Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Cookie policy.
Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie
FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed

Orrore in Gran Bretagna (e orrenda informazione ovunque)

Nel corso della settimana i media online hanno riportato una notizia di cronaca neraproveniente dall'Inghilterra. Ci sono tutti gli ingredienti per una storia che sembra inventata per eccitare le più cupe passioni dei lettori, spendibilissima per trasmissioni con tanto di plastico, psicologo e opinionista tuttologo: delitto familiare, una madre psicologicamente disturbata che uccide la propria figlia dopo efferati maltrattamenti.

Ma i titolisti hanno trovato ulteriori spunti per confezionare una notizia da migliaia di click: l'autrice del delitto, ci informano prima di ogni altra cosa, è "lesbica e musulmana". 

Dalla lettura degli articoli si evince chiaramente come tali due caratteristiche nulla abbiano a che vedere con il delitto commesso: l'autrice non intendeva mettere in atto una forma di jihad (semmai c'entrano fenomeni di ossessione religiosa non legati ad uno specifico credo e più di tutto un evidente disturbo mentale) e il fatto che la compagna fosse un'altra donna anziché un uomo non ha alcun legame con i fatti in questione.

Ci si potrebbe chiedere se l'immagine sopra riprodotta, pur ripresa da uno dei maggiori portali mondiali, sia un caso isolato, una gaffe individuale, un copia incolla maldestro da un'agenzia . No, non è così. Basta una veloce ricerca su internet per rendesi conto di come numerosi siti, anche di media professionali e di rilievo, abbiano riportato la notizia esattamente negli stessi termini: lesbica e musulmana.


ricerca in italiano

ricerca in inglese

Viene fin troppo semplice chiedersi, con buona pace dell'UNAR, come reagiremmo ad un titolo "Eterosessuale cattolico rapina una banca" o "Eterosessuale cristiano uccide la moglie e i figli" e simili.

Circa il bagaglio culturale evocato ci si potrebbe scrivere a lungo (musulmano = violento; musulmano = fanatico; omosessuale = torbido e pervertito, "The lesbian lover who brainwashed the «perfect mum» into killing her daughter", titola un media inglese; ecc.), ma probabilmente per i lettori di Notizieinrete non è così necessario.

Contraddizioni di una società linda in superficie, dove regna anche ossessivamente il politicamente corretto, e pochi metri più in basso, dove si snoda la fogna a cielo aperto dei pregiudizi più sudici.

Il racconto più difficile (il giorno dopo i fatti di Parigi)

Non è la prima volta che NotizieInRete esce contemporaneamente ad un fatto di cronaca dirompente, tale da far sembrare i temi su cui ci appassioniamo ogni giorno futili e secondari di fronte alla morte, al dolore, alla rabbia, a tutte le sensazioni che si accompagnano ad una tragedia come quella di Parigi. E di nuovo ci si chiede se abbia senso uscire con le notizie ritmate dalla nostra quotidianità di persone che lavorano nel sociale, se sarebbe invece più rispettoso tacere o limitarsi ad aggiungere la nostra presenza alle tante voci che in queste ore si fanno sentire per solidarizzare con le vittime e condannare le barbarie.

Alla fine crediamo però che i nostri pur piccoli gesti quotidiani rappresentino un tentativo di costruire ponti, legami, coesione e solidarietà: ingredienti di un antidoto al fanatismo e alla violenza in cui rischiamo di sprofondare

E quindi NotizieInRete esce, con i contenuti che ogni settimana lo caratterizzano. Ma non senza dedicare ancora un pensiero alla strage di Parigi. Alle vittime, prima di tutto. E poi a come la strage può generare la reazione che ogni terrorista sogna, la radicalizzazione del "noi contro loro", le generalizzazioni irresponsabili che aiutano a far nascere un nuovo fanatico proprio nelle nostre città. Quanti nuovi terroristi saranno generati da uscite come quelle riportate qui sotto?



E allora, tra i tanti stimoli che in queste ore si affollano sui vari media, ci piace dare il nostro spazio a questo: ai musulmani che ci parlano di un Islam diverso da quello che sentiremo, ancor più di prima, nei discorsi di troppi politici e giornalisti. Perché sarà il racconto più difficile da fare, su cui si giocherà la capacità della nostra società di superare la crisi o di precipitare in una spirale distruttiva.

 

Quei Welcome inattesi

Difficile dire quale delle tante immagini di questi giorni intensi rimanga maggiormente nella memoria. Certo, quelle delle masse di disperati che per mare e per terra si muovono alla ricerca di salvezza. E poi le affermazioni odiose della peggiore politica italiana contro la "invasione di clandestini", culminate nei commenti farneticanti seguiti all'efferato omicidio per il quale è indiziato un ospite del CARA di Mineo (e pochi che vadano controcorrente e ci mettono la faccia per ristabilire un po' di sensatezza). E poi, pochi giorni dopo, la foto del piccolo Aylan che imprime un svolta addirittura alla politiche europee  auspicata da mesi e sino ad ora sempre negata, sino alla sospensione dell'ormai antistorico accordo di Dublino. Ma tutto questo è quanto questi tempi ci hanno abituato, con, nel male e nel bene, ondate emotive che governano le scelte delle maggiori istituzioni.

Ma una cosa no, sinceramente non l'avremmo prevista, con la nostra mentalità: quelle tante scritte di benvenuto comparse in questi giorni in Germania. Intendiamoci, anche in Italia ci sono stati tanti casi di soccorso spontaneo da parte dei cittadini sulle coste, accanto alle manifestazioni di intolleranza. Ma le scritte "welcome", tanto diverse dalla anonima e ripugnante "black man go home" di una valle piemontese, fatte proprie non solo da operatori e difensori dei diritti, ma da gente comune, nelle piazze e negli stadi tedeschi evidenziano un capitale sociale, una coscienza civile diffusa, qui veramente difficile da immaginare. E, nel dramma, è una speranza che nelle nostre società possano diffondersi tesori nascosti. 

Login Form