NotizieInRete 433 - 1/02/2017

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Biennale della Prossimità, due scadenze il 28/2

In ricordo di Nadia

Hai iniziato o inizierai a lavorare nella tua cooperativa o consorzio nel campo della comunicazione? Vuoi dotarti di strumenti adeguati e lavorare in relazione con chi nella rete ha un incarico simile? Iscriviti al

 

Corso di formazione gratuito

Dal bilancio sociale alla presenza mediatica: idee e strumenti per una buona comunicazione della cooperazione sociale

"Passi sui media"

 

Roma, 1-2-3-4 marzo 2017

Iscrizioni entro il 14 febbraio 2017 con mail a amministrazione@ideeinrete.coop 

opportunità riservata a consorzi soci di Idee in Rete o cooperative ad essi associate

Vedi il programma e i nomi dei docenti

Il corso è realizzato dal Consorzio Nazionale Idee in Rete attraverso fondi Foncoop - Avviso 25


Terzo settore - imprenditorialità sociale

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Italia e mondo

 

 

 

Si avvicinano le prime due scadenze della Biennale della Prossimità che si terrà a Bologna dall'8 all'11 giugno.

 

Iscrizioni

Il 28 febbraio scade infatti il termine per:

le iscrizioni di coloro che vogliono proporre un "contenitore": un seminario, un torneo, una rassegna artistica, ecc. una delle iniziative cioè che, se accolte dal gruppo dei promotori, entreranno a fare parte della cornice della Biennale e rispetto alle quali i partecipanti successivamente iscritti potranno trovare occasioni di partecipazione.

Ma anche chi non avesse contenitori da proporre è caldamente invitato ad iscriversi già nel mese di febbraio, perché questo facilita notevolmente l'organizzazione degli spazi.

 

TUTTI

Il 28 febbraio è anche il termine per "TUTTI" la raccolta di racconti di prossimità e storie dal sociale che contribuiranno ad animare le giornate di Bologna e che saranno pubblicate in un volume. I racconti vanno inviati a questa mail.

 

Il programma

Nel frattempo ricordiamo lo schema generale del programma delle 4 giornate:

  • 8/6: alla sera, accoglienza dei partecipanti

  • 9/6: la giornata del confronto e dello scambio tra gli operatori

  • 10/6: al mattino i seminari tematici, al pomeriggio le iniziative sulla piazza rivolte ai cittadini, alla sera la cena in strada

  • 11/6: insieme per fare un bilancio delle giornate e poi per scoprire la città


Savona, un percorso per capire l'autismo

di Gaetano Merrone

Leggi l'articolo completo su www.ideeinrete.coop


Incontrarsi, conoscersi, conoscere, confrontarsi e, “guardandosi in faccia”, agire in modo diverso.

Da queste esigenze, già a partire dallo scorso anno, la cooperativa “Progetto Città”, socia del Consorzio “Il Sestante” di Savona, in collaborazione con l’Associazione “Guardami negli occhi”, ha avviato “Tra l’indaco e il rosso”, corso teorico – pratico sui disturbi dello spettro autistico. E, quest’anno, visto il successo della prima edizione, l’offerta formativa è stata raddoppiata con l’affiancamento al corso “base” di uno “avanzato”.

 

I protagonisti

La cooperativa sociale Progetto Città, fondatrice del Consorzio “Il Sestante” di Savona, opera da quasi 30 anni sul territorio in collaborazione con amministrazioni pubbliche, istituzioni scolastiche, enti privati e si occupa della gestione di un ampio ventaglio di servizi nel settore educativo e socio – assistenziale tra i quali progetti di assistenza scolastica e supporto per bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico.

L’Associazione “Guardami negli occhi” nasce nel 2008 dalla volontà di un gruppo di genitori di costruire un punto di riferimento per le famiglie di soggetti autistici in provincia di Savona. [...]


Guarda il volantino e il programma dell'iniziativa


Tra l'indaco e il rosso: un percorso di formazione e conoscenza reciproca

L’esperienza del corso, nata dall’“incontro” tra alcuni educatori della cooperativa Progetto Città e l’Associazione di genitori, si è rivelata subito vincente. Il target individuato, insegnanti di ogni ordine e grado e gli educatori, è stato il primo elemento distintivo del corso. Fare incontrare figure professionali che, spesso, lavorano con ragazzi affetti dai disturbi dello spettro autistico senza mai “parlarsi”, si è dimostrata sin da subito una scelta vincente. La riprova della grande esigenza formativa da parte degli insegnanti è data dal “boom” di iscrizioni: in due anni più di 60 maestri e professori hanno aderito al corso. Il focus dell’azione formativa è stato finalizzato a fornire una formazione sulle caratteristiche di bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico e su metodi e strumenti di intervento per supportarli nel percorso scolastico e per favorirne l’integrazione sociale. Da un lato, interventi di psicologi, logopedisti, educatori del servizio di Neuropsichiatria dell’età evolutiva dell’Asl, pedagogisti operanti in strutture del privato sociale su una patologia la cui scarsa conoscenza spesso porta ad interventi non integrati ha consentito di acquisire nozioni fondamentali; dall’altro, la testimonianza diretta dei genitori dell’Associazione ha dato il “quid” in più per un approccio relazionale ed operativo integrato. E, proprio la parte “operativa” è stata al centro del percorso formativo con la stessa importanza della parte teorica. Non solo lezioni teoriche e frontali ma la possibilità di misurarsi con laboratori pratici alternati a momenti di supervisione in cui i partecipanti al corso potessero portare dei “casi” da discutere in gruppo col fine ultimo di agire in modo diverso e, se possibile, più funzionale. 

