NotizieInRete 443 - 21/04/2017

Newsletter del  Consorzio Nazionale Idee in Rete

Iscrivimi - Non vedo bene la newsletter, la consulto sul web - La invio ad un amico - La condivido su 

I blog di Idee in Rete

www.ideeinrete.coop 

info@ideeinrete.coop 

Ti segnaliamo

Limitare i diritti non è una risposta!

Due mesi da volontario a Katiska

Visto il periodo di festività  e ponti la prossima newsletter sarà diffusa il 3 maggio


E' partito con successo (19-20 aprile) il corso Foncoop per giovani cooperatori, che si concluderà nei giorni 9-10 maggio con gli interventi di Luca Fazzi e Carlo Andorlini. I successivi due corsi programmati sono:

Per informazioni e iscrizioni è possibile scrivere a amministrazione@ideeinrete.coop 


Terzo settore - imprenditorialità sociale

Politiche sociali e Diritti

Lavoro

Impresa

Migranti

Salute

Italia e mondo

 

Istat, NoiItalia 2017

Di Simona Binello e Antonella Cascione

Leggi l'articolo completo su ideeinrete.coop

 

Sono molte in queste ore le prese di posizione sul "Decreto Minniti" in materia di immigrazione. Simona Binello e Antonella Cascione provano a di spiegarci i motivi della discussione in corso.


[...] Il Decreto Minniti presenta alcune fondamentali novità, di seguito esaminate.

1) Creazione di sezioni specializzate, introduzione del rito "Collegiale" [...].

Sono state istituite 26 sezioni specializzate (in numero pari a quello delle sedi di Corte di Appello) in materia di "immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea". [...]. È previsto che le controversie in materia di riconoscimento della Protezione Internazionale [...]  siano assegnate ad un Collegio, all'interno del quale il Presidente di Sezione individua un componente per la trattazione della controversia. Il Collegio decide in Camera di Consiglio. Tale rito "camerale" delimita i casi in cui è ammessa l'udienza in cui il Richiedente viene ascoltato dal Giudice: il Giudice infatti decide sulla scorta della registrazione del colloquio tenuto davanti la Commissione Territoriale; solo in presenza di istanza motivata ovvero qualora il Giudice lo ritenga "necessario ai fini della decisione", il Migrante può essere sentito anche dal Giudice relatore. [...]

2) Eliminazione del grado di appello 

Il Decreto Minniti ha previsto l'eliminazione di un grado di giudizio: avverso il provvedimento del Tribunale Ordinario, infatti, è ammesso unicamente ricorso per Cassazione entro 30 giorni dalla notifica. Tale decisione risponde ad una asserita esigenza di smaltire il carico di lavoro ricaduto sulle Corti di Appello italiane; il ricorso per Cassazione, però, richiede un impegno ed una procedura assai particolari, quindi rappresenta una eventualità (ed una possibilità) assai remota per il Migrante. Ad avviso di molti, questa è la modifica che, più delle altre, rischia di vedersene contestato il senso davanti la Corte Costituzionale. Si parla infatti di "diritto processuale civile speciale": la tutela giurisdizionale garantita ai Migranti viene - di fatto - dimezzata. [...] Anche molti Giudici ritengono che proprio tale punto sia passibile di incostituzionalità, anche sulla scorta dell'art.24 della Costituzione (che riconosce a tutti gli individui - e non solo ai cittadini - la possibilità di ricorrere in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi), ma soprattutto del combinato disposto degli artt. 3 [violazione dell'uguaglianza per chi non è cittadino italiano] e 111 [il giusto processo con contraddittorio tra le parti] della Costituzione. [...]

3) Potenziamento delle Commissioni Territoriali

Per far fronte all'incremento esponenziali di richieste di Protezione Internazionale, il Ministero dell'Interno è autorizzato a bandire concorsi e ad assumere fino a 250 unità di personale presso la Commissione Nazionale per il diritto di Asilo e le Commissioni Territoriali.

4) Notifica degli atti delle Commissioni Territoriali e modalità di audizione del richiedente presso le C.T.

Nei confronti degli "irreperibili", le notifiche degli atti delle Commissioni Territoriali si "perfezionano" (sono quindi considerate "valide") previo deposito presso le Questure per 20 giorni. Come già anticipato, mutano le modalità di audizione del Richiedente davanti le Commissioni Territoriali. Il colloquio è videoregistrato con mezzi audiovisivi e trascritto in lingua italiana "con sistemi automatici di riconoscimento vocale". E' ancora ammessa la presenza dell'interprete che traduce il verbale redatto in una lingua comprensibile al Richiedente. [...].

5) Lavori socialmente utili.

