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NotizieInRete 205 - 17 marzo 2011 - Newsletter del Consorzio Nazionale Idee in Rete

SPECIALE 150° ANNIVERSARIO DELL'UNITA' D'ITALIA

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Di unità d’Italia si può parlare da molti punti di vista. Nel 1861 si è fatta l’Italia unita. Gianfranco Marocchi e Massimo Novarino hanno lavorato insieme a questa cronologia che ha come punto di riferimento le tappe attraverso cui, in questi 150 anni, si sono uniti gli italiani

Unire gli italiani significa creare ponti dove vi erano fratture, riconoscere diritti dove erano negati, sostituire la discriminazione con l’uguaglianza. Significa agire su molti fronti costruire coesione sociale, solidarietà di integrazione, sviluppare il welfare, migliorare le condizioni di lavoro, diffondere l’istruzione.

I grandi italiani protagonisti di queste storie hanno spesso costruito questi risultati con l’impegno di una vita in nome di ideali di libertà, fraternità e uguaglianza. Alcuni di loro hanno saputo dire dei semplici “no” a violenze e lacerazioni che il loro tempo riteneva naturali; ed hanno cambiato il nostro Paese in meglio.

150 anni di diritti, integrazione, solidarietà e coesione sociale

1861

Le Pubbliche Assistenze nascono come Associazioni di volontariato, libere e laiche, sotto una grande molteplicità di nomi: Croce Verde, Croce Bianca, Croce D'Oro, Società di Salvamento, Fratellanza Militare, Fratellanza Popolare.

1876

Franchetti e Sonnino realizzano un’inchiesta sulla Sicilia che apre il dibattito sulla questione meridionale.

1877

La  “Legge Coppino” del 15 luglio, n. 3961, istituisce l’obbligo scolastico in Italia, sino alla terza elementare.

1886

Con Legge 3818 del 15 aprile vengono disciplinate le Società Operaie di Mutuo Soccorso (la prima SOMS fu costituita a Pinerolo nel 1848)  che hanno costituito il primo esempio di protezione sociale dei lavoratori nonché soggetti essenziali per la creazione di luoghi e circoli di ritrovo, di cultura, di istruzione e di formazione.

1886

100 delegati, in rappresentanza di 248 cooperative, fondano la Federazione delle Società Cooperative italiane, che nel 1893 si trasforma in Lega delle Cooperative

1886

Viene pubblicato il Cuore di De Amicis, storie commoventi e piccoli eroi. Ci sono insieme poveri e ricchi, belli e brutti, da più regioni d’Italia. Insieme. C’è solo un reprobo, Franti; ci vorranno ancora un’ottantina d’anni per capire che anche lui è uno di noi. Anche le cooperative sociali, in questo, hanno fatto la loro parte.

1889

Codice Zanardelli, lo sciopero non è più reato.

1890

Il 1° maggio si celebra in Italia per la prima volta la Giornata dei lavoratori.

1890

Dopo le leggi sanitarie del 1865 e del 1888, la legge 6972 (“Legge Crispi”) trasforma le Opere Pie, che da secoli operavano per fini di carità, in IPAB (Istituti di Pubblica Assistenza e Beneficienza), distinte in istituzioni ospedaliere e istituzioni elemosiniere. Tassello del nascente welfare o intrusione nella società civile? Probabilmente entrambe…

1891

Viene pubblicata l’Enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII. Nasce la “Dottrina Sociale della Chiesa”, che riprende e valorizza la crescente attenzione della Chiesa Cattolica ai grandi cambiamenti sociali di quei decenni e le esperienze dei “Santi sociali” (fin dal 1848,  grazie a Don Giovanni Bosco, opera a Torino la Società Salesiana).

1899

Nasce la Federazione italiana delle Società di Mutuo Soccorso (oggi FIMIV) che raccoglie attorno a sé decine e decine di esperienze.

1899

Nasce la Unione Federative delle Misericordie (oggi Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia) riunendo in sé le più antiche esperienze di volontaria e autonoma dedizione agli altri realizzate nel nostro paese (si ha testimonianza della nascita della Misericordia di Firenze nel 1244).

1904

Le decine e decine di Pubbliche Assistenze esistenti si federano nella Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS).

1906

Nasce la Confederazione Generale del Lavoro (CGdL) per iniziativa delle Camere del Lavoro, dalle Leghe, e federazioni sindacali e da 700 sindacati locali, realtà che avevano cominciato a sorgere in Italia dal 1970.

1907

Maria Montessori, una delle prime donne italiane laureate in medicina, apre la prima “Casa dei bambini”. Mostra agli italiani che anche le donne sanno pensare e che anche i “deficienti” – così si definivano allora – possono imparare.

