NotizieInRete 458 - 14/11/2017

Newsletter del  Consorzio Nazionale Idee in Rete

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XVIII Happening della Solidarietà - Il programma

Dimmi come reagisci e ti dirò quale cooperatore sei

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Giunto alla XVIII edizione, l'Happening della Solidarietà è uno dei principali appuntamenti per chi nel Mezzogiorno opera nel sociale.

Quest'anno si terràa a palermo il 30 novembre e il 1 dicembre.

L’Happening della Solidarietà è promosso dal nostro socio Consorzio Sol.Co, Rete di Imprese Sociali Siciliane che dal 1994 opera in Sicilia promovendo lo sviluppo di un welfare partecipato e generativo e di un’attività imprenditoriale sostenibile che risponda ai criteri dell’economia civile.

Tutte le info alla pagina www.solco.coop 


Tutti gli ospiti dell'Happening

Sergio Gatti, Edoardo Patriarca, Anna Chiara Giorio, Matteo de Gaetano, Chiara Agostini, Edoardo Barbarossa, Matteo Biffoni, Paolo Rozera, Luca Marchi, Luca Degani, Gianfranco Marocchi

Vedi qui chi sono


 

Il programma

 

30 novembre 2017

ore 10.00 

Sessione di apertura dedicata a “Culture Coesive: Costruire un lavoro Libero, creativo, partecipativo, solidale”

Un focus di prestigio sul tema del lavoro, a poco più di un mese dallo svolgimento della 48° Settimana Sociale dei cattolici Italiani e con un sistema di politiche attive del lavoro che – ancora in rodaggio - stenta a dare i primi frutti , ripercorreremo aspetti valoriali e tecnici di quello che, specie per la cooperazione sociale è il principale strumento di espressione dell’identità dell’uomo.

Ore 15.30 - “Povertà culturale e povertà materiale, il welfare italiano al bivio” 

Per analizzare e approfondire gli strumenti appena varati e alcune best practice messe già in campo per il contrasto alla povertà materiale e culturale. 

 

1 dicembre 2017

ore 10.00 - “Invisibili” 

video-inchiesta realizzata d Floriana Bulfon e Cristina Mastrandrea per UNICEF 

ore 10.30 - “Noi non li vogliamo, ma…..” 

Per trattare il tema delle migrazioni in maniera costruttiva, allontanandoci da un dibattito spesso sterile, comprendendone le cause e concentrandoci sui valori della vera accoglienza e sui correttivi che possono essere apportati agli strumenti e sistemi di accoglienza oggi applicati nel paese. 

Ore 15.30 - Sessioni formative parallele 

  • Coesioni Culturali, un terzo Settore riformato che ridisegna le economie” approfondimento sul Codice del Terzo Settore 

  • Il Dopo di Noi: dalla legge 112/2016 ai decreti attuativi” focus sulle best practice e sui decreti attuativi. 

Per informazioni - :eventi@solcoct.it - comunicazione@happeningdellasolidarieta.it  


I giovani nel distretto di economia civile

di Carlo Andorlini

Leggi l'articolo su ideeinrete.coop

 

Si tiene dal 16 al 18 novembre a Campi Bisenzio (FI) la seconda Edizione del Festival dell'Economia Civile che vede tra i tanti protagonisti anche il nostro Carlo Andorlini, animatore del blog "Local&Share" su ideeinrete.coop.

Vedi il programma dell'evento e il commento su Redattore sociale.

Questo comune toscano si è distinto per una particolare attenzione ai temi della partecipazione; Carlo Andorlini nel suo ultimo intervento su Local&Share racconta di un percorso indirizzato ai giovani e realizzato insieme a Legambiente.


 

Presento un piccolo risultato che non può che stare dentro un blog che si chiama local&share. Lo presento non come celebrazione, ma come atto adottabile in altri contesti sia nel processo (soprattutto) sia nel risultato (anche). All'interno del Distretto dell'economia civile (che nel prossimo post introdurrò e racconterò nello specifico) che si sta sperimentando da un anno circa con Legambiente a Campi Bisenzio  (Fi)  è stato avviato un focus specifico su lavoro&giovani. Ovvero:

  • Come migliorare le condizioni per il lavoro in una città di quasi 50.000 abitanti?

  • Come far uscire i talenti?