Un successo che, al secondo anno, è anche la conferma che la collaborazione tra realtà diverse (cooperazione sociale, associazione, servizi pubblici) può portare non tanto a sopperire a mancanza di risorse che, con la crisi del soggetto pubblico, diventano  sempre più un miraggio ma, soprattutto, a creare occasioni di scambio, di contaminazioni tra mondi che a volte rimangono “paralleli” con l’obiettivo condiviso di rispondere a bisogni sempre presenti in modo integrato e, perché no, innovativo.

di Gianfranco Marocchi

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La notizia della morte di Nadia Pulvirenti, 25 anni, operatrice di una cooperativa sociale di Iseo uccisa da una delle persone che stava assistendo, genera in tutti noi sconcerto e profondo dolore. Ancor più per la giovane età, per le foto che ne svelano l’entusiasmo e la voglia di vivere e che contrastano con la sua fine tragica.

La scelsi per l’entusiasmo. Perché condivideva il progetto di accompagnare le persone con disagio psichico all’autonomia. Per il modo in cui si era presentata, così, senza appuntamento, portando a mano le sue credenziali. Riconobbi subito in lei quello che fa la differenza nei lavori come il nostro: passione e dedizione”. 

In queste parole del suo responsabile ogni cooperatore riconosce qualcosa di familiare, spesso un tratto di sé e della propria identità.

La ricordiamo prendendo a prestito alcune delle parole [leggine una selezione sull'articolo completo su ideeinrete.coop] che si trovano nella pagina facebook di Cascina Clarabella, aggiungendo solo una riflessione. 

Il dolore può facilmente evolvere nella recriminazione, nella rabbia. Ciascuno ci mette la sua: perché l’hanno lasciata sola con un individuo pericoloso, lo Stato che paga poco, l’extracomunitario assassino, i pazzi da rinchiudere. Certamente nei vari commenti in rete si è letto anche questo. 

Ma molto, molto di più si è letta una reazione commossa e composta, di persone che sicuramente non mancheranno di farsi interrogare dall’episodio – in modo autentico, nel proprio lavoro quotidiano, non postando un commento da qualche parte – ma che riescono a trovare in quanto accaduto una spinta nel proseguire il proprio lavoro con impegno e dedizione, che pensano che il modo migliore per onorare questa giovane collega sia dare seguito ai valori e all’impegno che l’hanno animata; e sono questi i commenti che ci piace rilanciare, perché i cooperatori sociali sono anche e soprattutto questo.

 

Leggi i commenti più significativi su www.ideeinrete.coop

 


Quando il terzo settore vince due volte

di Carlo Andorlini

Leggi l'articolo completo su www.ideeinrete.coop


 

Started anche quest'anno ha prodotto un lavoro prezioso. Ha contato piattaforma per piattaforma tutte le campagne, le ha divise per categoria, ci ha lavorato sopra con risultati sempre ottimo. Ha considerato solamente le campagne con esito positivo, dove è avvenuta realmente una transazione economica, escludendo quindi quelle non andate a buon fine. 

Solo per dare alcuni dati:

  • Buonacausa > € 1.168.982,00 (384 progetti)

  • Eppela > € 4.656.016,00 (556 progetti)

  • Giffoni Crowdfunding > € 20.447,00 (11 progetti) 

  • Idea Ginger > € 472.060,00 (61 progetti)

  • Meridonare > € 940.416,26 (92 progetti)

  • Planbee > € 120.558,00 (7 progetti)

  • Produzioni dal Basso > € 3.550.405,00 (1578 progetti)

  • Rete del Dono > € 3.660.230,00(2780 progetti)

Sono le piattaforme che nel blog Local&Share su ideeinrete.coop hanno già trovato collocazione e commenti per la loro eccezionale capacità di accompagnare anche il nostro mondo. 

Queste insieme alle tante altre nel 2016 hanno costruito una raccolta pari a 90 milioni di euro.

Un bilancio positivo e in netta crescita...più del 35% dell'anno precedente.

E crescono anche e soprattutto le iniziative, tipicamente in forma di donazioni, realizzate in modalità “Do it Yourself”, quindi autogestite dal soggetto interessato senza il coinvolgimento di piattaforme,.dove si affacciano sempre di più a questo mercato soggetti istituzionali, grandi aziende, brand e community consolidate che cercano più flessibilità e controllo nel creare una o più campagne di raccolta fondi.

Una cosa importante va aggiunta però all'attenta analisi di started.

Il crowdfunding utilizzato dal terzo settore quando vince, vince 2 volte.

Vince perché consegna il risultato e la richiesta economica necessaria a “fare” le cose.

Vince perché “consegna” alla collettività il proprio progetto, la propria idea, il proprio luogo, il proprio servizio. Lo consegna nel vero senso della parola perché

  • ...perché si alza il livello di chi contribuisce....vengono ingaggiati nuovi compagni di viaggio.

  • ...perché si sviluppano processi che escono dall'unidirezionale percorso “aiutato-chi aiuta” sconfinando verso modelli di aiuto e di servizio che circolano e che sviluppano processi circolari, virtuosi che mettono nel mezzo persone, cittadini, economie senza il necessario passaggio o di tipo Ente pubblico/utente o di tipo ente erogatore/assistito.

  • ...perché fa spostare e assumere una nuova postura modificando il nostro punto di operatività da dentro i servizi a nel mezzo alla comunità.

E' questa seconda vittoria che a me pare il più grande risultato.