1907

Si costituisce anche in Italia l’associazione nazionale degli Scout (oggi AGESCI) sull’esempio di quanto avviato nel 1857 in Inghilterra.

1919

Suffragio universale maschile. Tutti gli uomini italiani possono votare i propri rappresentanti.

1919

La Cassa Nazionale di previdenza, costituita nel 1898, diventa obbligatoria. Nasce la previdenza sociale.

1919

Primi accordi per limitare la giornata lavorativa ad 8 ore su sei giorni alla settimana, poi stabilita per legge nel 1923. L’anno successivo viene istituita la prima settimana di ferie.

1923

La riforma Gentile porta l’obbligo scolastico a 14 anni.

1924-1943

Nel periodo fascista non solo i partiti e i sindacati ma tutte le esperienze di associazionismo autonome vengono sciolte ex lege. Ciò non toglie che, in diversi casi, essere sopravvivano in via informale se non clandestina, contribuendo a mantenere vivi principi e valori, nonché a educare i giovani e futura classe dirigente, che rivedranno la luce con la Resistenza e sono alla base della nostra Costituzione.

1945

Con l’avvio della Liberazione del paese rinascono i partiti, i sindacati, le associazioni. Rinasce l’impegno civile, con così tante espressioni che non si può elencarle tutte. Rinascono anche le organizzazioni del movimento cooperativo.

1945

Le “Ultime lettere dei condannati a morte della resistenza italiana” raccontano una generazione eroica che va incontro alla morte per mano dei nazifascisti con la convinzione di aver lottato per un mondo migliore per chi verrà in futuro.

1945

L’8 marzo, nelle zone dell’Italia liberata, viene celebrata la prima “Giornata della donna”  per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.

1945

Il film Roma, città aperta inaugura un decennio in cui il cinema fa conoscere l’Italia agli italiani. Prezioso allora per conoscersi e comprendersi meglio, oggi per ricordare quello che siamo stati.

1946

Suffragio universale. Non è passato così tanto. Da allora tutti i cittadini italiani, uomini e donne, possono votare.

1947

Esce, ignorato da tutti “Se questo è un uomo” di Primo Levi. Forse allora la ferita di un’Italia che aveva conosciuto le leggi razziali era ancora troppo recente. Nove anni dopo il libro, ripubblicato, diventa un successo. L’Italia è matura per provare orrore verso le discriminazioni razziali. È ancora così?

1948

Il 1 gennaio entra in vigore la Costituzione Italiana.

1948

Abolizione della pena di morte in Italia; era già stata abolita nel 1889 (e di fatto dal 1877), ma era stata poi reintrodotta dal fascismo. Le ultime esecuzioni risalgono al 1947.

 

1948

Viene approvata dalle Nazioni Unite la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

1948

Adriano Olivetti fonda il Movimento Comunità, utopia per armonizzare sviluppo, democrazia e diritti.

1955

Il discorso ai giovani sulla Costituzione di Calamandrei rappresenta uno dei punti più alti di una generazione che ha sognato un’Italia migliore (ascoltalo, ne vale la pena: 1 2- 3)

1960

La Rai, che aveva cominciato a trasmettere programmi televisivo nel 1954, manda in onda “Non è mai troppo tardi”. Molti italiani impararono così a leggere e a scrivere. Ci ricorda che la televisione potrebbe avere anche una funzione sociale. Potrebbe.

1965 – 1967

Grazie a Don Lorenzo Milani si scopre che l’obbedienza non è più una virtù e che quindi obiettare per seguire la propria coscienza si può e si deve. La Lettera ad una professoressa ci insegna che una scuola diversa può includere, se sa parlare la lingua dei ragazzi.

1968

Con la legge 486 il lavoro dei disabili diventa un diritto, alla cui realizzazione tutti i soggetti del sistema produttivo sono tenuti a contribuire. Verrà poi sostituita dalla legge 68/1999 che rappresenterà un passo in avanti dal punto dal punto di vista culturale verso il collocamento mirato.

1970

Approvato lo Statuto dei lavoratori.

1970

Le Regioni, pur essendo previste in Costituzione, vedono solo finalmente in quest’anno l’elezione de Consigli Regionali, una atto di decentramento che apre nuovi spazi di partecipazione per i cittadini.

1972

A seguito della lotta di tanti giovani, iniziata da Pietro Pinna nel 1948, con la legge 772 viene riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare e nasce il servizio civile.

1972

Il “Club di Roma” pubblica il Rapporto sui limiti dello sviluppo, passaggio fondamentale per la presa di coscienza dell’opinione pubblica sulla questione ecologica.

1974

I “decreti delegati” introducono la partecipazione di studenti e insegnanti alla vita della scuola.

