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Rocco Nastasi, presidente del nostro socio pinerolese Consorzio Coesa e per molti anni consigliere di amministrazione di Idee in Rete, questa estate ha scelto di prestare servizio volontario a Katsika, un campo di accoglienza in Grecia. Ci racconta così la sua esperienza.

Dal 2 al 20 agosto, quest’anno sono andato a fare il volontario in compagnia di due suore e una coppia presso il campo di accoglienza profughi di Katsika, vicino a Ioannina, considerato da molti il peggiore della Grecia. Nato a marzo con mezzi improvvisati, il campo ospitava al momento 400 bambini e 940 persone, nonostante i mille disagi e le carenze. Le condizioni erano  critiche: 250 tende senza fondo e senza materassi, 15 bagni chimici, 8 docce con acqua fredda e a intermittenza. A Katsika ci sono siriani (la maggioranza, circa l’80%), siro-palestinesi, iracheni e afghani, tutti passati per la Turchia e poi in gommone fino alle isole greche soprattutto Chios e Lesbo. Da qui sono stati poi spostati nei campi dove sono in attesa di fare richiesta d’asilo in Europa. Ma l’attesa è lunga e la procedura è complicata.

La nostra laboriosità si è sommata con quella di altri 50 volontari indipendenti e di tre O.N.G. spagnole che si prodigavano a svolgere tutte le attività che in qualche modo restituivano la dignità di esseri umani, offrendo loro servizi: distribuzione indumenti, frutta fresca e latte per i bambini piccoli, scuola per i piccoli e per i grandi, attività di animazione, attività di riabilitazione per soggetti con problemi fisici, ecc….

Insomma, un vero “miracolo” vedere tutti questi volontari: giovani, famiglie, venuti attraverso il tam tam, da mille strade diverse dai quattro punti cardinali della terra, a proprie spese mettevano a disposizione le proprie competenze e il proprio tempo per un azione umanitaria che non distingueva diversità di tipo religioso o politico, coinvolgendo i profughi,tutti uniti nell’unico scopo universale “amare”!

A inizio novembre sono tornato a Katsika insieme alle suore Giuseppine MariRosa e Patrizia  e altre 25 persone, con noi abbiamo portato in Grecia un Tir e sei furgoni carichi di indumenti e altri beni prioritari, anche in previsione all’imminente arrivo dell’inverno, considerando che le famiglie si trovano in tenda senza riscaldamento!

Con piacere ho rivisto alcuni volontari indipendenti rimasti da quest’estate, non c’erano più i tutti i 50 che avevo visto in agosto ma quelli ancora presenti mi hanno chiesto di aiutarli a costituire una O.N.G. in Grecia per permettere loro di continuare ad operare e essere riconosciuti per il servizio che stanno svolgendo da marzo 2016, magari replicando questo modello anche in altri campi.

L’ONG è stata costituita a Gennaio 2017, il suo nome è “Second tree”: come dice un vecchio proverbio africano c’è sempre la possibilità i piantare un secondo albero…

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