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Il precedente numero di NotizieInRete era stato diffuso quando l'ultima immane tragedia del Canale di Sicilia era in corso. Ne è seguita una settimana dove, dopo le prime dichiarazioni del Governo, il tema è stato discusso in sede europea, con il risultato di una strategia in 13 punti e la promessa di un maggiore contributo economico per Triton. Ma, malgrado questo sia stato vissuto dal Governo come un successo, non sono mancate dure prese di posizione di tutte le organizzazioni che operano con i rifugiati e che si occupano di diritti umani, dalla Caritas al CIR, dall'UNHCR a Oxfam, ad Amnesty International e molte altre. 

Di seguito si trovano riassunti tutti gli elementi di questo dibattito, dai veri numeri del fenomeno alle proposte che erano state fatte all'Europa, per continuare con gli esiti del summit e i commenti.

Sono presenti alcuni articoli che ben riassumono i termini della questione; da parte nostra abbiamo pensato di contribuire riportando a lato un discorso - che però, ci viene il dubbio, abbiamo solo immaginato - che il Presidente Mattarella avrebbe tenuto in occasione del 25 aprile. Speriamo, un modo per riflettere sulla storia nostra e altrui, sul senso di richiamarci ai nostri valori fondanti, ai valori che danno il senso più profondo del nostro sentirci Stato e comunità, quando al tempo stesso vengono drammaticamente negati.

In esclusiva il vero discorso del Presidente Mattarella!

Non ci crederete, ma NotizieInRete può proporvi in esclusiva il vero discorso di commemorazione del 25 aprile del Presidente Mattarella – anche se, per motivi che non ci spieghiamo, risulta diverso da quelli comparsi sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica (che sono comunque molto belli: 1 - 2 - 3).

“Care concittadine e concittadini, rappresentanze delle associazioni partigiane, autorità civili, militari, è con vibrata emozione che, per la prima volta dalla mia elezione, commemoro la libertà riconquistata… Una libertà costata sacrifici e sangue, sofferenze e dedizione, in molti casi, molti, fino all'eroismo personale. [Il Presidente si asciuga il sudore. Tentenna.] La Resistenza mise radici nelle città e nelle campagne, costruendo una rete di solidarietà umana, e anche di condivisione civile e ideale… [il Presidente si blocca; si rivolge ad una giovane li presente, trent’anni e una faccia un po’ secchiona, che risulterà poi essere la sua ghost writer]”

“Scusa tu sei stata bravissima, il discorso era perfetto, sono io che proprio non ce la faccio.

“Guarda qua [il presidente sfoglia con foga il discorso preparatogli, con un lapis sottolinea qua e là delle frasi]: «… i cittadini vittime della barbarie nazifascista…»; «… la popolazione stremata da anni di orribile guerra…» «… le ignobili persecuzioni…» 

E noi cosa facciamo? Ce li abbiamo lì, le persone che oggi fuggono dalle barbarie – ma i tagliagola ci impressionano molto di più se decapitano un occidentale, se ammazzano un africano o un mediorientale il problema ci sembra minore - le persone vittime dalla guerra e delle persecuzioni. E tutto quello che sappiamo fare – governanti italiani e europei insieme - è pensare di bombardare le barche prima che partano (a parte che questa mi sembra, come direbbe il Presidente del consiglio, una gran bischerata, mi sa che lui e l’altro ragazzotto delle mie parti al Governo hanno fatto troppi videogiochi, speriamo solo che gli americani quei maledetti aereoplanini ce li continuino a dare disarmati se no finisce che si fa un guaio!), così fanno che ammazzarli lì dove sono, nei loro paesi o in Libia, che tanto per noi non sembra essere un problema. Ma è mai possibile farsi venire in mente un pensiero simile?! [Alcuni presenti bisbigliano, rumoreggiano, si guardano preoccupati]

E la «rete di solidarietà umana nelle città e nelle campagne» che vi ho citato prima? Ma sì certo, oggi siamo così solidali che magari si usano più navi ma le si tiene vicino alle coste, tanto quei disgraziati si inabissano prima, siamo così solidali che nessuno questi poveracci vuole prenderseli! Ah, ecco, nel discorso ci sono anche «gli italiani che con coraggio si opposero alle persecuzioni e accolsero le vittime della follia razzista». E questi no? Celebriamo gli eroi di settant'anni fa e le vittime delle persecuzioni di oggi col cavolo che le vogliamo accogliere!

