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Riccardo Grozio intervista Valerio Balzini per Liguria Non Profit, con un "viaggio nel cuore della cooperazione". Di seguito una sintesi dei contenuti, qui l'intervista completa

”Profugopoli”... denuncia il grande business dell'immigrazione... Non le pare un po' timida la reazione del mondo della Cooperazione? 

Forse è anche vero, siamo sotto attacco da più parti e forse anche poco coesi per sviluppare una reazione collettiva. Quello che posso dire con certezza è che senza immigrati il nostro Paese e la Liguria, in particolare, sono destinati, nel giro di qualche decennio, ad un inevitabile declino, di cui vediamo già oggi i primi segni. Occorre separare nettamente il problema dell'integrazione da quello dell' illegalità. L’alternativa non è fra “accogliamoli tutti o espelliamoli tutti”. Integriamo invece nuove famiglie che possano rigenerare un tessuto sociale sempre più debole e vecchio.

La cooperazione, oggi sotto attacco dall' esterno, non ha anche gravi problemi interni, come la perdita di identità e del senso autentico dell'operare insieme? 

Il valore del volontariato, che storicamente ha generato la cooperazione sociale, purtroppo è stato smarrito, mentre rimane ancora l’elemento portante e distintivo del settore, che è sempre più identificato, sia all’esterno che all’interno, come fornitore di servizi socio-sanitari. Spesso la cooperazione sociale è considerata erroneamente come una risposta lavorativa costruita sui bisogni dei più deboli. Guai a pensarla così. ...

La risposta della Cooperazione agli scandali di Mafia Capitale è stata la petizione “Stop alle false cooperative”, .... Cosa ne pensa? 

Occorre bandire le cooperative spurie, che utilizzano questa forma giuridica unicamente per ottenere vantaggi e produrre più utili per poche persone. ... cooperazione sociale che non è più semplicemente un pezzo di welfare che il pubblico estrenalizza, ma un vero e proprio progetto di inclusione sociale, in cui l’innovazione gioca un ruolo centrale. ... occorre rispondere direttamente ai bisogni dei cittadini e delle famiglie, creando, anche insieme all’Ente Pubblico, reti fiduciarie territoriali

Come vede la Riforma del Terzo Settore promossa dal Governo? 

Una buona Riforma, anche se mi aspettavo qualcosa di più. In certi aspetti è persino un po’ timida. La nostra Legge Regionale, riconoscendo apertamente la funzione pubblica del Terzo Settore, è sicuramente più avanti.

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