NotizieInRete 436 - 22/02/2017

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I blog di Idee in Rete

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Generare sviluppo con risorse fragili in territori dimenticati

25 anni fa, la legge 381

Spostamento data Biennale della Prossimità al 15-18 giugno 2017 

Dal 10 al 12 giugno 2017, quindi in concomitanza con le date previste per la Biennale della prossimità, si svolgerà a Bologna il vertice del G7 Ambiente. Sono emersi seri problemi di compatibilità con lo svolgimento della Biennale sia per motivi di sicurezza dei partecipanti, sia per la probabilità che diverse zone della città vengano rese inaccessibili dalle Autorità. Dopo un'attenta riflessione si è deciso di posticipare l'evento di una settimana, dal 15 al 18 giugno. Resta invariata la struttura delle giornate


Claudia Fiaschi portavoce del Forum del Terzo Settore

Claudia Fiaschi è la nuova portavoce del Forum del Terzo Settore; la aspetta un compito delicato e importante che siamo certi potrà svolgere al meglio. Auguri a Claudia, al nuovo direttore Maurizio Mumolo e a tutto il nuovo coordinamento nazionale; e un ringraziamento al portavoce uscente Pietro Barbieri. Vedi la notizia sul sito del Forum


Terzo settore - imprenditorialità sociale

Politiche sociali e Diritti

Lavoro

Impresa

Migranti

Salute

Italia e mondo

 

 

di Silvia Casson

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Chi lavora nel sociale sa bene che la fragilità e la disabilità sono solo punti di vista, situazioni di contesto.

Il Consorzio Comunità Solidale in Veneto incrocia il rapporto profit-no-profit, settori di mercato tradizionali e l’accoglienza della persona promovendo innovazione e protagonismo. È frutto di una bella alchimia di soci un po’ insoliti ma collaborativi, alcuni con trentennale esperienza, altri molto recenti.  

AttivaMente Cooperativa Sociale Onlus è uno degli ultimi entrati nel gruppo, si impegna ad aiutare le persone a realizzare il proprio progetto di vita, intrecciando assistenza alla persona, educazione, residenzialità, lavoro, integrazione sociale e sviluppo territoriale. Nel cercare modelli innovativi ha scelto il Turismo come situazione strategica. È un mercato enorme che sta evolvendo a grande velocità, aprendosi a nuove opportunità ed esigenze. Il turismo sociale, accessibile, “for All” chiede nuove competenze, nuovi stili, nuove visioni. Molti operatori oggi non riescono a vedere oltre le proprie abitudini e oltre al “si è sempre fatto così”; questo atteggiamento offre ad una cooperativa sociale lo spazio sufficiente per proposi con innovazione.  

Intuendo che non sia solo una fonte di reddito, AttivaMente ha pensato che fare turismo sia una occasione per ridare senso ad un territorio che sottovaluta le proprie ricchezze naturali, le proprie tradizioni, la propria storia, le proprie radici e non c’è niente di meglio che avere persone “sottovalutate” per rendere evidente il paradosso.

Così inserimenti lavorativi di persone con disabilità, giovani che lavorano a fianco di anziani, natura sconosciuta, edifici malconci diventano opportunità in cui non si fa fatica a credere, davanti all’evidenza dei risultati.

L’attività turistica che AttivaMente conduce è focalizzata sulla centralità della Persona e della Qualità della Vita di chi è ospitato e di chi ospita, quindi è facile renderla uno degli strumenti con cui la cooperativa realizza la propria mission sociale.

L’azione sul territorio pensata in grande, rende possibili cose incredibili e può portare a scommettere su una candidatura all’Unesco con un’idea portata e accolta all’assemblea mondiale di aprile 2016. Così oggi si è indaffarati a preparare il primo Forum dei Giovani della Biosfera MaB UNESCO a settembre 2017 a Rosolina Mare e in tutto il DeltaPO, in una Pineta Millenaria, con lagune e valli sconosciute, con quasi 1.000 giovani da tutte le parti del mondo che si confronteranno e discuteranno sulle proprie esperienze positive di sviluppo sostenibile.

Parole come “forAll” e “scoprire insieme” guidano la Cooperativa anche nella quotidianità della gestione di strutture ricettive nel DeltaPo, in cui sono accolti gruppi organizzati, scolaresche, parrocchie, ma anche famiglie e amanti del turismo lento. E’ un turismo prima di tutto accessibile che propone esperienze educative e di gruppo “per tutti” e “insieme”.