[Il presidente, mentre parla, straccia ad uno ad uno i fogli del discorso, e li butta nervosamente a terra; poi, dopo un attimo di silenzio, continua a voce bassa, quasi parlasse tra sé e sé]

Ecco ora li sento già, scrivono a migliaia su internet da tutte le parti, “prenditeli a casa tua, Presidente, tu e il tuo amico Morandi che avete i soldi!” Sarò semplicistico, ma dico: siamo 60 milioni di italiani (e in Europa siamo oltre 740 milioni!), mettiamo anche di raddoppiare il numero di rifugiati del 2014, arriviamo a 120 mila disperati fuggiti da morte atroce. Uno su cinquecento. 10 su un comune di 5 mila abitanti. Insomma, se ciascuno gli offre da mangiare una volta all'anno il problema di come sfamarli l’abbiamo quasi risolto. Va bene, io e tanti altri che i soldi ce li abbiamo possiamo offrirgliene anche due al mese, di pasti, anche per chi non può, così i conti tornano... [Ora il Presidente si rivolge chiaramente ai presenti, ad alta voce, accorato] Se ciascuno facesse la sua parte, anche piccola, potremmo affrontare il problema! Ma figuriamoci se qualcuno lo farà, ancor più un mese prima delle elezioni dove dare addosso a quei poveracci paga eccome, in termini di voti. Ma che Italia, ma che Europa siamo!? 

Ma ci ricordiamo che di qui sono emigrate 30 milioni di persone, lo sappiamo che oggi vi sono 16 altri Stati ci sono in ciascuno più di 100 mila figli e nipoti di italiani emigrati, che nel mondo ci sono più discendenti di nostri emigrati che italiani in Italia? E il giovanotto che si sente in dovere di specificare che “sui barconi non ci sono solo famiglie innocenti”, così tanto per fa nascere il sospetto che siano terroristi, come se Isis o Al Quaeda li mandassero sui barconi: ma siamo matti? Vergogna! A noi e all'Europa. [Il Presidente diventa tutto rosso in volto, la voce gli trema dalla rabbia. Molti se ne vanno, si guardano l'un l'altro preoccupati toccando la tempia con l'indice, a dire "Il Presidente è diventato matto"]

E poi ce la prendiamo con chi accoglie. Certo ci sarà qualcuno che ha sbagliato e va punito, ma che Paese siamo se chi fa questo mestiere viene pagato poco e 10 mesi dopo, dove li trova i soldi per il cibo, l’alloggio, le cure mediche – per non parlare dello stipendio di chi lavora in prima linea nell’accoglienza e che di notte e di giorno sono è sempre pronto a recarsi al porto di turno per aiutare questi disperati? Ma sì, tutto torna, prendiamo qualcuno che ruba, diamo l’idea che tutti quelli che lavorano con i migranti sono così, in modo che chi si gira dall’altra parte si sente pure più onesto! [La gran parte delle autorità hanno già lasciato la sala. Il Presidente si asciuga ancora una volta il sudore.]

Insomma, scusate, ve lo assicuro, ci tenevo proprio perché è il primo 25 aprile da Presidente, ma oggi questo discorso non riesco proprio a farlo, mi dispiace, non riesco a far finta di niente, non ho fatto il partigiano perché all'epoca avevo tre anni, non ho proclamato l'insurrezione generale come un mio predecessore, ma credo veramente chi si è fatto ammazzare per un'Italia più giusta, a vederci qui a commemorare mentre tradiamo i valori fondamentali per cui ha dato la vita proprio non ci starebbe. E nemmeno io ci sto. Quest'anno niente discorso, poi l'anno prossimo, vedremo. [Sono andati via tutte le autorità e i giornalisti, dopo essersi promessi che nessuno avrebbe fatto cenno al discorso. Gli unici applausi, commossi, vengono da una decina di anziani partigiani superstiti]

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