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Local&Share: economia di condivisione e sistemi collaborativi

Pretesa e speranza sono le due parole che contraddistinguono questo primo post nel nuovo blog di idee in rete. Un blog che vuole affrontare il tempo dell'economia della condivisione o per meglio dire dell'economia dei sistemi collaborativi.

Pretesa perchè il tema è enorme, di moda, molto affascinante ma spesso poco afferrabile.

Speranza perchè dietro a questa suggestione si nasconde una potenzialità  straordinaria per il nostro terzo settore. Una potenzialità data dall'enorme possibilità di poter essere soggetti leader nel costruire sistemi locali che giocano il loro sviluppo anche attraverso la ricostruzione di filari e nodi di reciprocità, condivisione e scambio orizzontale.

Di questo parleremo da oggi in poi nei vari contributi che porteremo sotto forma di post in questa sezione. Ma andiamo per ordine....

Prima di tutto, perché questo titolo “Local&share”? Semplice, perché queste due parole portano con se nella traduzione inglese tutti i significati utili a questa riflessione operativa. Local significa locale, del luogo, urbano, orizzontale. Share significa contributo, compartecipazione, dividere, partecipare, avere in comune, avere una parte di. Insieme contribuiscono a dare la definizione per il nostro terzo settore di come poter tradurre e stare nella sharing economy.

Una grande occasione per portare i temi della condivisione e  partecipazione orizzontale delle persone a ricostruire insieme tessuto sociale,  in una logica che mette accanto l'innovazione della sharing e la relazione tra e nei contesti in cui il terzo settore quotidianamente opera. E' questo il nodo che sintetizza il nostro modo di affrontare il tema. E per questo:
- selezioneremo le esperienze di sharing che più ci sembrano utili per noi perchè non tutte sono compatibili con questa dimensione;
- faremo discussioni e approfondimenti mettendo sempre a capo del ragionamento un tema sociale o delle priorità sociali.

Una economia della condivisione che aiuta a trovare soluzione alle nuove povertà ci piace, ci preme e ci chiama a renderla operativa sul territorio, una economia della condivisione che aiuta a condividere un auto ci fa piacere,  ci interessa come forma nuova per affrontare la crisi e come modello di riapertura di canali di fiducia reciproca, ma non ci chiama all'attenzione e azione diretta. Così allora procederemo, senza meravigliarsi che nel percorso  possiamo scoprire forme davvero innovative e situazioni deboli su cui discutere.

Collaboreranno saltuariamente a questo blog alcuni compagni di viaggio che in Italia stanno sperimentando questo processo. Compagni di viaggio del terzo settore, dell'Università, del mondo dell'innovazione.

Buon viaggio allora local&share

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