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Blog Local&Share: transitando su 5 processi di confine 

Giornate della Prossimità: Chieri 9 luglio 2016

Terzo settore - imprenditorialità sociale

Politiche sociali e Diritti

Salute

Lavoro

Impresa

Migranti

Italia e mondo

di Carlo Andorlini

Leggi l'articolo completo su ideeinrete.coop


Ritorna Local&Share il blog tenuto da Carlo Andorlini che esplora i luoghi di incontro tra l'agire del terzo settore consolidato e l'operatività e la cultura portata (o forse per meglio dire risvegliata) dalla sharing economy; oggi lo fa esplorando cinque processi che si pongono su questo confine e che evidenziano come percorrere questi spazi migliori l'intervento in termini di benessere di comunità e/o in efficacia (Leggi l'articolo completo):


1 - Dalla comunità verso il servizio.

Un contesto relazionale che lavora per il miglioramento di condizioni di vita e di benessere della comunità (non necessariamente sociali anzi, tutt'altro vedi l'utilizzo di energia alternativa o il riuso di spazi inutilizzati). Tale migliorament.

o, in termini di risparmio, guadagno, riuso immobiliare, ecc., permette di utilizzare il valore acquisito o creato per azioni e interventi sociali. In questo senso una prassi assolutamente evidente e di riferimento è rappresentata da “La città essenziale” in Basilicata.

 

2 - Dal servizio verso la comunità.

Si tratta di un ecosistema che fa letteralmente “uscire” le professionalità dal servizio specifico verso la comunità più o meno grande e mettendole in connessione lavorativa (appunto produttiva) con una molteplicità di possibili fruitori/utenti. Ne sono solo alcuni esempi l'infermiere di comunità e la badante di condominio.

 

3 - Dal territorio circoscritto.

Un luogo ben definito (spesso anche amministrativamente) che come molti luoghi in Italia è in fase di spopolamento, di decostruzione produttiva e di perdita conseguente di appeal per i giovani che però si rigenera grazie alla creazione di un ecosistema collaborativo che assume un ruolo da volano per la rinascita di quel contesto. Esempi da citare ce ne potrebbero essere numerosi ma forse il più emblematico per chiarezza si riferisce alla nascita del co-working a Veglio in Piemonte.

 

4 - Dall'intreccio fra attori diversi della comunità.

Uno spazio di assoluta importanza, e dove forse è più alta la sfida di questi concetti che stiamo definendo, è proprio quello dove si intrecciano processi collaborativi tra mondi diversi (persone, aziende profit, no profit, pubblico, ecc) non semplicemente per fare profitto ma per rispondere a problematiche sociali e quindi contribuire a migliorare il benessere della comunità in cui si trovano. E' un luogo che ha bisogno di strumenti attori e anche una sensibilità da portare (su cui gli attori coinvolti sposano completamente), che le organizzazioni del terzo settore esprimono, se lo vogliono, perfettamente. Un esempio che costituisce un sistema perfettibile ma molto efficace è la cooperativa di comunità di Melpignano.

 

5 - Dal bisogno individuale alla collaborazione collettiva.

Questo contesto è senz'altro il più vasto in termini di potenzialità, di esempi da fare e di prospettive. Si esprime nella capacità, non solo di comprendere e far convergere i singoli problemi individuali in un unico contenitore, ma di portare questo insieme all'interno di strumenti che poi facciano davvero funzionare il movimento collettivo auspicato. Non sono spazi che si reggono con la semplice partecipazione ma hanno bisogno della costruzione di stabile collaborazione. L'intuizione di Pilastro 2016 a Bologna ne è un perfetto esempio.

 

Questi contesti appena presentati non sono ecosistemi che trasformano le organizzazioni che si assumono il rischio (spesso imprenditoriale) di aggiungere una modalità come potrebbe e essere una delle cinque appena delineate. Non trasformano e neanche lo vogliono. Questi ecosistemi non sono pezzi di sharing ma da quella narrazione traggono in taluni casi la cultura in altri gli strumenti. E infine questi ecosistemi certamente rappresentano:

  • un contributo determinante a recuperare il ruolo di costruzione e di sviluppo di comunità che ogni organizzazione del terzo settore (in special modo le cooperative sociali) ha o dovrebbe avere; 

  • una innovazione che sperimenta nuove modalità di intervento, meno legate al rapporto con l'Ente Pubblico (o per meglio dire legate in maniera diversa meno monetaria e più per e su obiettivo), che a medio termine rappresenteranno probabilmente il polmone nuovo di vita delle organizzazioni del terzo settore. 

