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Il 14 gennaio si è svolto a Roma l’incontro “La riforma che vorremmo” promosso da Forum Nazionale Terzo Settore. Si è trattata di una occasione di confronto sul DDL di riforma del terzo settore durante il quale, dopo la illustrazione dell’ultimo documento e suo allegato sul tema da parte del Portavoce Barbieri, sono intervenuti, oltre alcuni dirigenti del terzo settore, il Sottosegretario Bobba, il relatore del DDL Sen Lepri e alcuni altri Parlamentari.

Senza entrare nel dettaglio dell’incontro - di esso se ne sono occupati diversi media quali Avvenire, Italia Oggi, Redattore Sociale, Vita - riteniamo utile soffermare l’attenzione su due aspetti.

Il primo sono gli stati d’animo che aleggiavano nell’Incontro. Esso infatti è stato assai partecipato (tanto che decine e decine di persone non son riuscite ad entrare in sala) e anche dagli interventi dei dirigenti era palpabile la grande curiosità e le notevoli aspettative circa la riforma. A fianco di esse, non mancavano però anche i timori, per non dire diffidenze: vuoi perché memori delle tante promesse non mantenute del passato; ma, temo, anche perché qualsiasi riforma comporta un “rimettersi in gioco”, a nuove più adeguate regole del gioco (l’attuale quadro normativo è unanimemente riconosciuto come caotico) e vi è sempre un “onere della novità” da pagare (o, forse peggio, “orticelli da difendere”).

Un secondo aspetto riguarda un elemento di merito fondamentale della riforma: il trattamento fiscale. Infatti, nel loro intervento sia Bobba che Lepri hanno segnalato che sulla materia fiscale sono ancora in corso discussioni.L’On. Beni, anch'esso intervenuto, ha segnalato che insistono sul terzo settore ben oltre 60 norme fiscali (senza contare Decreti, regolamenti, circolari, etc. etc.) e che qualche criterio semplificatorio andrebbe trovato.

Il Sen. Lepri stesso sul punto, pur non escludendo che in mancanza di un esito condiviso alla fine potrebbe essere un’ampia delega al Governo (cosa che, da un lato, semplicemente, sposta solo in avanti il problema, dall’altra restringe per non dire elimina i margini di confronto e discussione, rimettendo la decisione al Governo), ha evidenziato come oggi sia ancora in corso una discussione per trovare uno schema condiviso ed ha proposto alcuni criteri, entro un disegno mirato in sostanza a superare trattamenti fiscali specifici per determinate forme di terzo settore e a definire il trattamento fiscale sulla base di criteri trasversali connessi al tipo di azione svolta. Combinando l’emendamento all’articolo 9 depositato dal Sen. Lepri con quanto da lui affermato in quella sede e in altre occasioni (come la volontà di semplificare la sua iniziale proposta rispetto alla suddivisione tra vendita a prezzo pieno o a prezzo di favore), sembrerebbe emergere, secondo la mia ricostruzione, il seguente quadro:

Non sono esperto della materia (anche se in questi casi viene in mente, parafrasandolo, l’aforisma di Clemanceau: “il fisco è troppo importante per farlo fare ai commercialisti”) e di certo l’individuazione dei criteri va ben pensata ed affinata, ma intanto occorre procedere con metodo, tanto più è intricato il tema. Pertanto, presumendo che se prima si riesce a trovare una qualche consenso sui criteri (con questi criteri o altri, l’importante è che siano chiari e condivisi), poi dovrebbe diventare più semplice redigere un testo normativo. E in ogni caso, se a posteriori si riscontrassero criticità nel testo scritto, ritornare al senso generale, alla “volontà del legislatore”, per correggerlo in modo appropriato.

Se poi non si dovesse trovare nel breve tempo un soddisfacente testo normativo, almeno che vi sia un “Ordine del Giorno” che impegni il Governo.

La speranza quindi è che il confronto e la discussione su questo tema trovi il bandolo della matassa. Cosa certo non semplice, poiché si tratta – se non ora da parte del Parlamento, sicuramente domani da parte del Governo - di mettere le mani su una materia oggi caotica, confusa, contraddittoria che però necessita di urgente semplificazione, uno dei cardini posto a cardine della riforma da Renzi nell’aprile 2014.

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