NotizieInRete 419 - 9/5/2016

Newsletter del  Consorzio Nazionale Idee in Rete

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Silvia Dini, consigliere di amministrazione di Idee in Rete e Roxana A. Sosa presentano a Portoferraio un libro edito da Persephone edizioni, frutto del lavoro della cooperativa Altamarea. che  ha raccolto qui i lavori dei suoi ospiti: brani, pensieri, poesie, quadri, impressioni emozionanti che si sono fissate sulle pagine del libro. Ne scriveremo meglio in una successiva newsletter.

 

Consorzio Il Mosaico, la buona accoglienza a Gorizia 

di Fiorella Frandolic e Francesco Isoldi

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Il Consorzio Il Mosaico di Gorizia, per il tramite della sua consociata Aesontius, gestisce il centro  accoglienza per richiedenti asilo, in un edificio, il Nazareno, reso disponbile dalla Curia a Gorizia. Notoriamente la nostra è zona di confine e uno dei territori in cui l’afflusso degli immigrati è avvenuto in maniera massiccia e va detto che a partire dalla popolazione, raccolta in gruppi spontanei, le associazioni (la Caritas in particolare), la Chiesa e infine noi ci si è sono attivati immediatamente per rendere meno traumatizzante l’arrivo e la sistemazione di queste persone. Certo c’è stata anche una parte della popolazione che ha dimostrato ostilità e paura, ma senza mai episodi di violenza né verbale né fisica.

In media, a parte un breve periodo in cui gli extracomunitari ospitati sono scesi a 90 unità, durante l’anno 2015 vi è stata una media di 150 richiedenti asilo alloggiati presso la struttura. Le giornate degli operatori sono state sempre molto impegnative perché, in base alla convenzione con la Prefettura, dovevano essere garantiti, sin da subito, una serie di servizi e di beni da fornire: l’assistenza legale, la mediazione linguistica-culturale, il supporto infermieristico, ed ovviamente il vitto ed un alloggio che assicuri condizioni igienico-sanitarie assolutamente dignitose.

Nel corso dell’anno le attività previste sono aumentate e le persone coinvolte nella gestione della struttura sono divenute più numerose. Sono infatti intensificati i corsi di italiano organizzati presso la struttura; l’aula interna al Nazareno è funzionale a tale attività e può ospitare fino ad un massimo di 25 alunni, a seconda dei livelli di difficoltà del corso. E’ stata attivata una forma di collaborazione con una psicoterapeuta, con esperienza nel campo dell’immigrazione, per supportare gli ospiti che risentono maggiormente di disturbi dovuti allo stress post-traumatico.

Ovviamente viene tutelata la privacy degli utenti che si sentono “protetti e tutelati” anche grazie al fondamentale intervento del servizio di mediazione, che è stato potenziato e che conta di 2 operatori, che coprono plurime lingue. Grazie ai 2 mediatori è ora possibile comunicare in pashtu, urdu, farsi, dari, punjabi, tedesco, arabo ed inglese.

Sono stati inoltre avviati i rapporti con Enti ed Associazioni territoriali per realizzare progetti che prevedano attività di volontariato - internamente ma soprattutto esternamente, nel contesto della comunità che ci ospita - dal parte degli ospiti del Nazareno. Tale aspetto sta diventando progressivamente fondamentale per garantire dignità alle persone accolte, che hanno assoluto bisogno di sviluppare le proprie capacità e di tenersi occupati durante la giornata, anche per distrarre la mente dalle sofferenze patite nei loro Paesi di origine; inoltre è diventato evidente che gran parte dei richiedenti asilo ospitati sente anche la necessità di rendersi utile alla comunità che li ha accolti in questa fase cruciale della loro vita.

Oltre al proseguimento delle attività sportive - tradizionali nella nostra cultura, quali calcio e pallavolo, su richiesta della maggioranza degli ospiti, è stato allestito un campo adatto alle partite di cricket, sport molto popolare in Afghanistan e Pakistan, e si è organizzato una partita "internazionale" contro una squadra di ragazzi residenti a Monfalcone, provenienti dal Bangladesh. Hanno vinto i nostri ospiti che, con orgoglio, hanno consegnato la coppa messa in palio all’equipe del Nazareno. Recentemente alcuni ospiti hanno partecipato ad un torneo presso il circolo scacchistico di Gorizia per cimentarsi con i suoi membri ma, in questo caso, la sfida è stata impari nonostante l’impegno e l’entusiasmo dei ragazzi coinvolti. 