  • Come rendere  inclusi i processi di autonomia giovanile?

  • Come connettere una città che ha nascite in positivo (è tra le cittadine in Italia con la più alta presenza giovanile) con il variegato e ricco mondo giovanile in termini soprattutto formativi e lavorativi? 

Bene...su queste impegnative domande si è costituito un tavolo di lavoro che in tempi diversi ha sviluppato un processo di partecipazione coinvolgendo più di 100 persone. Giovani studenti, giovani amministratori, giovani coworker,  alcuni opinion leaders e un po' di rappresentanti del terzo settore hanno:

  • elaborato un testo per una delibera attraverso lo stile della testimonianza. Ascolto una buona pratica che arriva da un'altra parte d'Italia, la discuto per tirarne fuori il modello, restituisco il risultato in forma di  testo che elenca le cose da fare da parte dell'Amministrazione.

  • avviato un percorso di discussione con la parte politica e la parte degli uffici sul contenuto della delibera.

In 6 mesi di lavoro il percorso partecipativo verso la delibera  è arrivato in fondo al suo iter con l'approvazione - vedi testo e allegato.

Un testo che apre a numerose strade “facilitanti” e abilitanti” processi legati al lavoro giovanile e che si manifesta formalmente così come è stato scritto dalle persone che hanno partecipato al percorso partecipativo.....proprio con tutti i temi confermati. Un punto di non ritorno anche per l'amministrazione locale che su quelle direttrici scritte si dovrà muovere da qui in avanti.

Credo che nel piccolo rappresenti una  buona pratica di valore che proprio per la sua semplicità ma anche per la sua capacità penetrativa può rappresentare un piccolo ma efficace canovaccio di lavoro trasferibile in altri contesti.

 

di Gianfranco Marocchi

Leggi l'articolo anche su ideeinrete.coop


 

Ecco, la reazione a questa notizia fa la differenza. Dimmi come reagisci e ti dirò quale cooperatore sei.

La notizia è che secondo i dati dell'Osservatorio sul bilancio di welfare delle famiglie italiane realizzato da MB consulting: "le famiglie spendono di tasca loro per il welfare 109.3 miliardi - salute, assistenza anziani, istruzione dei figli, ecc. - ; il 36% ha rinunciato nell'anno ad almeno una prestazione essenziale, percentuale che sale al 56.5% per chi si trova in condizioni di debolezza economica" (Vedi Redattore Sociale 1 e 2, Corriere della Sera, Repubblica, SecondoWelfare, e tanti altri). 

NotizieinRete, primo tra tutti i media di settore,  ha raccolto tre opinioni a caldo.

 

1) L'imprenditore sociale nuovista

«Ottima cosa! Una conferma in più che ci sono grandi prospettive per il futuro, possibilità di apertura di nuovi mercati. Dobbiamo intercettare questi 109 miliardi di domanda privata pagante senza lasciarceli soffiare, come sta accadendo, dalle altre imprese e dalle badanti. Ma il dato positivo è che abbiamo finalmente la conferma che vi è un ampio spazio per il social business ad alto impatto sociale indipendente dal finanziamento pubblico. Mappiamo il territorio: c'è spazio per poliambulatori, portali telematici per la vendita di servizi alle famiglie, asili nido, case di riposo... tantissime, cose, è fantastico! Avviamo senza esitazione delle ibridazioni con imprese for profit, per dare vita agli investimenti necessari. Per chi ha meno soldi pensiamo ad una fascia di servizi low cost; per i poveri intercettiamo le donazioni, ce ne sono miliardi disponibili, per aggiudicarcele basta investire di più sul fund raising ed essere innovativi e dinamici.»

 

2) Il retrò

«Il progressivo ritiro dello Stato dalla gestione dei servizi ha dato vita ad un sistema di servizi fortemente selettivo, dove i ricchi acquistano privatamente le prestazioni di cui hanno bisogno e i poveri rimangono privi dei servizi essenziali. Questo dimostra che la cooperazione sociale deve schierarsi per l'attribuzione al soggetto pubblico delle responsabilità di realizzazione dei servizi, eventualmente poi esternalizzati a cooperative sociali per l'esecuzione delle prestazioni, sempre avendo cura che ciò si verifichi senza decadimenti della qualità e con criteri di professionalità. Il punto di partenza è nel rifinanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali e del Fondo non autosufficienze in misura assai più ampia rispetto ad oggi e nella definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni sociali, oltre che in un maggiore impegno della Sanità nell'assicurare i LEA in ambito socio sanitario.»

