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Scorrete la pagina Facebook della Biennale della Prossimità. Troverete una pluralità di esperienze,tutte pubblicate su media di settore e non nelle ultime settimane, molto diverse tra loro: riguardano la cura della persona e la cultura, il cibo e la socialità, la riqualificazione urbana e la salute; riguardano bisogni cogenti e primari come il mangiare e bisogni più elevati come andare a teatro o al cinema. Sono realizzate da soggetti diversi, formali e informali, pubblici, privati e di terzo settore. Alcune sono esperienze di cambiamento sociale importanti, altri fuochi di paglia buoni per un articolo su un giornale e poco più. Ma, lette così, una dopo l'altra, ci stimolano alcune riflessioni, che sviluppiamo nella colonna a fianco.


A Piacenza di sperimenta l'educazione intergenerazionale: una struttura che comprende un centro anziani e un asilo nido ma che presenta alcune aree comuni nelle quali anziani e bambini si incontrano e svolgono delle attività in comune, tra fiabe e attività manuali che alla fine fanno stare meglio sia gli anziani che i bambini.

A Milano alcuni ristoranti invece di buttare nella spazzatura i pasti in eccedenza lo rendono disponibile per gli indigenti donandolo a mense e comunità della Caritas, con la doppia valenza di prossimità e solidarietà nei confronti delle fasce più deboli e di contrasto allo spreco alimentare (vedi anche qui).

In un quartiere di Genova se sei anziano e non puoi portare la spesa per sei piani senza ascensore, se devi acquistare una medicina quando sei malato, fare una commissione se non puoi muoverti e per tante altre piccole necessità quotidiane puoi passare all'edicola in piazza Palermo dove il "portiere di via" ti aiuterà a cercare una soluzione. Questa attività, gratuita, che vede attivo il nostro socio Agorà, ha anche l'obiettivo di prevenire le truffe di cui spesso gli anziani sono vittime.

A Napoli grazie alla collaborazione tra ACLI e un pizzaiolo, nascono il "lunedì della famiglia" con pizza e cinema gratis per famiglie con bambini che altrimenti non potrebbero permetterselo. E sempre a Napoli i cittadini più fragili, possono ricevere visite mediche gratuite e ascolto tutti i giorni della settimana grazie a 30 medici e specialisti che  prestano l'opera gratuitamente nei confronti dei loro concittadini.

E un'antica tradizione napoletana è riproposta a Milano con la cena sospesa promossa dalla Caritas Ambrosiana e da altre iniziative analoghe in Lombardia. Ma insieme alla "prossimità che c'è", si avverte il peso della "prossimità che manca", come racconta una ricerca dell'Università Bicocca sugli anziani che vanno a fare la spesa e mangiano da soli.

A Sestri Ponente, Liguria, la prossimità si è incontrata con la tradizione attraverso la rinascita dei forni comunitari, dei quali si è tornato a parlare da qualche anno. Da quando - vuoi per la crisi, vuoi per il piacere di sapere di che farina è fatto il pane che si porta in tavola, vuoi per la rinnovata voglia di stare insieme - associazioni, centri sociali, amministrazioni comunali o semplici cittadini hanno deciso di riproporre un modello antico di aggregazione e cucina tradizionale. L'esperienza si è diffusa anche in altre zone d'Italia come Roma, Val D'Aosta e Piemonte.

In Trentino una cooperativa di comunità che gestisce impianti elettrici rileva un distributore in fallimento e gli dà nuova vita ponendo lì la sede della cooperativa e dotandolo di un'officina meccanica; la stessa cooperativa, racconta Flaviano Zandonai, ha rilevato alcuni negozi di alimentari falliti. 

Sulle cooperative elettriche trentine come imprese di comunità molto ci sarebbe da dire e da leggere, come nel caso di eccellenza di Prato allo Stelvio recentemente segnalato da Confcooperative. E in generale il dibattito sulle cooperative di comunità è particolarmente fiorente, un breve viaggio su questo gruppo facebook può contribuire a farsi una prima idea.

Anche la cultura è investita dalle azioni di prossimità. A Palermo gli spettatori dei teatri possono comprare un "biglietto sospeso" a prezzo scontato per propri concittadini che a causa dei disagi economici un biglietto non avrebbero potuto permetterselo. L'iniziativa è stata lanciata dai 13 teatri della città siciliana.

Sì perché non si vive di solo pane. Per cui esperienze di prossimità come gli empori solidali (ad esempio quello di Lecce, tra i promotori della Biennale della Prossimità), diffusisi nel nostro Paese negli anni della crisi, aprono a Sondrio uno "scaffale delle relazioni" con possibilità di iscrivere gratuitamente i figli di famiglie in difficoltà ad attività sportive, culturali e di svago.

E poi ci sono le social street, in cui gruppi di vicini di casa passano dalla relazione virtuale a quella reale, e i tanti casi di feste di quartiere che assumono in sé una pluralità di significati: voglia di socialità, di relazione e contrasto al degrado dei luoghi in cui si vive. O le tante esperienze di rigenerazione di spazi ed edifici destinati al degrado e restituiti alla comunità - è di questa settimana un aggiornamento di uno dei progetti più noti, quello della Polveriera di Reggio Emilia.

O, ancora, i laboratori di comunità, dove si condividono aspetti della propria professione e si costruiscono progetti e iniziative per la propria città.

Parlando di salute, nel cuneese sono le infermiere di comunità a prendersi cura degli anziani nei comuni distanti delle valli di Maira e Grana. Un servizio sanitario promosso dall'Asl 1 che trova un punto di forza anche nella volontà delle giovani ragazze a promuovere i valori di prossimità oltre che quelli della cura alla persona.

Infine - ma non ultimo, essendo anzi uno dei principali esempi del fermento qui descritto - oltre 100 comuni italiani hanno approvato un regolamento per l'amministrazione condivisa e soprattutto, a seguito di questo, cittadini, terzo settore ed enti locali hanno stipulato oltre 400 patti di collaborazione, come racconta il rapporto Labsus  (vedi anche questo articolo su Welfare Oggi ripreso da SecondoWelfare)

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