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Nei giorni scorsi l'ANAC ha diffuso due importanti documenti sui rapporti tra enti pubblici e terzi settore. Il primo è un parere rilasciato ad un piccolo comune campano relativa alle convenzioni ex art. 5 delle legge 381/1991. Il parere richiama in modo condivisibile ed esaustivo la normativa vigente in merito, con contenuti sovrapponibili a quelli evidenziati ad esempio nei volumi editi da Maggioli in collaborazione con ACI sul tema (vedi qui una presentazione).

Forse di ancora maggiore rilievo è l'indizione, da parte di ANAC, di una consultazione pubblica sulle "Linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali" (vedi la presentazione della consultazione e il documento base diffuso da ANAC; qui invece ilmodulo per l'invio di osservazioni, che dovranno essere di non più di 10 mila battute e che saranno pubblicate sul sito ANAC).

La consultazione, indetta il 6 luglio scorso, sarà aperta sino al prossimo 10 settembre

Al documento - accurato e condivisibile rispetto alla ricostruzione normativa - va riconosciuto un grande merito, quello di riportare alla memoria collettiva - armonizzandoli con il complesso delle normative in materia di affidamenti della pubblica amministrazione - il portato di una legge, la 328/2000, e soprattutto del d.p.c.m. del 30 marzo 2001 ad essa conseguente, che risultavano per lo più perduti nella memoria amministrativa del nostro Paese. La quota di enti locali o di aziende sanitarie che si rifacciano (come sarebbe corretto) a tali normative ed allo spirito che le informa è drammaticamente calato nel corso degli anni ed è curioso che a richiamare tali principi - sulla base di una mera lettura dello stato della vigente normativa - debba essere l'Autorità Anticorruzione e non - cosa mai avvenuta in questi quasi 15 anni, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali o della Salute.

15 anni, appunto. E di qui le impressioni contrastanti che emergono dalla lettura del documento. 

Da una parte, letta oggi, l'impostazione culturale proveniente da un legge importante ma non così dirompente di 15 anni fa appaiono comunque stimolanti e innovativi rispetto ad una prassi che in molti casi si è appiattita su meri rapporti cliente - fornitore (talvolta valutato, da capitolato o nei fatti, meramente dal punto di vista di risparmio economico). Invece la partecipazione alla programmazione, la "piena espressione della capacità progettuale del terzo settore", la "co-progettazione", i "progetti sperimentali e innovativi", il divieto di aggiudicare al massimo ribasso, la preferenzialità per le procedure ristrette e negoziate esistono; vanno conciliate, certo, con le altre normative in merito all'affidamento di servizi, ma sono ampiamente richiamate dal documento ANAC. Quanti enti pubblici se ne ricordano ancora?

Dall'altra, il documento fa emergere, per contrasto, il vuoto desolante della politica. Il fatto che appaia come avanzata rispetto alla realtà una impostazione normativa di 15 anni orsono - per richiamare un aspetto, coeva ma non ancora informata all'art. 118 della Costituzione - è già significativo. La "riforma del terzo settore", nel testo approvato alla Camera dei Deputati, su questi temi (art. 4, comma 1, lettera m) dice poche cose o già note appunto dalla 328/2000 o piuttosto confuse. Idem, allo stato attuale il DDL sull'applicazione delle normative europee in tema di appalti e concessioni.

Delle prospettive più avanzate, sia in termini di ricerca che di prassi amministrativa locale, non se ne vede l'ombra.

NotizieInRete ne ha scritto più volte, così come Labsus, Euricse, Aiccon e tanti altri soggetti (vedi sotto), mentre più volte Federsolidarietà ha richiamato l'esigenza di conciliare il principio di competizione con quello di cooperazione nelle relazioni tra enti pubblici e terzo settore.

Ma fare sì che questi spunti diventino leggi e prassi comune dipende dal coraggio e dalla competenza dalla politica e alle amministrazioni locali. Che invece, senza un opportuno promemoria come quello di ANAC, rischiano di dimenticare anche i punti di arrivo di 15 anni fa.


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