Vedi il sito www.rifugionaturadeltapo.it  

Vedi il catalogo delle proposte


I Rifugi Natura Delta Po, situati rispettivamente a Rosolina Mare (Delta settentrionale) e a Gorino Sullam (Delta meridionale), i percorsi Bike&Boat lungo i tre grandi fiumi Po-Adige-Brenta, gli itinerari dai Colli al Mare, sono occasione di integrazione sociale e inserimento lavorativo per persone con disabilità, non autosufficienti, fragili. Luoghi e attività che danno loro la possibilità di esprimere abilità e competenze inaspettate, di sperimentarsi nel lavoro dell’accoglienza e incontrare persone sempre diverse, sentirsi utili agli altri anche nelle piccole cose.

Lo scambio e le relazioni sono un elemento fondamentale del lavoro di AttivaMente: cerca collaborazioni con altre realtà locali per promuovere uno sviluppo territoriale e turistico, utilizza per le sue iniziative i prodotti locali, organizza escursioni con guide del luogo, e soprattutto con risorse poco conosciute.

Le attività di animazione territoriale e la tessitura di una rete volta alla promozione di una cultura dell’accoglienza sono aperte alle realtà imprenditoriali e pubbliche dei territori, perché per crescere è necessario prima far collaborare la Comunità Locale.

AttivaMente e il Consorzio Comunità Solidale portano avanti con tenacia e determinazione il concetto del “fare cooperativa” sperimentando all’interno delle equipe di lavoro professionalità diverse e complementari. Insieme coltivano e promuovono le relazioni nel territorio. Infatti, la rete che stanno tessendo con le realtà pubbliche e imprenditoriali dei territori in tutte le province venete e non solo, è in continua crescita ed evoluzione. Questa Rete è finalizzata allo sviluppo della Comunità e dei territori stessi e stringe legami con le attività tradizionali e rurali, per il bene di tutti.

AttivaMente è alla continua ricerca di spunti e collaborazioni, non solo nel nord Italia o dentro i confini nazionali, in un dialogo sempre aperto, resiliente e generativo, non dimenticando mai di mettere al primo posto la Persona, le Comunità e le risposte ai loro bisogni autentici.  

www.attivamenteonlus.it  - www.rifugionaturadeltapo.it

di Pietro Borghini

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Tanti sono i segni positivi e gli esempi di buone prassi di realtà sociali sane che, mettendosi in gioco come imprese vere e proprie, che operano sul territorio nazionale nei diversi ambiti sociali, sanitari educativi ecc. Tutto ciò è stato possibile grazie proprio ad una norma, varata nel 1991, che ha promosso la nascita di un tipo particolare d'impresa sociale: la cooperativa sociale. Il 2016 è stato un anno fondamentale per questo tipo d'imprese perché ha visto il 25° anniversario di questa importante legge che, pur avendo diverse sfumature da aggiornare e rivedere, rimane comunque una pietra miliare della nascita del terzo settore in Italia. Una norma che ancora oggi è un esempio in molti paesi europei. Nata nel 91, dopo un lungo percorso di gestazione che ha visto Confcooperative, Legacoop ed altri soggetti autorevoli in campo sociale collaborare insieme al Governo per la sua stesura, la legge 381 definisce la nascita della cooperazione sociale in Italia, per come la conosciamo oggi, mettendo subito in chiaro che le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale. Ed è stato grazie a questa norma che tante realtà sociali sul territorio sono diventate un partner operativo importante per il pubblico che da solo, già all'inizio degli anni novanta e ancor più ora, non è in grado di rispondere a tutti i bisogni che provengono dalle comunità dove le esigenze cambiano di volta in volta e con la stessa frequenza variano tipologie ed entità dei gruppi in difficoltà. Gli stessi gruppi a cui le cooperative sociali danno delle risposte concrete sia tramite l'assistenza socio-educativa che tramite gli inserimenti lavorativi.

