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Sarà un caso, ma dopo la vicenda, tutt’ora aperta dei fondi comunitari 2007 - 2103, ancora di Sicilia vi dobbiamo parlare. Come direbbe Jessica Rabbit, la Sicilia non è cattiva, è che la governano così…

Facciamo un salto indietro di qualche anno: le ASP siciliane bandiscono l’una dopo l’altra importanti gare, dell’importo ciascuna di alcuni milioni di euro, per servizi di assistenza domiciliare, ADI e altre prestazioni socio sanitarie. Le gare sono aggiudicate in gran parte ad uno stesso soggetto; e fin qui nulla di strano, complimenti al vincitore, punto e a capo.

Insomma, a ben vedere qualcosa da approfondire ci sarebbe, se nel dicembre scorso il presidente dell’ANAC Cantone dichiarava “Le coop che hanno vinto molti degli appalti nelle Asp siciliane avevano dei riferimenti in uno dei gruppi coinvolti con Mafia capitale - dice il presidente dell’Anac -. La stessa coop ha ottenuto l’affidamento in almeno 6 casi su 9, con criteri che sono stati ritenuti discutibili sia per quanto riguarda il bando che l’affidamento” e segnalava di aver proceduto con opportune segnalazioni alle autorità giudiziarie. Ma in fondo ciò che fatto è fatto, chi di dovere appurerà l’eventuale presenza di irregolarità in quei procedimenti, andiamo avanti, tanto più che ormai siamo ad un nuovo capitolo.

Sì, perché tanto il periodo di quegli affidamenti è giunto al termine e ora vanno bandite nuove gare. In una situazione tra l’altro in cui l’impresa di cui sopra è incorsa nel frattempo in una serie di situazioni problematiche. Non che ciò precluda in alcun modo la riaggiudicazione dei servizi, ma certo, ora come ora, tra un'inchiesta e un titolo sul giornale, il complesso delle situazioni verificatesi potrebbe forse rendere non così scontata la riconferma del soggetto in gestione; e soprattutto, sarebbe del tutto anomalo, anche dopo i richiami dell’ANAC, che le ASP procedessero a proroghe del servizio; salvo, beninteso, cause di forza maggiore.

Un’idea però, potrebbe essere crearle, le cause di forza maggiore.

Ad esempio, di recente, una ASP siciliana bandisce, contro ogni norma vigente – dal DPCM 30/3/2001 applicativo della 328/2000 alla recentissima legge 11/2016, l’appalto in lotto unico della durata di 3 anni + 1, del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata al massimo ribasso; tutti sanno che non si può e che dunque inevitabilmente partiranno diffide e ricorsi, che con ogni probabilità saranno accolti. Uno smacco? Una sconfitta? Forse, ma da un certo punto di vista non tutto il male viene per nuocere.

Chiediamoci infatti cosa consegue da questi bandi originali? Sembra di vederli, i dirigenti dell’ASP, allargare le braccia: “noi avevamo fatto una procedura assolutamente oggettiva basata solo sul prezzo, ci dicono che non si può e nostro malgrado dobbiamo ribandire la gara, in attesa delle verifiche del caso siamo costretti da cause di forza maggiore (eccole!) a prorogare il soggetto in gestione”. Fantascienza? No di certo, visto che è esattamente quanto avvenuto a settembre 2015 con la gara per l’affidamento del servizio di cure domiciliari nel territorio di un’altra ASP, dove a causa delle diffide circa la contestazione del criterio di aggiudicazione al massimo ribasso la gara, inizialmente bandita per il settembre 2015 è stata rimandata per adesso di 5 mesi, confermando nel frattempo il soggetto in gestione. E poi chissà, magari tra qualche mese si vedrà, magari le acque si saranno calmate.

Ad ogni buon conto: i bandi usciti, oltre alle anomalie sopra citate, contengono requisiti che una sola impresa in tutta la Sicilia possiede: quella a cui erano state aggiudicate la gran parte delle gare al giro precedente, ovviamente. Che di per sé non rende certo il soggetto in una gara europea; ma in un’isola comunque aiuta assai a predeterminare l’esito.

Insomma, certi vecchi vizi sono duri a morire. Soprattutto se chi dovrebbe giocare un ruolo di controllo latita. Su questi bandi avrebbe dovuto vigilare l’Assessorato Regionale alla Sanità che evidentemente non lo ha fatto visto che ogni ASP sta utilizzando criteri, requisiti e prezzi diversi.

Dirigenti che ignorano normative consolidate, uffici regionali che guardano dall’altra parte, mentre vengono emessi bandi che, con buona pace dell’ANAC che aveva contestato i precedenti, ripropongono e ampliano le anomalie.

La Sicilia non è cattiva, è che la governano così…

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