 

3) L'ipersussidiario

«Questa notizia dimostra che le famiglie italiane fanno moltissimo e riescono a rispondere in autonomia e auto organizzandosi ad una parte importante dei loro problemi; ma evidenzia altresì che senza un adeguato sostegno non possono farcela. Quindi, ad esempio, alla famiglia che si dedica alla cura del proprio anziano non autosufficiente, è necessario assicurare ogni tanto delle prestazioni di sollievo, formazione, sostegno psicologico, consulenze per le famiglie che vogliono associarsi tra loro, ecc. Questo consentirà di continuare a diminuire la spesa pubblica per il welfare, che tutti sappiamo essere diventata insostenibile, assicurando alle persone fragili la migliore assistenza possibile.»

 

Sì è vero, forse sono personaggi di fantasia, ma è difficile saperlo, anche perché la notizia non ha ricevuto particolari commenti nell'ambito del terzo settore. Quindi continuiamo ad andare avanti e proviamo a immaginare questi tre personaggi.

L'imprenditore sociale nuovista una volta era diverso. Parlava di giustizia sociale, di equità; poi ha iniziato con il dire "ma sì, queste cose le sappiamo, è inutile ripetercele ogni momento" e ha smesso: prima, di dirle, poi anche di pensarle. Oggi per lui non ci sono diritti ma "target commerciali", non ci sono bisogni cui rispondere ma "potenziali aree di social business". Guarda al welfare con un misto di insofferenza e noia, anche se con i cooperatori sociali non può dirlo fino in fondo; cerca di sopportarli anche se li regge a stento. Comunque è molto più a suo agio a parlare con altri imprenditori di business plan e dei grafici immancabilmente in salita.

Il retrò si sente interprete autentico dei bisogni del popolo, che sfortunatamente nessuno capisce. Ha in mente alcune semplici equazioni: diritti =  ente pubblico = spesa sociale e non riesce a immaginare nulla di diverso da quello che ha sempre fatto; solo vorrebbe che ci fossero i soldi per farne di più, molto di più e sempre di più. Si sente tremendamente incompreso e va a lavorare ogni giorno più demotivato..

L'iperussidiario spesso è un politico in malafede, qualche volta un cooperatore sociale affamato di un'ideologia che lo legittimi in modo diverso dall'essere considerato fornitore di ore a basso costo da un ente locale. Scambia la valorizzazione della famiglia con il lasciarla vergognosamente sola di fronte a pesi insostenibili,  qualche mancia simbolica erogata mentre si distruggono le fondamenta del sistema di welfare con la  "promozione della società civile". Insieme all'imprenditore sociale nuovista ama ripetere che "con la crisi lo Stato non ha più le risorse per assicurare i servizi di welfare".

 

E quindi, da dove ripartiamo?

Sicuramente, dal dire che è intollerabile che un terzo dei nostri concittadini debbano comprimere bisogni essenziali e che debbano farlo oltre metà di quelli più poveri. Che rinuncino a curarsi, che non sappiano come gestire un genitore anziano, che sacrifichino le attività che farebbero crescere meglio i propri figli.

Un'impresa sociale prende le mosse prima di tutto dal voler incidere sulla mancata soddisfazione di diritti e bisogni essenziali e sulla discriminazione che troppi cittadini subiscono.

Questo non significa certo che l'unico modo per rispondervi sia quello tradizionale, la moltiplicazione della spesa pubblica per attivare servizi basati su prestazioni. Non significa nemmeno però che le istituzioni possano deresponsabilizzarsi, cavarsela con qualche elargizione alle famiglie e privatizzando a quel punto il bisogno.

La strada da seguire è sicuramente incerta e in parte da inventare, ma richiede una grande responsabilità pubblica da esercitare attraverso alleanze estese di cui le imprese sociali sono una parte e che mettono insieme risorse professionali i comunitarie per affermare ed estendere i diritti dei cittadini. E' la via esplorata in tante esperienze in cui amministrazioni innovative, prossimità, impresa sociale e comunità si fondono e danno vita a combinazioni inedite.