L'ambito degli inserimenti lavorativi, infatti, ha diversi approcci metodologici ma ciò che la L.381 è riuscita a realizzare in questi 25 anni, si traduce pienamente nel concetto di 'produzione' che, associato al lavoro delle persone svantaggiate, assume la connotazione della piena inclusione sociale. Fino a quel momento "l'aiuto" che veniva dato a chi operava nel sociale non era finalizzato alla creazione di una vera e propria professionalità. Questo è stato il vero e proprio cambio di paradigma che ha aperto materialmente la strada alla realizzazione lavorativa di tante persone, che pur avendo dei limiti, danno un contributo significativo, e decisivo nello stesso tempo, in tanti settori lavorativi. Grazie alla 381 le cooperative sociali hanno delineato una caratteristica particolare, che le distingue da tutte le altre imprese perché nascono direttamente dalle esigenze di lavoro. E' ormai noto a tutti che le cooperative rispondono a questo bisogno, di lavoro appunto, mettendo in centro la persona. Ecco perché spesso, hanno ambiti lavorativi con servizi e attività eterogenei tra loro. Tutto ciò ha reso difficile il processo di specializzazione su un singolo settore, ma nonostante tutto non ha impedito che le cooperative crescessero. In questi anni infatti le cooperative hanno dimostrato di essere competitive, si sono professionalizzate sempre di più con certificazioni di vario tipo e sono riuscite a stare sul mercato, anche meglio di alcune aziende profit, rispettando la loro dualità sociale e imprenditoriale. A 25 anni dalla sua nascita, dopo aver creato un sistema di relazioni determinanti a dare una risposta sociale concreta sul territorio, la legge 381 è oggetto di discussione e necessita di un aggiornamento. Sono al vaglio nuovi criteri per definire ad esempio un nuovo codice degli appalti che tenga conto anche degli interessi delle fasce sociali più deboli, un sistema di co-progettazione dei servizi dove il pubblico insieme al privato possa fare rete al fine di erogare progetti innovativi per il territorio, andando in deroga a finalità solo economiche, dove il criterio del miglior servizio al miglior prezzo, non sia l'unico criterio di selezione dei bandi pubblici ma che si tenga conto anche dei contenuti di promozione umana. E' uno scenario che si trasforma e che pone le cooperative sociali davanti a nuove sfide. Scommesse aperte per le quali è necessario allargare l'ingresso ai giovani per far entrare forze nuove e persone che possono leggere meglio i bisogni della società attuale. Concentrarsi ad esempio su nuove categorie di svantaggio perché, da quando la legge è stata varata, sono nati nuovi bisogni. Oltre alle solite fasce deboli infatti, legate ad esempio alla detenzione, alla disabilità psico-fisica, alle dipendenze, ecc., oggi ci sono anche altri tipi di esigenze sociali, spesso anche solo temporanee, come ad esempio le persone in età avanzata che perdono il lavoro, le mamme sole, i padri separati, gli immigrati e tanti altri tipi di famiglie, dove si sono consumati gli effetti della frantumazione, devastanti sulla vita delle persone, che inevitabilmente portano nuovi bisogni anche se non certificabili. Ciò che in questi anni ha prodotto la 381 ha un valore inestimabile. Costruire i servizi partendo dalla persona e non dall'azienda, ha determinato il vero punto di forza di queste realtà sociali perché in maniera tempestiva si riescono a creare sempre nuove risposte a nuovi bisogni, commisurando l'erogazione di un servizio e l'intervento sociale. Il mondo della cooperazione, proprio per questa sua caratteristica peculiare è in grado di adattarsi e ridisegnarsi in base alle esigenze. Questo fa parte del suo DNA ed è una delle caratteristiche più importanti che determina la sua sopravvivenza nelle situazioni più estreme e lo distingue dal mondo profit. Anche se non ci sono ancora studi ufficiali, già da qualche anno si parla di misurare l'impatto sociale sui territori dove operano le cooperative sociali e confrontarlo con i territori dove queste non operano o non hanno mai operato, per vedere quale benessere sociale sia stato prodotto. E' un aspetto decisivo di questa fase evolutiva della legge 381, su cui sarebbe importante concentrarsi di più per favorire decreti attuativi che prendano in considerazione studi su questo tipo di misurazioni, al fine di rinsaldare un nuovo patto fra pubblico e privato. Questo è il tema su cui bisogna continuare a lavorare. Questo è quello che la 381 deve continuare a fare: accompagnare le persone, tramite il lavoro e i servizi sociali ad hoc, ad uscire dalla marginalità e a creare un proprio percorso di vita autonoma e soddisfacente per recuperare la dignità personale che si riflette sicuramente in una crescita del benessere di tutta la comunità. Un obiettivo ambizioso per il quale l'azione della legge 381 deve iniziare ad agire molto prima, e cioè anche dal punto di vista educativo, nelle scuole, nelle classi di alunni dove i ragazzi disabili e "diversi" spesso sono visti come un ostacolo all'apprendimento degli altri e non un valore per la crescita personale. In una società che esaspera sempre più nel lavoro l'efficienza personale e la produzione, la legge 381, con i suoi 25 anni, si conferma ancora come avamposto dell'inclusione sociale.