NotizieInRete 456 - 11/10/2017

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StartRefugees una piattaforma per il lavoro dei rifugiati

La Biennale della Prossimità riparte verso la III edizione

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Terzo settore - imprenditorialità sociale

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Di Alessandra Grasso 

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StartRefugees è la prima piattaforma on-line creata per consentire l’integrazione lavorativa dei richiedenti asilo e dei rifugiati, come da indicazioni della Carta per la Buona Accoglienza, promossa dal Consorzio Agorà con Maurizio Astuni e Mauro Orso (ideatore tra l'altro della piattaforma Ispoon per l'organizzazione del lavoro temporaneo).

L’obiettivo è far incontrare domanda e offerta per il lavoro temporaneo (piccoli traslochi, giardinaggio, piccoli interventi domestici ecc.) su uno stesso territorio, grazie alla facilitazione dei Centri di accoglienza che selezionano gli offerenti lavoro e presentano on-line profilo e competenze dei migranti. La tecnologia serve a rendere semplice l’incontro, consentendo la costruzione di un interessante database di competenze da incrociare con la richiesta di lavori per privati e aziende. L’obiettivo primario della start up è quindi far crescere la banca-dati con l’inserimento di numerosi profili da parte delle organizzazioni che gestiscono centri di accoglienza su territorio nazionale e che, a fronte di un abbonamento simbolico per i primi 3 mesi (lancio entro il 30 settembre: 1 euro per quindici curriculum), possano adempiere all’obbligo di fare integrazione.

La piattaforma è inoltre utile per costruire un curriculum per i migranti “caricati” sulla piattaforma, corredato di recensione per il servizio fatto. A questo proposito, si ricorda che la possibilità di esprimere un giudizio sull’esperienza lavorativa è per equità prevista da ambo le parti.

I partner della start up sono a disposizione per organizzare incontri territoriali per le cooperative, in modo da poter illustrare nel dettaglio il funzionamento tecnico della piattaforma. Nel frattempo, si sta dialogando con varie categorie di stakeholder (come Alleanza delle Cooperative, Confindustria, Confartigianato, CNA ecc.) per allargare la base di fruitori dello strumento per l’integrazione lavorativa.

 

Per contatti: info@startrefugees.com  http://startrefugees.comhttps://www.facebook.com/StartRefugees

 

L'età per entrare in CdA

La direttrice dell'ICAN, organizzazione cui è stato attribuito il premio Nobel per la pace per il suo impegno per l'abolizione delle armi nucleari, ha 37 anni. Più o meno l'età in cui in molte organizzazioni di terzo settore italiane si inizia a domandarsi, se - gradualmente, si intende - una persona potrebbe iniziare un percorso per entrare, un domani, nel consiglio di amministrazione o nel direttivo.

 

Cosa insegna la vicenda dei soldi degli SMS per Amatrice

Ipotizziamo, fino a prova contraria, la buona fede di tutti i soggetti coinvolti. Che effettivamente il Ministero avesse destinato questi fondi alla ricostruzione (di paesi diversi da Amatrice) e non sia ricorso ad un "salvataggio in corner" quando il caso è divenuto pubblico e che ciò non fosse noto al sindaco che quindi ha accusato pubblicamente il Governo pensando che i fondi fossero stati dirottati su altri impieghi. Questa vicenda insegna comunque due cose.

La prima è che i meccanismi che evocano la solidarietà pubblica hanno loro regole che vanno rispettate. Raccogli per Amatrice e usi per Arquata? Può essere ragionevole, ma questo passaggio richiede trasparenza e attenzione comunicativa nei confronti dei donatori, perché il fundraising non è un gettito fiscale da destinare liberamente sulla base delle priorità amministrative; e se io ho donato per Amatrice perché il nonno era di lì e invece quelli di Arquata mi stanno cordialmente antipatici per motivi di campanile? Certo, sono un po' gretto, direte voi, ma potrei opporre che sono tutti fatti miei: non erano soldi dovuti, li ho liberamente tirati fuori dal mio portafoglio per uno scopo, se decidi di destinarli ad altro - che già è una prassi dubbia - dovresti almeno chiedermelo, spiegarmi bene i motivi (come viene fatto in questo articolo: con il particolare che è stato fatto "dopo" e solo perché il caso è diventato pubblico) e se non sono d'accordo restituirmeli.

Secondo: la generosità è una grande risorsa, che può migliorare la società, ma non un principio guida per le politiche (se ne era già parlato in questo articolo). Si dona per Amatrice perché è il paese dell'amatriciana ma si donerebbe meno per Visso o Pieve Torina che nell'immaginario pubblico sono il paese di niente; si dona per il bambino malato o povero perché è carino e fa tanta pena e non per l'anziano anche se l'entità del problema della non autosufficienza è, in termini di milioni di persone coinvolte e di rilevanza sociale, ancora più grande; si dona per il cancro ma non per l'infarto anche se si muore di più per il secondo che per il primo. La donazione non è razionale, non è tenuta a seguire i principi delle priorità della buona amministrazione e dell'impellenza oggettiva dei bisogni. E, come insegnano i fundraiser, richiede un obiettivo concreto, identificabile: un luogo, un volto e non il semplice appello ad un tipo di bisogno. E allora - anche senza pensare alla malafede e alla volontà di distrarre fondi - è facile essere tentati dal violare il primo dei due insegnamenti: raccogliere per Amatrice perché "evoca" e usare secondo priorità razionali perché "è giusto". Ma non funziona, perché poi la questione assume risvolti mediatici tali da scalfire la fede pubblica, creando un alone di sospetto che non potrà che inibire future potenziali donazioni. E di tutto questo va tenuto conto quando si teorizza (https://goo.gl/fuqZoF) che il canale donativo possa costituire un pilastro crescente per il welfare del nostro Paese.