Nelle prossime uscite i post di Local&Share prenderanno una per una queste esperienze solo menzionate per raccontarle e “leggerle”, insieme.

Nel 2015 il Comune di Chieri aveva promosso una importante iniziativa, "AREA Festival Internazionale dei beni comuni", che sarà riproposto nel 2017; il comune ha scelto di promuovere la Giornata della Prossimità come evento intermedio tra le due edizioni del Festival AREA con un evento di tre giorni, 8 - 9 - 10 luglio, con il giorno centrale del 9 luglio che si sta strutturando con le  caratteristiche di costruzione condivisa delle Giornate della prossimità


La prima importante tappa di avvicinamento alla Biennale della Prossimità di Bologna 2017 si svolgerà a Chieri in provincia di Torino il  9 luglio 2016.

Il percorso di costruzione condivisa della Giornata di Chieri è partito nel febbraio 2016, chiedendo alle organizzazioni della società civile del territorio di proporre temi e iniziative in grado di affrontare, con diversi sguardi, linguaggi e metodi, il tema dei beni comuni e della prossimità e condivisione. 

In diversi momenti pubblici, promossi dal Comune di Chieri, sono state esposte - discusse e integrate le diverse proposte pervenute dando vita ad un percorso comune di ideazione, pianificazione e coordinamento della giornata. 

Durante gli  incontri si sono delineati i quattro macrotemi attorno a cui ruoterà l'iniziativa:

1. la rigenerazione urbana 

2. l'accoglienza e la solidarietà 

3. la qualità della vita e dell'ambiente 

4. l'economia collaborativa 

Al termine del percorso preliminare di ascolto e coinvolgimento hanno risposto circa 40 organizzazioni civiche ciascuna proponendo varie attività. Ognuno di questi quattro macrotemi ha visto la creazione di rispettivi quattro gruppi che hanno iniziato a riunirsi autonomamente e insieme all'Amministrazione per passare dalle proposte di ciascuno ad un programma integrato frutto delle sinergie tra i proponenti.

Ripercorrendo i mesi appena trascorsi, i punti qualificanti del percorso sono stati i seguenti:

  • novembre 2015 - febbraio 2016: lavoro preparatorio, anche coinvolgendo i promotori nazionali della Biennale della prossimità;

  • febbraio 2016 - aprile 2016: prima fase della programmazione partecipata con tre assemblee aperte alla società civile per presentare l'iniziativa e il suo collegamento con la Biennale della prossimità; in questa fase si passa da una ventina di associazioni interessa a circa 40, si definisce il termine per l'invio delle proposte e si sceglie di strutturare il lavoro sui quattro temi sopra indicati individuando per ciascuno un gruppo e un referente. Anche questa parte del percorso coinvolge insieme amministratori comunali chieresi anche i promotori della Biennale della Prossimità;

  • maggio 2016 - giugno 2016:strutturazione del calendario delle attività insieme ai referenti dei tavoli, definendo  luoghi e i tempi delle varie iniziative con l'obiettivo di definire ilprogramma entro il 25 maggio 2016 di diffonderlo e pubblicarlo entro il 10 giugno 2016

  • Luglio 2016: Realizzazione dell'evento

  • il processo è accompagnato dalla raccolta di informazioni utili alla valutazione in itinere ed ex post dell'evento, che sarà funzionale si al percorso della Biennale della Prossimità sia al Festival Internazionale dei beni comuni che il Comune di Chieri proporrà nel 2017

Fabric, Storie e visioni di contesti in cambiamento

Presentato presso il Salone del Libro di Torino Fabric, Storie e visioni di contesti in cambiamento. Il volume, curato da Carlo Andorlini e Luca Bizzarri, contiene saggi, oltre che dei due curatori, di Gianfranco Marocchi e di molti altri autori.

"Unidici narratori che, girando l’Italia, vedono e osservano quello che succede laddove si affaccia un nuovo modo di costruire contesti di aggregazione, che coniugano sviluppo e legame sociale.

Undici racconti – anche molto diversi fra loro – che riportano storie e visioni di un Paese che costruisce innovazione in quei luoghi «ibridi» dove prospettive, saperi e discipline si incrociano. È in questi territori sia simbolici sia reali, dove gli equilibri si indeboliscono, che sembra nascere più facilmente il nuovo."