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Dunque, ricapitolando: a fronte di posizioni diverse di cui più volte abbiamo dato conto nelle newsletter, Camera, Senato e Governo si sono confrontati per mesi (la famosa "cabina di regia" di cui si parla nell'articolo). Alla fine è uscito un testo di cui scrivemmo: «non è forse quello ideale che avremmo desiderato ma sicuramente è il migliore che questo Parlamento può approvare. Dopo due anni di dibattiti siamo persuasi che l'alternativa non sarebbe un testo migliore, ma l'accantonamento della riforma. E questo rappresenterebbe la perdita di un'occasione importante».
Ora dalla Camera, dove il provvedimento è approdato per la discussione (forse) finale, la Relatrice segnala che il testo deve essere approfondito (forse rivisto? con slittamento a tempi indeterminati?) perché a quanto pare di alcune cose, come la Fondazione Italia Sociale, non avevano mai parlato. Strano.
Premessa: non che da parte nostra si straveda per questa trovata (tuttaltro) ma la politica è anche questo: tesi diverse, ricerca di equilibri e di sintesi e poi si va avanti. Ora, che di uno degli aspetti da mesi al centro di articoli, interviste e convegni la famosa "Cabina di regia" non avesse mai parlato parrebbe piuttosto originale. E riaprire i giochi, con il serio rischio di impantanare la riforma, sarebbe poco responsabile.

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