Il 2 ottobre il gruppo dei promotori nazionali della Biennale della Prossimità si è ritrovato a Milano. Si è condivisa la valutazione dell'edizione bolognese della Biennale della Prossimità con un bilancio altamente positivo, ma sforzandosi comunque di individuare anche gli elementi da perfezionare nelle prossime edizioni.

Sì, perché questo è il messaggio principale che emerge dal lavoro del 2 ottobre: la Biennale della Prossimità riparte!

Riparte sul livello locale bolognese, con i promotori locali che si ritroveranno il 31 ottobre per mettere a frutto l'esperienza di lavoro comune della Biennale e definire le prossime tappe per il 2018.

Riparte dal punto di vista culturale, con l'uscita di un inserto dedicato alla Biennale su Solidea e un Focus su Welfare e Prossimità pubblicato a fine mese su Welfare Oggi.

Riparte soprattutto perché i promotori nazionali hanno iniziato il lavoro verso la Biennale 2019! Come? Nei prossimi giorni si aprirà ai partecipanti della Biennale 2017 la proposta per diventare promotori dell'edizione 2019 e si formerà quindi il nuovo gruppo di lavoro che prenderà in carico la prossima edizione.

Dove? Lo decideremo insieme ma… un'idea l'abbiamo condivisa: dopo Genova e Bologna, ci piacerebbe portare la Biennale della Prossimità nel Mezzogiorno. Abbiamo già iniziato a contattare sia soggetti locali che potenziali finanziatori per verificare la fattibilità di questa idea. Rimanete aggiornati!

 

WIS: la riforma oltre l'ultimo miglio

Si è svolta il 14 e 15 settembre 2017 a Riva del Garda la XV edizione del Workshop sull’impresa sociale, dal titolo Innovazione e riforma all’ultimo miglio. Più di 450 imprenditori sociali si sono dati appuntamento al nostro evento annuale, a poche settimane dalla pubblicazione del decreto sulla nuova impresa sociale. IRIS lancia un'iniziativa per guardare oltre “l’ultimo miglio”, Da qui alla fine dell’anno il sito del Workshop ospiterà interventi, commenti, feedback che amplificheranno i contenuti emersi dall’evento di settembre, anche in vista della prossima edizione.

Vedi l'iniziativa sul sito di IRIS Network

 

Consigli per quando si inizia ad accogliere migranti

 

Questo articolo della cooperatrice palermitana della nostra rete Francesca Pruiti Ciarello pubblicato sul Welfare Oggi 4/2017 tocca un tema importante per molte organizzazioni di terzo settore che da una parte hanno subito riduzioni di commesse su settori consolidati come i servizi per minori, anziani, persone con disabilità; dall'altra hanno iniziato a lavorare nell'accoglienza dei migranti e dei richiedenti protezione internazionale.
Ciò implica che sia le organizzazioni in quanto tali, sia i loro operatori - professionalità educative, assistenti sociali e altri, magari con molti anni di lavoro nel sociale - hanno intrapreso un lavoro in un settore non del tutto conosciuto. 
Certamente le esperienze acquisite sono molto importanti e sono una solida base questi nuovi sviluppi professionali, ma vanno integrate con altre competenze, che questo articolo prova ad individuare con riferimento a ciascuna figura professionale.

www.welfareoggi.it

 

Il ragazzo che ha segnato con una gamba sola. E i suoi amici

"Magia del bimbo con un gamba sola", titola giustamente Repubblica TV; ma, aggiungiamo noi, magia di qualche ignoto educatore o forse di un innato spirito di socialità dei bambini. Nei pochi secondi di azione ripresi si intuisce che in quel gruppo di ragazzi è del tutto normale che il "bimbo con una gamba sola" giochi insieme agli altri, e che si riesce a trovare istintivamente il giusto equilibrio tra il fare una vera partita di calcetto (si stanno divertendo tutti, non stanno "facendo giocare l'amico con una gamba sola", insomma non è una situazione assistita) e farlo in modo da essere tutti sullo stesso piano, misurandosi senza trarre vantaggio dall'avere una gamba in più. Il dribblig del protagonista è vero, con la finta ha effettivamente disorientato l'avversario che non si lascia scartare apposta; ma ovviamente questi avrebbe potuto agevolmente recuperare e rendere vano il gesto atletico dell'amico che, con le stampelle, non poteva andare lontano; invece, giustamente lo lascia tirare. Bravi!