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Vorrei condividere con voi alcune considerazioni perché ritengo sia fondamentale riflettere attentamente su ciò che accade all'interno delle nostre cooperative, e mi riferisco alla compagine sociale, che spesso e' priva di consapevolezza e di ideali a cui ispirarsi. Quegli ideali che hanno fondato il mondo della cooperazione e che oggi, a causa dei problemi contingenti, quotidiani, spesso vengono dimenticati.

Che cosa significa essere cooperatori? Perché questo ci distingue ampiamente dagli altri sistemi e ci rende veramente peculiari? Essere cooperatori significa abbracciare una visione del mondo e una visione del lavoro dove lavorare significa mettere insieme le risorse, significa stringere i denti insieme, significa comunque avere la consapevolezza che quello che facciamo, i servizi che offriamo, non sono solo di aiuto a noi stessi, perché contribuiscono al nostro reddito, ma sono di aiuto perché hanno un impatto sociale, perché la cooperativa è il "motore che solleva, cura e sviluppa la parte più debole della società civile" … quindi comunque è un lavoro particolare, un lavoro che , passatemi il termine, in alcuni casi , presupporrebbe quasi una vocazione.

E quindi la mia riflessione è questa: siamo noi in grado come cooperative di dire che la nostra base sociale è consapevole di questo valore, è consapevole dell'importanza di creare un luogo di lavoro ispirato ai valori etici dell'onestà, della trasparenza, della responsabilità sociale e dell'attenzione verso gli altri? Esiste la consapevolezza che Le cooperative sono basate su valori come la responsabilità, la democrazia, l'eguaglianza, l'equità e la solidarietà? Oppure i nostri soci vivono la cooperativa esclusivamente come l'ennesimo datore di lavoro?

I nostri soci sono i gestori di un patrimonio, di norma fortemente legato ad un territorio e che può essere trasmesso alle future generazioni. ...

L'esperienza cooperativa rischia di trasformarsi in una mera impresa come tutte le altre se non si riappropria,in maniera forte, dei principi che ne hanno ispirato la fondazione. Mi riferisco all'importanza, direi vitale, di creare momenti di condivisione con i nostri soci, dove la costruzione (riappropriazione) di valori diventa fonte di ispirazione. Dove si ha la percezione reale di fare il "bene in modo buono", dove la cooperativa attiva una economia ispirata al principio della solidarietà, capace di creare socialità. Un ultima provocazione: la riappropriazione di significati è, come ho già detto, fondamentale per evitare l'inaridimento del mondo della cooperazione, ma dobbiamo anche trovare il coraggio di uscire dai luoghi dove operiamo per contaminare il mondo che ci circonda, perché il mondo ha bisogno di sapere quello che facciamo, affinché diventi un posto migliore.

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