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Mettere a sistema l’innovazione sociale. Questo il messaggio che – a latere – è uscito forte dal convegno “MINORI E GIUSTIZIA. Progetto Re.Lig. - Rete Liguria: Percorsi di crescita e di cambiamento” che si è svolto lo scorso 30 maggio a Savona.

Il convegno, organizzato dal consorzio “Il Sestante” – capofila del progetto Re.Lig – e che ha visto una ampia partecipazione di operatori del settore, aveva lo scopo, da un lato, di presentare i risultati dei primi due anni di lavoro del progetto finanziato dalla Compagnia di San Paolo e dalle Fondazioni “Agostino De Mari” e CaRiGe, dall’altro quello di lanciare nuove sfide verso il futuro con il coinvolgimento anche dei soggetti istituzionali.

E la più importante è stata quella che, sotto traccia, è emersa in molti interventi: sperimentare nuovi approcci nel sociale è oggi una necessità ma il rischio forte è che la ricerca di risorse, sempre più limitate, spinga a cercare “solo” novità a scapito del consolidamento e dell’evoluzione di nuove prassi. 

E su quest’ultimo aspetto, la dott.sa Cristina Maggia – procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Genova – non si è tirata indietro: “Il bilancio è decisamente positivo – ha affermato – Ora, però, c’è bisogno di sostegno da parte delle istituzioni. Non possiamo basarci solo sulle risorse del privato sociale per consolidare esperienze positive”.

Il progetto Re.Lig., infatti, promosso con la partecipazione del Centro Giustizia Minorile del Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, U.S.S.M. Genova, Compagnia di San Paolo, Fondazione A. De Mari, Fondazione CaRIGE è attuato da un partenariato di enti del terzo settore di cui il Consorzio Sociale Il Sestante di Savona è capofila.

Negli anni, il progetto ha consentito di raggiungere un numero ragguardevole di minori della provincia di Savona e, da quest’anno, anche di Imperia con molte professionalità messe in campo: assistente sociale, coordinatore servizi educativi, educatore, pedagogista, psicologo – avvocato – criminologo -operatore esperto della formazione professionale - regista-sceneggiatore.

Ma l’arma vincente ed innovativa, sin da subito, si è dimostrata la capacità di lavorare con azioni sinergiche, flessibili e condivise tra soggetti del terzo settore e istituzioni, tutti coinvolti, a pieno titolo, sia nella prevenzione dei reati commessi dai minori sia nella presa in carico dei ragazzi entrati nel circuito penale. Un aspetto qualificante e innovativo del progetto è proprio l’integrazione organica e lo scambio tra azioni preventive e “riparative”.

E i risultati, presentati nel corso del convegno da Antonella Saccomani de “Il Sestante” e da Francesca Anglois – ASVAPP Associazione per lo Sviluppo della Valutazione e l’Analisi delle Politiche Pubbliche, ne sono una riprova.

A più di due anni dall’avvio di Re.Lig. (gennaio 2015) sono arrivate 104 segnalazioni di ragazzi, in forte prevalenza maschile (87%) e italiana (68%); al momento della segnalazione al progetto il 62% dei ragazzi risulta essere ancora minorenne. Il 60% ha una misura di messa alla prova, solo il 3% dei ragazzi non è interessato  da  provvedimenti al momento della segnalazione.

Molteplici sono state le attività realizzate con l’accompagnamento socio educativo (79) e le attività socialmente utili (26) tra quelle attivate maggiormente. In media per ogni ragazzo è stata chiesta più di una attività (1,7): 13 ragazzi sono stati segnalati per tre o più attività, 30 per due attività, 59 per una sola con percorsi della durata media di circa 6 mesi (190 giorni) passando da una massima di 15 mesi (473 giorni) ad una minima di 22 giorni. Un indicatore della bontà del progetto, inoltre, è sicuramente rappresentato dal fatto che ben il 64% dei minori mostrano un comportamento positivo e collaborativo con gli operatori di Re.Lig; solo il 22% di loro ha avuto un atteggiamento poco collaborativo o rancoroso nei confronti della disposizione del giudice. Dati importanti che la qualificata platea ha ascoltato con interesse.

Ora, inoltre, è allo studio anche l’implementazione di un sistema per la valutazione di impatto delle azioni del progetto un aspetto sempre più determinante per “pesare” quanto le attività realizzate cambiano lo “status quo” trovato all’avvio del progetto. 

Nel corso del convegno è stato, inoltre, presentato il video “Map” realizzato dai ragazzi con la direzione di Marino Lagorio, regista ed esperto politiche giovanili del consorzio “Il Sestante”. Il lavoro rappresenta l’ideale prosecuzione di “Margareth & Queen”, la prima esperienza da “videomakers” realizzata nell’ambito del progetto, che ha riscosso un ottimo successo nelle scuole in cui è stato presentato.

Ha concluso la giornata il prof. Franco Prina, Docente di Sociologia della devianza all’Università di Torino e consulente Compagnia di San Paolo, che ha rilanciato indicando la strada per il futuro: è fondamentale dare stabilità ai progetti di qualità affinché non restino esperienze positive ma limitate nel tempo.

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