda, perché il mondo ha bisogno di sapere quello che facciamo, affinché diventi un posto migliore.

 

Fiori nati dalla 
Biennale della Prossimità

 

Leggi l'articolo su prossimita.net


A seguito del workshop “Parliamo di rifiuti. Il ruolo della cooperazione di inserimento lavorativo nella gestione dei rifiuti”, uno degli appuntamenti del fitto calendario della Biennale della Prossimità di giugno 2015, si è costituita la Rete “14 luglio costituita da cooperative sociali che provengono dal Piemonte, dalla Lombardia, dalla Liguria, dal Veneto, dal Friuli Venezia Giulia, dall’Emilia Romagna, dalla Toscana e dalla Campania e che operano nel settore dei servizi ambientali. Tra i promotori dell'iniziativa vi è la cooperativa Formica, socia di Idee in Rete

Una realtà che già nel nome dichiara il proprio obiettivo: riaffermare i valori costitutivi e fondanti della cooperazione sociale. Leggi il comunicato stampa di presentazione della rete.

 

Con l'occasione gli aggiornamenti sul percorso della seconda Biennale della Prossimità: incontro dei promotori nazionali il 20 aprile e poi il 26 a Bologna seconda riunione del gruppo locale, quella in cui si inizieranno ad affrontare i nodi organizzativi e il "chi fa cosa" verso la prossima Biennale.

Si è svolto a Milano l'8 aprile il Convegno IRS "Costruiamo il Welfare dei diritti". In continuità con precedenti lavori dello stesso Istituto, è stata presentata una proposta di revisione complessiva del welfare italiano che prevede una riorganizzazione dei servizi e una redistribuzione e ristrutturazione della spesa sociale. Vedi:


Viaggio nel cuore della cooperazione

Riccardo Grozio intervista Valerio Balzini

Leggi l'articolo su ideeinrete.coop


Intervista completa su Liguria non profit

 

Riccardo Grozio intervista Valerio Balzini per Liguria Non Profit, con un "viaggio nel cuore della cooperazione". Di seguito una sintesi dei contenuti, qui l'intervista completa


”Profugopoli”... denuncia il grande business dell'immigrazione... Non le pare un po' timida la reazione del mondo della Cooperazione? 

Forse è anche vero, siamo sotto attacco da più parti e forse anche poco coesi per sviluppare una reazione collettiva. Quello che posso dire con certezza è che senza immigrati il nostro Paese e la Liguria, in particolare, sono destinati, nel giro di qualche decennio, ad un inevitabile declino, di cui vediamo già oggi i primi segni. Occorre separare nettamente il problema dell'integrazione da quello dell' illegalità. L’alternativa non è fra “accogliamoli tutti o espelliamoli tutti”. Integriamo invece nuove famiglie che possano rigenerare un tessuto sociale sempre più debole e vecchio.

La cooperazione, oggi sotto attacco dall' esterno, non ha anche gravi problemi interni, come la perdita di identità e del senso autentico dell'operare insieme? 

Il valore del volontariato, che storicamente ha generato la cooperazione sociale, purtroppo è stato smarrito, mentre rimane ancora l’elemento portante e distintivo del settore, che è sempre più identificato, sia all’esterno che all’interno, come fornitore di servizi socio-sanitari. Spesso la cooperazione sociale è considerata erroneamente come una risposta lavorativa costruita sui bisogni dei più deboli. Guai a pensarla così. ...

La risposta della Cooperazione agli scandali di Mafia Capitale è stata la petizione “Stop alle false cooperative”, .... Cosa ne pensa? 

Occorre bandire le cooperative spurie, che utilizzano questa forma giuridica unicamente per ottenere vantaggi e produrre più utili per poche persone. ... cooperazione sociale che non è più semplicemente un pezzo di welfare che il pubblico estrenalizza, ma un vero e proprio progetto di inclusione sociale, in cui l’innovazione gioca un ruolo centrale. ... occorre rispondere direttamente ai bisogni dei cittadini e delle famiglie, creando, anche insieme all’Ente Pubblico, reti fiduciarie territoriali

Come vede la Riforma del Terzo Settore promossa dal Governo? 

Una buona Riforma, anche se mi aspettavo qualcosa di più. In certi aspetti è persino un po’ timida. La nostra Legge Regionale, riconoscendo apertamente la funzione pubblica del Terzo Settore, è sicuramente più avanti.

 

Dal codice ne(g)ro al 
codice gianduja

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Ci rendiamo conto che sparare sulla Croce Rossa sarebbe più audace. Ma non è solo per divertimento che insistiamo:sollecitare e eccitare i peggiori istinti dei cittadini per finalità elettorali è quanto di più deprecabile si possa fare in politica. E quindi lo merita.

Puntata precedente: qualche settimana fa avevamo sbertucciato il candidato a sindaco di Torino Roberto Rosso intenzionato a quanto pare a introdurre un apposito "codice negro" per dare la precedenza agli italiani negli ospedali e negli altri servizi pubblici.

Sarà che ci ha letto - anche perché da quanto si può trovare in rete siamo non sono stati in tanti a contestare con una certa risolutezza il carattere razzista di queste scritte - sarà telepatia, il nostro campione ha sostituito la scritta!

Infatti in questi giorni la nuova ondata di manifesti è in tutto simile alla precedente ma - oltre a rappresentare il Nostro con un sorriso compiaciuto per la nuova trovata - recita "Ospedali, asili, case popolari: precedenza ai torinesi" (e non più a tutti gli "italiani", quindi).

Tralasciando i casi in cui ciò è già previsto (come è ovvio che sia) dai regolamenti comunali (asili - case popolari); il candidato ha in mente evidentemente agli ospedali, dove gli è stato riferito che oggi in caso di necessità oltre ai negri curano addirittura anche comaschi, bolognesi, fiorentini e altri usurpatori dei diritti degli autoctoni.

Essendo un candidato particolarmente sfortunato inonda la città di questi manifesti il giorno in cui Quotidiano sanità documenta che il Piemonte è tra le Regioni con mobilità sanitaria passiva, in cui cioè è prevalente il flusso di cittadini che vanno ad affaticare i presidi altrui piuttosto che quello contrario (e anche se il candidato potrebbe esserne rassicurato in realtà non è che ci sia da vantarsene).

Eviteremo future critiche, non farebbero che peggiorare ulteriormente la situazione.