1974

Referendum sul divorzio. Una battaglia civile, certo, ma soprattutto l’introduzione di uno strumento di democrazia diretta nel nostro paese. Forse talvolta mal utilizzato, certamente svilito da una politica sempre più insofferente verso i cittadini.

1975

La legge 151 riforma il diritto di famiglia, affermando la parità tra coniugi e i diritti dei figli, legittimi o meno. Molto resta ancora da fare, se si pensa che ancora oggi donne e figli sono oggetto di violenze in famiglia più che in ogni altro luogo.

1976

La Legge 278 istituisce le Circoscrizioni comunali, un provvedimento di decentramento amministrativo che apre nuovi spazi di partecipazione per i cittadini.

1978

La legge 180 (“Legge Basaglia”) dispone la chiusura dei manicomi e istituisce i servizi di salute mentale. È una grande rivoluzione nata dal rifiuto di trattare altre persone come se non fossero esseri umani. Ha dimostrato la disumanità dell’istituzionalizzazione e la possibilità di un’alternativa.

1978

Viene istituito il Servizio Sanitario Nazionale.

1986

La legge 663 (“Legge Gozzini”) prevede strumenti quali semilibertà, affidamento al servizio sociale, detenzione domiciliare, rende cioè possibile pensare la pena come rieducativi.

1987

La legge 49 disciplina le Organizzazioni Non Governative.

1990

Viene approvata la legge 142 “ordinamento delle autonomie locali”, uno strumento che apre nuovi spazi di partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni.

1990

Con il D.Lgs. 218 nascono le Fondazioni di origine bancaria, soggetti che vedono, da un lato, la destinazione di risorse al sostegno di iniziative di utilità sociale, dall’altro, il coinvolgimento negli organi sociali dei soggetti della società civile.

1991

Le leggi 381 e la 266 riconoscono e promuovono la cooperazione sociale e le organizzazioni di volontariato. Da circa 15 anni queste organizzazioni hanno partecipato da protagoniste ad un radicale rinnovamento del welfare italiano, che ha segnato il passaggio da una società che esclude e rinchiude i problemi, alla ricerca di inclusione e integrazione. Nulla sarà più come prima. Speriamo.

1991

Caritas Migrantes pubblica il primo dossier immigrazione. L’anno prima la legge Martelli costituiva il primo esempio di regolarizzazione dei flussi di ingresso. Di lì in avanti il tema dei nuovi italiani si sarebbe posto sempre con maggior forza, tra tentativi di integrazione e paure montate ad arte a fini elettorali. Le tappe di integrazione dei nuovi italiani le leggeremo nella cronologia per il 200 anniversario

1994

Si svolge il 28 ottobre la manifestazione “La solidarietà non è un lusso”, partecipata da migliaia di persone e che porterà, nel 1997, alla costituzione del Forum Nazionale del Terzo Settore.

1997

Si costituisce formalmente il Forum Nazionale del Terzo Settore, che l’anno successivo viene riconosciuto dal Governo come parte sociale.

1999

L’ISTAT, per la prima volta, svolge il censimento dei soggetti del terzo settore, consentendo così di coglierne le rivelanti dimensioni da esso assunte.

2000

La legge 328 rappresenta il primo tentativo di definire una legge quadro per gli interventi e i servizi sociali.

2001

Con Legge 64 viene istituito il Servizio Civile Volontario, forma alternativa di servire il paese, occasione per le e i giovani di esperienze formative di cittadinanza attiva.

2001

Con Legge costituzionale 3 e la modifica dell’art. 118 viene esplicitato nel testo della nostra Costituzione il principio di sussidiarietà, un diverso modo di intendere il rapporto tra cittadini e istituzioni pubbliche nello svolgimento di attività di interesse generale.

2002

Per la prima volta, entrano al CNEL, organo previsto dalla nostra Costituzione (art. 99), rappresentanti del mondo del terzo settore.

2011

La nostra Seconda repubblica, nata dalle monetine tirate a Craxi e dal sacrificio di Falcone e Borsellino, si è imputridita oltre ogni limite, annegando tra corruzione e malcostume, tra paure montate ad arte e opportunismi di piccola bottega, tra plastica e insensatezza. Ma qualcosa si muove. Le persone inventano sempre nuove solidarietà, nascono movimenti, libri e idee diventano bandiere, le reti che si mobilitano. Chissà se potremo vedere la nascita di una nuova Resistenza e quindi un Paese diverso…

Si può fare... di meglio! 
Questa cronologia risente certamente dell’improvvisazione e più ancora dei limiti degli autori.

 Consideriamola un punto di partenza da arricchire con il contributo dei lettori che vorranno segnalare altre tappe fondamentali di questo percorso mai abbastanza compiuto.

SPECIALE 150° ANNIVERSARIO DELL'UNITA' D'ITALIA