Prefetti e Comuni "promuovono ogni iniziativa utile all'implementazione dell'impiego di richiedenti Protezione Internazionale su base volontaria, in attività di utilità sociale in favore delle collettività locali". Si tratta quindi di attività svolte gratuitamente a favore della collettività. Anche questo intervento ha subito critiche sulla scorta della nostra Costituzione e del nostro Ordinamento che prevedono che l'attività "lavorativa" sia retribuita con l'unica deroga dei LPU a cui il cittadino può ricorrere in caso sia imputato in reati che ne ammettono il ricorso come possibilità di estinguere il reato stesso. Oltre al fatto che questa parificazione pare inopportuna, va considerato che già per gli imputati che se avvalgono, è un istituto difficile (assistenti sociali dell'ufficio esecuzione esterna oberati, mancanza di convenzioni...).
Non si capisce inoltre perché Il Migrante debba integrarsi senza la possibilità (anche) di un piccolo rimborso. [...]

6) Nascita dei CPR

Scompaiono i Centri di Identificazione ed espulsione, sostituiti dal Centri di Permanenza per il Rimpatrio che prevedano un numero massimo di posti di 100 - 150 unità e che dovranno garantire "condizioni di trattenimento che assicurino l'assoluto rispetto della dignità della persona". Al Garante dei diritti dei detenuti e delle persone provate della libertà personale, sono riconosciuti tutti "i poteri di verifica e accesso" all'interno di suddetti Centri [...]. Specifica esenzione al rimpatrio è rivolta a casi di particolare vulnerabilità. Anche per questa specifica, ci si può chiedere, in quale fase di questa snella procedura possa emergere la vulnerabilità. Quale interlocutore potrà meglio accogliere queste fragilità? L'operatore sociale che è tenuto quantomeno in quella sede a svolgere attività di pubblico ufficiale (vedi dopo) e quindi vedrà abdicare al suo rapporto fiduciario, oppure l'interprete chiamato forse a partecipare all'audizione?

7) L'operatore sociale come pubblico ufficiale

L'art.  6 [...] recita: "Nello svolgimento delle operazioni di notificazione di cui al comma 3-ter, il responsabile del centro o della struttura è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto di legge". Ciò vuol dire attribuire il ruolo e la funzione di "pubblico ufficiale”.
Secondo le pacifiche critiche, significa ledere intanto la terzietà dell'operatore sociale e violare il Rapporto di  Fiducia tra Migrante e Operatore stesso.
Chi difende la norma, afferma che si tratta di una qualifica "a tempo", valida solo per le notifiche.
Chi invece solleva questioni di diritto e di opportunità, osserva che la qualifica di P. U. non possa essere "a tempo parziale"
Anche ritenendo accoglibile la tesi della "qualifica a tempo", questa disposizione contiene un segnale inquietante.

 

Orbene, il Decreto Minniti, alla luce delle previsioni sopra richiamate, è stato ampiamente ed apertamente criticato da operatori sociali e di diritto, tra i quali avvocati che si occupano di Diritto dell'Immigrazione e Magistrati che lo ritengono  suscettibile di osservazioni da parte della Corte Costituzionale.

Rispondere alla criticità di un fenomeno migratorio che è di proporzioni epocali attraverso la limitazione dei diritti, non pare adeguato. Giova infatti ricordare che al momento l'unico precedente di esodo di queste dimensioni risale agli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale ma allora, con la fine del conflitti, il problema si avviava alla soluzione. Oggi, invece, si registra un aumento progressivo del numero dei profughi come principale effetto collaterale di una serie di conflitti armati o punti di crisi, anche "nascosti" [...] e la riduzione di garanzie costituzionali non può essere la strada da seguire. L'Italia, da tempo in prima linea, dopo anni di gestione sul campo del fenomeno, dovrebbe costruire prospettive e non frontiere implicite ed esplicite (culturali, legali, psicologiche). [...] 

Bisognerebbe rifuggire politiche di repressione a favore di politiche di immigrazione regolare favorendo la mobilità lavorativa, di studio, di accoglienza dignitosa per chi scappa da guerre e persecuzioni; bisognerebbe smettere di utilizzare i mezzi di comunicazione per costruire sospetto e paura nei confronti di persone che scappano per salvarsi la vita e di creare ad arte una competizione tra questi e i cittadini italiani svantaggiati. [...] 

Insomma, costruire prospettive e non muri. Costruire diritti e non ridefinire il potere... altrove.

Di Rocco Nastasi

Leggi l'articolo su ideeinrete.coop

 

Rocco Nastasi, presidente del nostro socio pinerolese Consorzio Coesa e per molti anni consigliere di amministrazione di Idee in Rete, questa estate ha scelto di prestare servizio volontario a Katiska, un campo di accoglienza in Grecia. Ci racconta così la sua esperienza.


