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NotizieInRete intervista Marco Baldini

In questi giorni è molto diffusa la polemica su presunti comportamenti censurabili da parte di ONG impegnate nel salvataggio nel Mediterraneo; in sostanza l'accusa è quella di collusioni con gli scafisti. NotizieInRete ne ha parlato con Marco Baldini, Consorzio Comunità Solidale di Padova, tra i nostri soci impegnati nei servizi rivolti a migranti e richiedenti asilo.

In primo luogo, è necessario avere ben in mente la distinzione tra ipotetiche scorrettezze di un singolo soggetto e il ruolo delle ONG nei salvataggi: "Se l'ONG messa sotto accusa dal giudice a Catania sia vera o lucri, sia o meno finanziata da Soros è un tema che riguarda la magistratura, non la categoria ONG" ricorda Marco Baldini. "In questo caso, così come quando presunti comportamenti censurabili sono di cooperative o di imprese o di qualsiasi altra categoria, vanno appurate eventuali responsabilità specifiche, mentre utilizzare queste vicende per attaccare chi salva vite umane è un modo meschino di far leva sui peggiori istinti per calcolo politico e elettorale".

Ma la polemica e i numeri che stanno emergendo sono invece una conferma di quanto il ruolo delle ONG sia prezioso: "Tempo fa a chi sosteneva la necessità di perlustrare il mare per salvare vite umane veniva obiettato che si trattava di operazione impossibile, come «come cercare un ago in un pagliaio»; in realtà ciò che emerge come dato certo è che questa opera delle ONG e delle autorità contribuisce a salvare moltissime vite umane."

Ma più di tutto quanto sta accadendo evidenzia il terrificante vuoto della politica nel gestire un fenomeno epocale: "Sostenere economicamente Erdogan o i libici perché «facciano il lavoro sporco», perché blocchino le persone in fuga da conflitti senza alcuna garanzia di cosa avviene per chi è protetto da convenzioni internazionali è criminale" - evidenzia ancora Marco Baldini - "Molto meglio sarebbe utilizzare le stesse risorse per attivare e gestire corridoi umanitari e per promuovere politiche di cooperazione. E' veramente inconcepibile che sia guardato con sospetto chi salva in mare o chi si prodiga per l'accoglienza nel nostro Paese e non vi sia una rivolta di indignazione rispetto al fatto che l'Europa e l'Italia sostengano soluzioni disumane come il trattenimento di profughi in paesi che non possono assicurare i minimi standard di sicurezza. Sembra un mondo rovesciato".

E proprio quest'ultima sembra la chiave di lettura da cui partire. Sembra esserci una sorta di compiacimento per il fatto che chi fugge dai conflitti debba passare per le insidie del mare, un pensiero agghiacciante secondo cui sarebbe un bene affidare al Mediterraneo il compito di sfoltire il flusso di persone che cercano la salvezza in Europa.

 

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