L’obiettivo principale che caratterizza il nostro lavoro, è stato infatti sin da subito la responsabilizzazione degli ospiti che accogliamo. Insegnare loro le regole necessarie per vivere in una comunità, più o meno estesa, e sentirle come proprie è il fine del nostro operato. Solo così potranno realmente porsi le basi di una efficace integrazione multiculturale.

Rispettando lo Stato che li ospita (e quindi le regole che Stato pone), potranno vincere la diffidenza dei cittadini goriziani che a volte - anche solo per paura di ciò che non si conosce - fanno fatica ad avvicinarsi ad una realtà così distante dalla nostra.

Un’ultima sottolineatura è relativa alla scelta operata dalla Curia tramite l’Ordine delle Suore della Providenza, che sono le proprietarie dello stabile, relativamente alla convinta destinazione dello stesso ai bisogni di accoglienza espressa dal territorio: un edificio che è stato Convento e poi Ospedale Civile di Gorizia per tornare poi luogo di culto ed ospitalità di persone consacrate, si apre ora a queste persone che necessitano di essere accolte, accudite e amate.

 

Istantanee di imprese sociali: la riforma del terzo settore

di Laura Bongiovanni

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In attesa di vedere gli sviluppi del disegno di legge, che inizierà l'esame alla Camera il 23 maggio e che si concluderà, salvo sorprese, in tempi molto brevi, ecco alcuni indicatori di conoscenza e sentiment provenienti dai dati Osservatorio Isnet, 9a edizione, presentata nel luglio 2015. 

Per quanto riguarda i livelli di conoscenza, l’iter legislativo della Riforma del Terzo Settore è seguito da più di 8 imprese su 10, (un  buon segnale del livello complessivo di attenzione e coinvolgimento delle organizzazioni). Tra le imprese sociali, sono le cooperative sociali, le associazioni e le fondazioni a registrare i livelli di conoscenza più alti con valori assimilabili a quelli del panel di cooperative sociali. Viceversa sono le imprese a base capitalistica (Srl e Spa) e a base sociale (Sas e Snc, perlopiù scuole) le organizzazioni che mostrano minor attenzione al tema Riforma del Terzo Settore.

"Sa che è in fase di discussione in parlamento la riforma del terzo settore?”

Sull’impresa sociale i pareri sono divergenti, tra aspetti positivi ed  elementi di criticità. La governance allargata e la possibilità di distribuire gli utili sono gli aspetti a più elevata criticità: il rischio, secondo il parere di una porzione del campione,  è che l’impresa sociale snaturi la propria identità a favore di modelli di impresa profit . Su questi aspetti si rileva una convergenza di valutazioni tra le cooperative sociali imprese sociali e il panel di cooperative sociali.

Inoltre, l’attribuzione automatica della qualifica di impresa sociale raccoglie pareri negativi da parte delle cooperative sociali che hanno già la qualifica di impresa sociale, poiché ritengono sia discriminatorio rispetto ai processi che in primis hanno dovuto sostenere per ottenere la qualifica.

Al contrario, le agevolazioni finanziare per le imprese sociali (fondo rotativo, crowfounding, agevolazioni fiscali per investitori) e l’estensione delle categorie di lavoratori svantaggiati in conformità con la normativa europea , sono gli aspetti che raccolgono il maggior numero di pareri favorevoli 

Il Panel Isnet è costituito da 400 cooperative sociali e 100 imprese sociali ex Lege – Clicca qui per avere maggiori informazioni sul campione e sulla metodologia dell’indagine.

 

Un gioco alla scoperta dei mestieri

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Città dei Mestieri di Torino


Il gioco educativo La città dei mestieri è un gioco di carte sulle professioni rivolto principalmente ai ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado. Si propone di far avvicinare i giovani in modo ludico al mondo del lavoro, attraverso trenta carte professioni; obiettivo di ogni giocatore sarà quello di completare la propria carta, affrontando le prove necessarie per acquisire la formazione e le competenze richieste.

Tante le professioni da esplorare, anche nell'ottica di combattere gli stereotipi professionali e di genere che portano ad una conoscenza distorta e poco funzionale delle professioni. I ragazzi potranno così conoscere nuovi mestieri, ampliare le proprie conoscenze su altri già conosciuti e riflettere sulla formazione e sulle competenze necessarie per poter svolgere determinati lavori.

Per informazioni: Città dei Mestieri tel. 011/3853400 (Marco Canta, Roberta Bertellino, Milena Paulon) e mail info@cittadeimestieritorino.org.