 

Dal 2 al 20 agosto, quest’anno sono andato a fare il volontario in compagnia di due suore e una coppia presso il campo di accoglienza profughi di Katsika, vicino a Ioannina, considerato da molti il peggiore della Grecia. Nato a marzo con mezzi improvvisati, il campo ospitava al momento 400 bambini e 940 persone, nonostante i mille disagi e le carenze. Le condizioni erano critiche: 250 tende senza fondo e senza materassi, 15 bagni chimici, 8 docce con acqua fredda e a intermittenza. A Katsika ci sono siriani (la maggioranza, circa l’80%), siro-palestinesi, iracheni e afghani, tutti passati per la Turchia e poi in gommone fino alle isole greche soprattutto Chios e Lesbo. Da qui sono stati poi spostati nei campi dove sono in attesa di fare richiesta d’asilo in Europa. Ma l’attesa è lunga e la procedura è complicata.

La nostra laboriosità si è sommata con quella di altri 50 volontari indipendenti e di tre O.N.G. spagnole che si prodigavano a svolgere tutte le attività che in qualche modo restituivano la dignità di esseri umani, offrendo loro servizi: distribuzione indumenti, frutta fresca e latte per i bambini piccoli, scuola per i piccoli e per i grandi, attività di animazione, attività di riabilitazione per soggetti con problemi fisici, ecc….

Insomma, un vero “miracolo” vedere tutti questi volontari: giovani, famiglie, venuti attraverso il tam tam, da mille strade diverse dai quattro punti cardinali della terra, a proprie spese mettevano a disposizione le proprie competenze e il proprio tempo per un azione umanitaria che non distingueva diversità di tipo religioso o politico, coinvolgendo i profughi,tutti uniti nell’unico scopo universale “amare”!

A inizio novembre sono tornato a Katsika insieme alle suore Giuseppine MariRosa e Patrizia e altre 25 persone, con noi abbiamo portato in Grecia un Tir e sei furgoni carichi di indumenti e altri beni prioritari, anche in previsione all’imminente arrivo dell’inverno, considerando che le famiglie si trovano in tenda senza riscaldamento!

Con piacere ho rivisto alcuni volontari indipendenti rimasti da quest’estate, non c’erano più i tutti i 50 che avevo visto in agosto ma quelli ancora presenti mi hanno chiesto di aiutarli a costituire una O.N.G. in Grecia per permettere loro di continuare ad operare e essere riconosciuti per il servizio che stanno svolgendo da marzo 2016, magari replicando questo modello anche in altri campi.

L’ONG è stata costituita a Gennaio 2017, il suo nome è “Second tree”: come dice un vecchio proverbio africano c’è sempre la possibilità i piantare un secondo albero…


 

Biennale della Prossimità, gli aggiornamenti

La Biennale della Prossimità si avvicina e di entro una decina di giorni sarà disponibile il programma completo, con un fitto calendario di incontri, laboratori, momenti artistici. Le sessioni sono comunque definite e sono disponibili qui.

 

Le iscrizioni

Continuano le iscrizioni, anche da parte di soggetti della nostra rete. Ad Idee in Rete, Fondazione Ebbene e cooperativa Comes, che sono tra i promotori nazionali dell'evento, si sono aggiunti Solco Rete di imprese sociali siciliane, La Formica di Rimini, Consorzio Solidarietà di Senigallia, Consorzio CIS di Alba; e molti altri si spera aderiranno nei prossimi giorni. Qui l'elenco degli iscritti, che, pur ancora molto parziale, mette ben in luce una caratteristica unica della Biennale della prossimità: la Biennale confermando la sua capacità - unica - di aggregare soggetti provenienti da mondi molto diversi: per fare qualche esempio, tra gli iscritti abbiamo infatti un coordinamento di quartiere siciliano (Coordinamento di Quartiere di Arghillà) e un'azienda pubblica di servizi alla persona (ASP Bologna), due delle le maggiori associazioni italiane (ARCI e Auser) e imprese sociali (Cauto di Brescia) con loro reti internazionali (ENSIE), associazioni ecologiste (Reuse with love) e un'unione montana di Comuni in provincia di Alessandria (ASCA). Insomma, prossimità senza limiti.

 

TUTTI!

Ecco un primo risultato concreto della Biennale della Prossimità: il libro TUTTI! è in stampa con l'editore Pacini. Sono stati raccolti 28 racconti e si è quindi riuscito a dare voce in un modo diverso a vissuti, sentimenti, emozioni di chi opera nel sociale e a costruire un prodotto collettivo, in stile Biennale della Prossimità.

Una copia del libro sarà reso disponibile a tutte le organizzazioni iscritte alla Biennale e sarà possibile acquistare ulteriori copie nel corso dell'evento.

 

Te lo racconto a Bologna

Ecco altre due testimonianze di chi sarà presente a Bologna: si tratta di Michele, cooperatore della nostra rete socio della cooperativa Comes di Marradi e di Rebecca, consorzio EVT di Este (Padova)