NotizieInRete 426 - 27/6/2016

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Beppe Guerini presidente di Cecop

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Beppe Guerini, presidente di Federsolidarietà e portavoce dell'ACI Sociali, è il nuovo presidente di CECOP-CICOPA Europa

CECOP è la confederazione europea delle cooperative di lavoro e di servizi e associa 26 organizzazioni di rappresentanza di 15 paesi europei, 35.000 cooperative di lavoro, 12.000 cooperative sociali; 2.000 imprese di proprietà dei lavoratori; 1.000 cooperative di lavoratori autonomi (artigiani e professionisti). Le 50.000 imprese aderenti hanno 1,3 milioni di occupati.

Le sue prime dichiarazioni tracciano un ben preciso programma di lavoro: «È necessario investire sul piano economico, culturale e sociale, per ricostruire un Europa più sociale a partire dal lavoro e dall’economia... In questa transizione le imprese cooperative possono svolgere un ruolo fondamentale»

Legge Delega sul terzo settore, due commenti

Il dossier di Welfare Oggi 3/2016

Il numero di Welfare Oggi in uscita in questi giorni presenta un dossier d'eccezione con riflessioni a partire dalla Legge 106/2016, la legge delega sul terzo settore. Quasi 30 pagine e 10 articoli che riguardano gli aspetti generali della delega, la revisione del codice civile, le attività di interesse generale, il volontariato, l'impresa sociale, la revisione del concetto di lavoratore svantaggiato nelle imprese sociali, la trasparenza e i controlli, gli aspetti fiscali e la riforma del servizio civile.

Cinque gli autori: oltre a Gianfranco Marocchi e Massimo Novarino che hanno curato il dossier, vi sono Luca Gori, Monica Poletto e Licio Palazzini.

Il Dossier è un tentativo di rileggere la riforma ponendosi tre domande:

1. perché si è ritenuto necessario intervenire su un determinato tema? Quali erano le principali questioni aperte rispetto alle quali era necessario intervenire?

2. Come interviene la legge su tali questioni? Cosa cambia rispetto ad oggi?

3. Quali sono le aree di potenziale criticità che il provvedimento lascia aperte e che il Governo sarà chiamato ad affrontare - se ve ne saranno le condizioni - in fase di decreti?


Ma il dossier sul terzo settore non è l'unico motivo di interesse di questo numero della rivista. Trai molti articoli presenti se ne segnalano almeno quattro:

Emilio Emmolo offre una panoramica del nuovo codice degli appalti, soffermandosi in particolare sul suo impatto sugli affidamenti nell'ambito del welfare e dell'inserimento lavorativo;

Omar Piazza descrive in modo esauriente la Carta della Buona Accoglienza, evidenziando come sia possibile offrire ai richiedenti asilo servizi di qualità con gli importi oggi a disposizione;

Andrea Fora sviluppa una riflessione sul carcere, evidenziando il ruolo delle cooperative sociali e soprattutto proponendo una visione diversa della pena;

Una intervista a Nicoletta Stame fa il punto sul tema della valutazione, proponendo un approccio basato sul coinvolgimento degli stakeholder.

 
La copertina L'indice


Si segnala che Federsolidarietà Confcooperative ha definito un accordo con l'Editore per un abbonamento a prezzi molto scontati; per fruire di queste condizioni è sufficiente scrivere a federsolidarieta@confcooperative.it compilando questo modulo.

Luca Fazzi su Animazione sociale

Una lunga intervista a Luca Fazzi su Animazione sociale numero 300 colloca le riflessioni sulla legge delega e in particolare sull'impresa sociale entro le evoluzioni e le convinzioni dominanti relative al nostro sistema di welfare.

"Si è diffuso un mantra martellante sulla sostenibilità della spesa pubblica giudicata causa dei grandi mali del terzo settore italiano: dipendenza, burocratizzazione, fino a arrivare alla collusione con la politica e con il malaffare. Tutto elementi presenti nello scenario ma che sono stati utilizzati per compiere un attacco frontale non alle disfunzioni, ma alle fondamenta stesse dello stato sociale ... Ma parlare di liberazione delle risorse della società civile come antidoto alla crisi del welfare attraverso l’istituzione di strumenti e forme di impresa finalizzata a drenare capitali privati da remunerare secondo logiche di mercato significa non avere le idee molto chiare sui processi che stanno accompagnando questo declino. La crisi del welfare è un processo ineluttabile che può essere contrastato solo attraverso nuovi modelli di welfare di mercato sociale? Perchè per esempio i servizi di assistenza agli anziani non dovrebbero essere dei diritti, oppure perché non è giusto obbligare i cittadini con maggiore reddito a pagare tasse per rispondere ai bisogni di chi a meno?"

Da queste domande prende forma una riflessione che arriva a delineare le caratteristiche di un buon welfare: un welfare che "richiede la promozione della cultura della solidarietà, a partire dalle scuole, dai media, dai dibattiti che interessano l’opinione pubblica. ... Un welfare buono implica la costruzione di architettura di collaborazione e non di competizione tra i diversi attori che compongono una comunità. Siamo abituati a pensare che l’appalto sia il migliore sistema per garantire efficienza e trasparenza nell’erogazione dei servizi, e dimentichiamo che il sistema di welfare oggi è stato a tal punto frammentato dagli appalti che si ragiona in termini di segmenti di offerta che non interagiscono gli uni con gli altri e non permettono di costruire nessuna filiera di servizi generativa di un uso razionale di risorse. ... Attenzione ei costi e burocrazia hanno fatto perdere spesso di vista completamente la logica portante degli interventi di welfare che sono azioni pensate per sostenere biografie e non solo per rispondere all’emergenza di singoli eventi. ... E un welfare buono naturalmente non può che essere un welfare partecipato e onesto, un welfare che prevede e incentiva strumenti e processi di governance aperti, in cui gli utenti trovino i propri spazi di rappresentanza e così i cittadini e si pensino a forme di responsabilità condivisa dei finanziamenti, ma non in una logica individualistica di acquisto e vendita di servizi tra un produttore e un compratore, bensì di costruzione di un’economia della reciprocità in cui il dare e l’avere ha una dimensione di progetto e di investimento condiviso. Il terzo settore e l’impresa sociale dovrebbero essere motori e protagonisti di questo tipo di welfare, un welfare in cui i mercati sono governati per produrre maggiore benessere e maggiore giustizia umana e sociale e non dove a essere governati sono gli attori chiamati a produrre solidarietà e bene comune."

 


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